Mercoledi, 13 Dicembre 2017

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Unione Europea, Con Monti Si Scardina l'Asse Franco-Tedesco


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L’asse franco-tedesco è nato ad ottobre del 2011 con l’obbiettivo di garantire all’Unione Europea una leadership forte ma soprattutto agile. Le istituzioni dell’Ue, per quanto efficaci nel mantenere l’equilibro tra i vari policy maker nazionali, sono macchinose, caratteristica che poco si confà ai tempi di crisi in cui viviamo. Servono risposte decise e celeri, non importa che a tirare le redini sia un duumvirato che, de iuris, non è riconosciuto dal sistema politico europeo. Ma la lentezza dell’Unione non è l’unico fattore che ha contribuito alla nascita dell’asse: la debolezza politica di cui l’Italia ha sofferto prima delle dimissioni di Berlusconi ha dato una forte spinta.
Certo, la cosa non è piaciuta a molti.

Alcuni politici italiani, come l’ex ministro degli Esteri Frattini, hanno apostrofato l’asse franco-tedesco come dannosissimo per l’Europa perché si muove a di fuori del quadro istituzionale. Diversa invece l’interpretazione di analisti europei, anche se la conclusione è la stessa: l’alleanza Merkel-Sarkozy è dannosa perché i due leader hanno vedute completamente differenti. Nonostante le critiche, però, qualche risultato è stato raggiunto: il pressing morale e istituzionale ha garantito che l’Italia rispettasse – seppure in maniera parziale – i vincoli dettati dalla Bce.
Adesso, il contesto che ha generato l’asse franco-tedesco è mutato: l’Italia ha acquistato autorevolezza grazie all’entrata in scena di Mario Monti, determinato a realizzare il pacchetto di misure che l’Europa ha chiesto al Bel Paese e sul quale Berlusconi ha temporeggiato a lungo.
Ma Monti non è solo l’esecutore di un programma scritto ai piani alti. Non è solo intenzionato a trasformare l’ormai mitologica ‘lettera della Bce’ in realtà. Mario Monti è il suo governo hanno intenzione di percorrere una strada che non è totalmente aderente a quella disegnata dall’Europa.

Monti vuole seguire una strada diversa. Non potrebbe essere altrimenti: il premier ha a che fare con partiti e parti sociali che chiedono spazio nella negoziazione. La conseguenza di questo atteggiamento autonomo è la possibilità che l’Italia si riprenda la golden share (certo condivisa) che le spetta in quanto fondatrice dell’Unione Europea. La stessa golden share annacquata nel corso degli anni da politiche deboli e dal deturpamento dell’immagine del nostro paese, definitivamente maturato sotto l’ombra del risolino targato Merkel Sarkozy del famoso 2 novembre.
Ma se l’Italia si riprende la sua golden share, anche se ovviamente condivisa dai vicini tedeschi e francesi , allora non si può più parlare di asse franco-tedesco. Monti, se veramente riuscirà a portare a termine le misure di risanamento, alcune delle quali presentate nella manovra Salva Italia, avrà veramente la possibilità di sciogliere il duumvirato. Ci sono veramente i presupposti per farlo? Esistono, e affondano le radici nel terreno della politica economica quanto in quello della comunicazione politica.
Politica economica: Monti e le sue idee sono il chiavistello per sfondare la porta che tiene nascoste le avversioni che Sarkozy e Merkel nutrono l’un l’altro. Avversioni scaturite da idee diverse sul modo di uscire dalla crisi (che è sistemica) dell’Unione Europea: la Francia vuole gli eurobond ma la Germania no, la Germania vuole la riduzione dell’autonomia fiscale per i governi nazionali ma la Francia no. Monti è la chiave di volta per disintegrare l’asse proprio perché le sue vedute sono simili a quelle dei francesi e dunque Sarkozy potrebbe benissimo scaricare la Merkel. Non a caso proprio dopo che Monti ha rivelato le sue carte il premier francese ha dichiarato che “la Germania ci porterà tutti alla catastrofe”.
Comunicazione Politica: Monti ha l’immagine e autorevolezza per assumere il ruolo di nocchiero. Caratteristica che invece a Berlusconi mancava. Questo è un dato che emerge anche solo confrontando le due figure. Romano Prodi l’aveva intuito per tempo, e infatti a novembre a scritto sul suo sito personale: “Monti ha l’autorevolezza necessaria per sbloccare la situazione e scardinare l’asse franco-tedesco”

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