Martedi, 19 Giugno 2018

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Ocse: il Divario tra Ricchi e Poveri è Sempre Maggiore. L'Italia tra i Paesi Più Diseguali


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Nei Paesi Ocse Il reddito del 10% della popolazione più ricca è circa nove volte quello del 10% più povero. È questo uno dei dati contenuti nel rapporto “Growing income inequality in Oecd countries: what drives it and how can policy tackle it?Growing
income inequality in Oecd countries: what drives it and how can
policy tackle it?” presentato dall'Ocse e relativo al divario esistente tra i poveri e i ricchi e all'evoluzione di questa diseguaglianza economica nell'ultimo ventennio.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, l'Ocse ha analizzato il coefficiente di Gini, ovvero l'indicatore utilizzato per misurare la disuguaglianza nella ricchezza, dei vari paesi, scoprendo che tale indice è passato dallo 0,28 della metà degli anni ottanta allo 0,31 odierno. Questa differenza non è affatto di poco conto, visto che il coefficiente di Gini può assumere un valore compreso tra zero (massima uguaglianza del reddito) e uno (tutto il reddito concentrato in un unico soggetto). Ciò significa che la disuguaglianza tra i redditi delle persone ricche e povere è aumentata in maniera preoccupante. Nello specifico il rapporto rivela che in 17 dei 22 Paesi Ocse, per i quali i dati sono disponibili, la disuguaglianza di reddito è aumentata. I cinque Paesi che hanno ridotto l'indice di Gini risultano essere la Turchia (che  rimane però uno degli Stati più diseguali), la Grecia, la Francia, l'Ungheria e il Belgio. E l'Italia? Il nostro Paese risulta essere al quinto posto tra quei Paesi che hanno segnato un ampliamento del gap dei redditi dalla metà degli anni ottanta ad oggi (e al sesto nella classifica assoluta), dietro Messico, Stati Uniti, Israele e Regno Unito.
Nell'indicare i motivi di tali disparità, il rapporto sottolinea vari aspetti. Tra questi vi è sicuramente la globalizzazione e i progressi tecnologici che hanno aumentato la disparità dei salari, andando a ridurre proporzionalmente quelli delle persone meno qualificate. In secondo luogo l'Ocse, segnala la disoccupazione e la riduzione delle ore lavorate soprattutto tra i lavoratori con i salari più bassi, le donne e i giovani. Vi è poi anche una componente sociale che ha portato alla riduzione del numero dei componenti delle famiglie, aspetto che secondo l'Ocse contribuisce al divario tra i redditi.

 


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Tra le soluzioni il rapporto evidenzia come una riforma delle tasse e delle politiche di agevolazione per i redditi più bassi, posso contribuire efficacemente alla riduzione delle disparità.


LA SITUAZIONE ITALIANA
In Italia il coefficiente di Gini è cresciuto del 13% dallo 0,31 di metà degli anni ottanta, allo 0,35 di metà anni duemila. Inoltre mentre nella media dei Paesi Ocse il reddito è cresciuto , nel ventennio considerato, dell'1,7% l'anno, in Italia la crescita è stata dello 0,8% (il risultato peggiore dopo la Turchia 0,5%). Ma c'è di più. Se infatti il reddito è cresciuto, nella media Ocse, del 2% per il 10% della popolazione più ricca e dell'1,4% per il 10% più povero, in Italia tali percentuali sono state rispettivamente pari all'1,1% e allo 0,2%. Dati molto gravi ma piuttosto noti, visto che secondo la Banca d'Italia, nel nostro Paese il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza prodotta10%
delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza prodotta, mentre la metà più povera detiene solo il 10% della ricchezza totale.

 

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