Giovedi, 19 Ottobre 2017

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Finanziamenti Imprese: L'80% Dei Prestiti Concesso Dalle Banche Va Alle Grandi Aziende


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Nel recente rapporto del comitato esecutivo, l'Abi ha sottolineato che nei primi sette mesi dell'anno sono cresciuti i finanziamenti bancari alle imprese, che dopo aver toccato il valore minimo di -3,1% a gennaio 2010, ora sono sui livelli di inizio 2009 (+5%). Nello specifico I finanziamenti a imprese (e famiglie) hanno raggiunto alla fine di luglio i 1.513 miliardi di euro, in crescita del 5,4% su base annua, sebbene in calo rispetto al tasso massimo del +6,4%, registrato a maggio.  Dati sicuramente positivi che testimoniano la volontà del sistema bancario di sostenere il sistema imprenditoriale e i consumi delle famiglie, in un periodo di grave difficoltà economica.

Fin qui tutto bene se non fosse che i finanziamenti alle imprese si dirigono per lo più verso le grandi imprese, mentre quelle piccole faticano ad ottenere i prestiti. Questa dura accusa al sistema bancario italiano è stata lanciata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che in un'elaborazioneelaborazione effettuata su dati della Banca d'Italia ha calcolato che quasi l'80% dei prestiti erogati dalle banche prende la via delle grandi imprese.

Secondo l'associazione degli artigiani mestrini, infatti, le grandi imprese italiane, : “nonostante siano ridotte numericamente al lumicino”, possono contare su un rapporto privilegiato nei confronti degli istituti di credito del Paese. Un'accusa non di poco conto se si considera che il tessuto imprenditoriale italiano è composto per il 95% da aziende con meno di 10 dipendenti.
Ma veniamo ai numeri.
Secondo la Cgia, al 31 marzo, il primo 10% degli affidatari ha ricevuto il 78,8% del totale dei prestiti erogati dalle banche italiane, pari a 1.098,1 miliardi di euro su un totale di 1.393,6 miliardi erogati. Questi prestiti, tecnicamente definiti come finanziamenti per cassa, coprono l'86% del totale dei finanziamenti del sistema bancario italiano. Il dato di per sé singolare, vista la struttura del sistema produttivo italiano, diventa ancora più curioso se si pensa, come spiega la Cgia, che le sofferenze a carico di questo primo 10% di affidatari coprono il 78,6% del totale (pari a 62,6 miliardi di euro su un totale di 79,7).
Ne consegue che la scelta di erogare una tale quota di finanziamento ad un ristretto numero di soggetti non può essere legata al grado di solvibilità di questi affidatari. Né al momento particolare dell'economia, visto che le sofferenze bancarie a carico dei maggiori affidatari, che, lo ricordiamo, comprendono quei rapporti per cassa con soggetti in stato di insolvenza (o in situazioni equiparabili), sono cresciute nell'ultimo decennio di 6 punti percentuali.
E allora a cosa può essere dovuto questo atteggiamento paradossale che sembra premiare i soggetti con livelli di affidabilità più bassi, a discapito dei buoni pagatori?
La Cgia non fornisce una risposta precisa alla domanda, ma lancia un'accusa nemmeno troppo velata alle banche definite come : “molto condizionate dalle grandi imprese”. Nello specifico il segretario dell'associazione, Giuseppe Bortolussi dichiara: “ Non vorremmo che questa anomalia fosse dovuta al fatto che nella grande maggioranza dei casi nei Consigli di Amministrazione dei più importanti istituti di credito italiani sono presenti proprio questi grandi imprenditori o manager a loro molto vicini”.
A livello territoriale, la situazione rilevata dalla Cgia si dimostra più marcata nella provincia di Milano, dove il 92,2% dei finanziamenti erogati alle aziende della provincia, finisce nelle casse del primo 10% degli affidatari. Seguono in classifica Bologna con l'88% dei prestiti concesso al primo 10% degli affidatari, Roma (84,8%), Treviso (84,1%) e Brescia (83,7%).
Dall'altra parte questa tendenza è meno presente nelle provincie di Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Taranto dove le percentuali di finanziamenti erogati alle aziende della provincia, al primo 10% degli affidatari, sono rispettivamente del 44,6%, 52,9% e 53,6%.

 

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