Giovedi, 19 Luglio 2018

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Investire Nel Fotovoltaico Rende il 5% in Termini Reali, ma Dal 2012 le Tariffe Caleranno Del 15%


fotovoltaico, Monte dei Paschi di Siena

Il fotovoltaico italiano cresce ancora a ritmi elevati ed il momento di investire è adesso. É Questo il quadro che esce dal rapporto “ Energie rinnovabili: il fotovoltaicoEnergie rinnovabili: il fotovoltaico “, realizzato dall'Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, in cui si sottolinea che gli investimenti realizzati nel corso del 2011 determinano un vantaggio economico maggiore rispetto ad analoghi interventi posticipati al 2012. 
Come abbiamo visto recentemente anche nei dati statistici riportati dal GSE, il mix di fonti rinnovabili utilizzate nella produzione di energie elettrica appare in modesto mutamento, con un vero e proprio boom di solare fotovoltaico , solare termico ed eolico.


A proposito di solare fotovoltaico, BMS rileva che nonostante la crisi economica e gli impedimenti del settore, il comparto continua a crescere con numeri significativi, tanto che nei primi 9 mesi dell'anno risultano entrati in esercizio quasi 117 mille impianti per una potenza allacciata di oltre 7 GW (più del doppio dell’intero 2010) e verso la fine dell'anno gli impianti potrebbero arrivare a 350 mila (per una potenza installata di 12 GW).Un ritmo di crescita decisamente favorito dalla bontà dei vari meccanismi di incentivazione al fotovoltaico, il cui più famoso è il Conto Energia, giunto alla quarta edizione.
Ma quanto può rendere un impianto fotovoltaico considerando gli incentivi attualmente a disposizione?

Banca Monte dei Paschi di Siena ha fatto i calcoli, rilevando che investire nel fotovoltaico offre un rendimento intorno al 5% in termini reali, un valore decisamente alto a patto di sfruttare questo ultimo scorcio dell'anno. Infatti, le tariffe incentivanti del quarto conto energia subiranno una riduzione di circa il 15% a partire dal primo semestre 2012, il che porterà il break even, ovvero il punto di pareggio tra investimento e rendimento, più in là nel tempo.
Nello specifico, considerando un impianto ad uso domestico con scambio sul posto, se si realizza l'investimento entro la fine dell'anno (es ottobre) il pay back è di 14 anni, mentre posticipando l'investimento nel 2012 il pay back è di 15 anni, con un guadagno netto in termini di TIR (tasso interno di rendimento di 2mila euro). Stesso discorso andando a guardare il tasso di rendimento in termini reali dei due investimenti a 30 anni, che nel primo caso è del 5,22% mentre nel secondo scende al 4,66%. Tutto questo considerando che in questi mesi che separano il 2011 dal 2012 non cambino i costi di costruzione e di installazione di un impianto fotovoltaico.
Ovviamente vi è un altra discriminante da considerare per calcolare il rendimento economico di un investimento nel fotovoltaico, ovvero il diverso irraggiamento solare che caratterizza le diverse regioni d'Italia. Ciò comporta che al Sud, dove l'irraggiamento è maggiore (e quindi anche la resa) si tendono a costruire grandi impianti (centrali fotovoltaiche) progettate per l'immissione totale in rete, mentre al Nord, prevalgono i piccoli impianti sui tetti.
Secondo quanto riporta il rapporto, ipotizzando un investimento di 20 mila euro, al Nord si ha un pay back di 15 anni e un Tasso Interno di Rendimento del 4,84%, mentre al Sud con lo stesso investimento si ha un pay back di 4 anni inferiore (11 anni) e un Tir del 7,83%. Un dato decisamente significativo visto che ritorno economico e tempi di break even migliorano rispettivamente del 62% e del 30%.
Nonostante questi dati il Nord resta l'area in cui sono più diffusi i pannelli fotovoltaici (58% delle installazioni secondo il Gse), con la Lombardia ad essere in testa per numero di impianti, mentre il primato in termini di potenza installata spetta alla Puglia.
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