Sabato, 25 Novembre 2017

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Politica: Su Facebook Il Grande Centro Esiste Già


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Si favoleggia da un paio d’anni del Grande Centro, ossia di una coalizione che riunisca i democristiani e i centristi sparsi un po’ a destra e un po’ a sinistra, costretti alla diaspora pluridecennale da un bipolarismo che non lascia scampo dal 1994. Adesso, che a governare è Monti, sostenuto da una maggioranza bipartizan, la favola del Grande Centro rischia concretamente di diventare se non un progetto, perlomeno un’ipotesi che i politici italiani potrebbero prendere in considerazione. Perché, a forza di far dialogare Pdl, Pd e Terzo Polo, i centristi di destra, quanto quelli di sinistra stanno acquisendo un ruolo di primo piano nella diplomazia interpartitica. Il loro lavoro, seppur silenzioso, li sta rendendo un soggetto sempre più credibile.

Singolare, a tal proposito, la provocazione di Jaime D’Alessandro che, nel Venerdì di Repubblica ha affermato: “Il Centro della politica italiana al tempi dei social network ha un nome e un cognome. E non è quello di Mario Monti, o di Silvio Berlusconi, o di Pier Luigi Bersani o di Pier Ferdinando Casini. Quel nome è Rocco Girlanda”.
Proprio a Rocco Girlanda, deputato 45enne del Pdl, l’autore dell’articolo assegna l’etichetta di ‘creatore del Grande Centro”, almeno su Facebook. Il motivo risiede nella rete di contatti di Girlanda, estesa a buona parte dei politici italiani di tutti e due gli schieramenti. Il parlamentare, editore di professione (è proprietario di sei quotidiani locali tra cui il Corriere dell’Umbria), connette tra loro personalità politiche di centrodestra e centrosinistra. Un tessitore di relazioni e un catalizzatore delle stesse, vero e proprio mediatore ‘moderno’.

D’Alessandro ha tirato queste conclusioni a partire da una ricerca effettuata da Stefano Epifani, docente di Scienze della Comunicazione a Roma, che ha analizzato il comportamento dei parlamentari rispetto ai social network, imbattendosi nello strano caso di Rocco Girlanda. Spicca anche in una curiosa realtà: i parlamentari italiani non utilizzano i nuovi media per dialogare con gli elettori, quanto piuttosto per dialogare tra loro. Questo è forse un ulteriore segnale dell’abisso, sempre più ampio, tra cittadini e politica? O ciò è dovuto semplicemente all’attuale legge elettorale (il cosiddetto Porcellum) che, creando un Parlamento di nominati, rende superflui i rapporti tra i ‘rappresentanti del popolo’ e l’elettorato?
Ad ogni modo, Rocco Girlanda, interrogato da D’Alessandro proprio sul suo ruolo di ‘catalizzatore centrista’ ha minimizzato: “Facebook è uno strumento per confrontarsi, ma da qui a dire che sono un mediatore tra i due schieramenti ne passa. Ho solo una passione per la tecnologia, buoni rapporti con molti colleghi e curo in prima persona tutta l’attività di comunicazione che mi riguarda”.
Una cosa è certa: se veramente il ‘cantiere’ per costruire il Grande Centro verrà avviato, Girlanda, con i suoi amici su Facebook provenienti da Pdl, Pd, Udc, Fli ma anche Sel e idv (che in verità aborrano l’idea di una rinascente Dc), potrà dare veramente un grosso contributo.  
 
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