Sabato, 25 Novembre 2017

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Fotovoltaico: la Burocrazia Ne Ostacola lo Sviluppo


fotovoltaico, burocrazia, Pv legal

Tra i motivi che rallentano lo sviluppo del fotovoltaico c'è indubbiamente la burocrazia. Qual è la novità, verrebbe da dire visto che in Italia siamo abituati a considerare questo tipo di freno quasi come una caratteristica strutturale di ogni tipo di attività economica e servizio. La novità è che la burocrazia è un forte limite allo sviluppo del fotovoltaico non solo in Italia ma in molti Paesi d'Europa. É questa l'immagine che esce dal rapporto di PV LegalPV Legal, progetto europeo che si propone di identificare prima e di ridurre poi gli ostacoli burocratici che limitano la diffusione del fotovoltaico in Europa (nello specifico in 12 Paesi Europei che fanno parte del progetto). E le differenze tra i vari Paesi sono significative così come gli sforzi fatti per ridurre questo genere di limiti.  

Sostanzialmente sono state identificate quattro tipologie di ostacoli burocratici:

  • Barriere relative alle procedure autorizzative per l'installazione di un impianto fotovoltaico
  • Barriere connesse agli standard e alle regole di connessione dell'impianto alla rete
  • Barriere nel processo di connessione alla rete
  • Barriere legate alla capacità di assorbimento di energia immessa in rete

L'indagine sottolinea anche quanto pesano in termini percentuali queste barriere burocratiche sul costo di un progetto fotovoltaico (materiale escluso). Ecco allora che si scopre che nel nostro Paese i costi legali e amministrativi pesano per il 61% del totale per l'installazione di un impianto residenziale, per il 18% per un impianto commerciale e per il 69% per un impianto industriale. Si tratta delle percentuali più alte registrate nei vari Paesi analizzati, dietro solamente a quelle della Bulgaria. Le percentuali più basse si sono registrate in Grecia, Germania ed Olanda, Paesi in cui le barriere amministrative hanno un costo marginale per quanto riguarda la realizzazione di un progetto fotovoltaico. Inoltre queste barriere si traducono in allungamento dei tempi per la realizzazione di un progetto fotovoltaico, il che implica anche un'esposizione maggiore da parte degli investitori.

Infatti più è lungo il processo di sviluppo di un impianto fotovoltaico, maggiore sarà il rischio economico per chi vuole realizzarlo, visto che passerà più tempo prima di poter incassare i ricavi.
E anche in questo caso la burocrazia si fa sentire, posto che la realizzazione tecnica di un impianto standard non prevede grosse differenze tra i vari Paesi. Ecco che allora in Italia, il rapporto ha calcolato che servono 1230 ore di lavoro per completare il quadro giuridico amministrativo necessario per installare un impianto industriale, tempo record in Europa. Allo stesso modo per quanto riguarda gli impianti residenziali e quelli commerciali si registrano rispettivamente 106 e 154 ore di lavoro necessarie, anche qui, valori tra i più alti d'Europa. In generale l'installazione di un impianto industriale richiede una trafila burocratica più complessa e più ore di lavoro in tutta Europa, rispetto agli altri tipi di impianti, certo è che il valore italiano è eccezionalmente spropositato rispetto a Paesi che potremmo definire come nostri competitor nel settore come Germania (342 ore) e Spagna (187 ore). Lo stesso dicasi per i tempi burocratici necessari per gli impianti residenziali dove in Germania e nel Regno Unito bastano 4 ore e in Grecia, Olanda e Francia rispettivamente 8, 11 e 12 ore e per quelli commerciali dove in Germania e Grecia occorrono solo 7 e 12 ore.
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