Venerdi, 17 Agosto 2018

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"EUREKA!" l'ITALIA CI RIPROVA CON "ARCHIMEDE"


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La notizia non è di certo freschissima, ma siccome non ha avuto il risalto che meritava sui media ufficiali, noi di BlogRisparmio abbiamo deciso di (ri)proporvi quella che, potrebbe essere una delle più grosse possibilità italiane per uscire,  almeno in parte, dalla schiavitù energetica dei combustibili fossili. Ovviamente non stiamo parliamo dell'alternativa nucleare, in quanto, seppur estremamente valida dal punto di vista energetico restituisce non pochi problemi per ciò che riguarda le scorie ambientali. E se questo accade in paesi evoluti come la Francia, figuriamoci i risvolti nel sistema Italia che non riesce a gestire nemmeno l'emergenza rifiuti in campania (14 anni di commissariamento). Chiusa la parentesi e ricordando che L'italia, comunque, ha votato contro il nucleare in un referendum del 1987, torniamo all'argomento principale, ovvero il ritorno in patria di uno dei più grandi cervelli italiani con l'obiettivo di riproporre nel BelPaese le proprie idee sulle energie rinnovabili..

 

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Il personaggio protagonista della nostra storia è Carlo Rubbia, nobel italiano per la fisica ed ex presidente dell enea (Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'AmbienteEnte per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente) emigrato in Spagna nel 2005, causa scarsa considerazione del governo italiano e richiamato nei primi mesi dell'anno dal ministero dell'ambiente,  in qualità di superconsulente per lo sfruttamento dell'energia solare. Rubbia aveva fatto un gran parlare di sé per la decisione di realizzare in Spagna i propri progetti sul solare termodinamico, noti come "Solare Archimede", che originariamente dovevano essere realizzati a Priolo Gargallo (Siracusa). Ma tra lunghi iter burocratici e scarsa considerazione da parte degli organi  ufficiali, non se ne fece più nulla. "Ma in cosa consiste questo progetto Archimede?". L'idea è innovativa e ha circa 2000 anni. Non  preoccupatevi non siamo impazziti, in realtà il progetto di Rubbia è la riproposizione  in epoca moderna del principio degli specchi ustori di Archimede. Il sole infatti verrebbe utilizzato come sorgente di calore, i raggi sarebbero concentrati tramite un sistema di specchi e utilizzati per portare alla temperatura di 550 gradi un mix di Sali,  messo a punto dall'equipe del professore, accumulati in un grosso recipiente. L'energia termica così generata verrà utilizzata per produrre vapore ad alta pressione che passando attraverso delle turbine produrrà energia elettrica. Fa notare Rubbia come questo semplice progetto in realtà permetterebbe di ottenere una "densità di energia calorica 100 o 200 volte superiore a quella presente in un posto soleggiato a mezzogiorno", ad un costo, prosegue il professore, non lontano rispetto a quelli dei combustibili fossili, ma col grande vantaggio di avere energia pulita. Un ulteriore vantaggio consiste nella possibilità di poter sfruttare "Archimede" anche in condizioni di cielo coperto o di notte, questo perché il sistema permette il mantenimento del calore a lungo tempo,  il principio sostiene il professore è paragonabile a "quello che accade per uno scaldabagno: l'acqua viene scaldata di notte, ma la doccia viene fatta di giorno". "Già ma adesso che Rubbia è tornato in Italia?" Beh si ritorna alle origini. E' stato siglato infatti un accordo tra Enel ed Enea, alla presenza del ministro dell'ambiente, per la riproposizione del progetto "Archimede" a Priolo Gargallo (Siracusa), là dove doveva sorgere già in passato. Il progetto che costituirà il primo impianto solare termodinamico italiano sarà anche il primo esempio mondiale di impianto termodinamico integrato con una centrale a gas (già presente in loco). Quaranta milioni di euro è l'investimento pianificato per far sorgere l'impianto entro il 2009, anno in cui il primo progetto pilota da 5 megawatt dovrà essere in funzione. Questo impianto garantirà l'energia per soddisfare il fabbisogno annuale di 4500 famiglie con un conseguente risparmio di 12.500 tonnellate di petrolio e, soprattutto, minori emissioni di anidride carbonica per 401mila tonnellate all'anno. Speriamo solo che il periodo delle polemiche sia definitivamente chiuso e che si possa finalmente passare ai fatti, rispettando i progetti e investendo su questo tipo di iniziative, per dare così, una volta per tutte, una svegliata al sistema energetico di questa "Italietta."

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