Lunedi, 16 Luglio 2018

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Banche: Calano i Finanziamenti Ma il 70% Degli Impieghi Rimane Destinato ai Prestiti


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Le banche di molti Paesi Europei, soprattutto quelli periferici o se volete PIIGS stanno vivendo un momento di sofferenza e tra queste ci sono anche gli istituti di credito italiani. Una crisi che si traduce con minor finanziamenti erogati, quali prestitiquali prestiti e mutui ad imprese e famiglie. Secondo quanto comunicato dall'Abi il tasso di crescita dei finanziamenti concessi dalle banche, nello scorso anno è diminuito rispetto al 2010, anche se l'azione di supporto è stata superiore rispetto alla media europea. Infatti il tasso di crescita medio degli impieghi è risultato del 3,6% contro l'1,3% dell'Europa. Ciò è stato possibile grazie alla forte azione di supporto della BCE, che ha messo a disposizione degli istituti di credito liquidità addizionale, evitando, secondo l'Abi, minimizzando, secondo noi, la stretta del credito.  

Le banche italiane soffrono particolarmente le tensioni dei mercati finanziari e il peso dello spread mette sotto pressione la capacità di raccolta, oltre ad avere un riflesso sui finanziamenti a favore dell'economia. Infatti meno capacità di raccolta significa meno disponibilità di fondi da concedere a famiglie ed imprese.

In proposito Giovanni Sabatini, direttore Generale dell'Abi ha sottolineato che: “La solidità delle banche italiane, che sostengono l'economia italiana con finanziamenti a imprese e famiglie e con l'acquisto di titoli di Stato, è intrinsecamente legata alla solidità del Paese”. Una solidità del Paese spesso oggetto di speculazione da parte dei mercati, anche al di là delle effettive difficoltà in seno a crescita e peso del debito pubblico.
Ciò nonostante il 70% degli impieghi è destinato ai prestiti alle famiglie e alle imprese con una leva finanziaria che risulta più bassa delle altre controparti europee (14 contro 24).
Il 2011 si è chiuso per le imprese bancarie con un utile consolidato di 5,5 miliardi di euro, in calo del 33% rispetto al 2010. La patrimonializzazione, nonostante tutto, risulta solida ed in crescita del 9,5% in termini di Tier 1 ratio e del 12,7% per quanto riguarda il Total capital ratio. La conseguenza delle difficoltà si manifesta con una bassa redditività, con il ROE che risulta pari al 2,6%, inferiore al 3,9% dell'anno precedente e sensibilmente più basso rispetto ai cinque principali mercati bancari europei (7%). Ma il Roe del settore bancario italiano risulta sensibilmente inferiore anche a quello delle principali società italiane quotate in borsa (9,5%). Ricordiamo che secondo le previsioni dell'Abi nel 2012 il Roe dovrebbe raggiungere un livello del 3,3%, valore ancora inferiore a quello pre-crisi (2007).
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