Mercoledi, 23 Agosto 2017

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Negli Ultimi Dieci Anni il Pil Pro Capite Italiano è Cresciuto Meno Del Resto Dell'Unione Europea


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Uno dei problemi principali nel nostro Paese, soprattutto in considerazione dell'alto livello del debito pubblico italiano, è la bassa crescita del Pil, che sembra oramai divenuta una caratteristica strutturale per la nostra economia.
Il Pil rappresenta il valore dell’attività di produzione di beni e servizi delle unità produttrici residenti ed è considerato il principale indicatore dei modelli di crescita economica. Rapportando il valore del Pil alla popolazione media residente di un Paese si ottiene il Pil pro capite, che è ritenuto come una delle misure più indicative del benessere di un dato Stato. Questa concezione viene spesso criticata, in quanto considera semplicemente elementi monetari ed esclude diverse variabili che caratterizzano la vita sociale ed economica di un paese. Abbiamo visto, in proposito come Istat e Cnel siano al lavoro per la definizione di un nuovo indicatore (Bes)nuovo
indicatore (Bes), da affiancare al Pil ed in grado di misurare non solo il livello di crescita economica della nazione, ma anche del benessere sociale e sostenibile.
In attesa di sviluppo possiamo considerare comunque il Pil pro capite, come un buon indicatore per effettuare confronti tra i Paesi dell'Unione Europea. Secondo i dati Eurostat relativi al 2009, l'Italia mostra un Pil pro capite di 24.400 euro contro i 23.500 della media dell'Unione Europea (a 27). Un valore che pone il nostro Paese al 12° posto, subito dietro la Francia (25.400 euro) e davanti alla Spagna (24.300 euro). In testa alla classifica troviamo il Lussemburgo con un Pil pro capite di 63900 euro, seguito dai paesi Bassi (30800 euro) e dall'Irlanda (29800 euro). In coda invece si piazzano Romania, Bulgaria e Lettonia con un Pil pro capite pari rispettivamente a 10700, 10900, e 12200 euro. Se consideriamo però la crescita del Pil pro capite dal 2000 al 2009, l'Italia risulta essere il Paese dell'Unione Europea con la variazione positiva più bassa (+9,4%), a fronte di una media Ue del +23%. I paesi che in questo periodo sono cresciuti di più sono invece proprio Romania (+114%) e Bulgaria (+101,9%). Nel 2000 l'Italia risultava essere il 10° Paese per Pil pro capite (a pari merito con la Finlandia) con 22300 euro, piazzandosi prima di Francia (22 mila euro) e poco lontano da Germania (22600) e Regno Unito (22700).


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Tutti e tre questi Paesi però hanno mostrato un tasso di crescita di periodo decisamente superiore a quello dell'Italia (Germania +21,2%; Regno Unito +16,3%; Francia +15,5%). Nei confronti europei sono stati utilizzati i valori del Pil a parità di potere d'acquisto.
A livello Nazionale il Pil pro capite, misurato dall'Istat nel 2009 a prezzi di mercato è pari a 20043 euro, in calo del 5,7% rispetto al valore 2008. La zona territoriale con il Pil pro capite più elevato è il Nord-ovest con 23845 euro, seguita dal Nord-est con 23761 euro, dal Centro con 22413 euro e dal Mezzogiorno con 13668 euro. Per quanto riguarda le regioni quelle con il Pil pro capite più alto sono la Valle D'Aosta con 26576 euro, seguita dal trentino 25701 euro e dalla Lombardia con 25251 euro. Viceversa quelle con il valore più basso sono la Campania con 12776 euro, che precede la Calabria con 13179 euro e la Puglia con 13233 euro.

 

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