Giovedi, 21 Giugno 2018

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Università: Cala il Numero di Laureati e di Iscritti


università, studenti

L'Italia sta vivendo una profonda crisi economica, lavorativa e culturale che ci sta allontanando ancora di più dai principali Paesi europei. Ciò è visibile anche sul fronte dell'istruzione universitaria, infatti, nel nostro Paese si riscontra circa il 20% della popolazione nella fascia di età 30-34 anni che è in possesso di una laurea, contro un obiettivo europeo del 40% da raggiungere entro il 2020. Inoltre nella classe di età 25-34 anni la quota di laureati è del 20% contro il 37% del complesso dei Paesi Ocse. Siamo cioè indietro e tendiamo sempre più a rallentare. A sottolinearlo è il XIV Profilo dei laureati italiani di AlmaLaurea, che spiega come l'istruzione universitaria abbia perso di appeal nei confronti dei diplomati. Solo il 29% dei diciannovenni, infatti, decide di iscriversi all'università e negli ultimi 8 anni le immatricolazioni si sono ridotte del 15%, sia a causa del calo demografico che del deterioramento della condizione occupazionale dei laureati.

Non vanno poi dimenticate le crescenti difficoltà delle famiglie a sostenere i costi diretti ed indiretti dell'istruzione universitaria a cui si affiancano le carenze istituzionali per ciò che riguarda il diritto allo studio. Nonostante questo quadro generale a tinte fosche alcuni passi avanti sono stati fatti.

Infatti rispetto all'università pre riforma è incrementata la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti così come la frequenza alle lezioni ed è stato dato più spazio alle esperienze di stage e tirocini durante il corso di studi.
L'analisi sociale dei laureati mostra che chi arriva alla laurea di primo livello proviene anche da classi sociali meno favorite, mentre tra i laureati specialistici, biennali e a ciclo unico si riscontra una maggiore selezione sociale. Si tratta, spiega il rapportorapporto di giovani più avvantaggiati socialmente e culturalmente e più disponibili alla mobilità tra le sedi e a svolgere un'esperienza all'estero. In generale la maggior parte dei laureati triennali intende proseguire la formazione, ma solo il 61% intende farlo con la specialistica.
Sul fronte delle differenze di genere si riscontra un aumento delle studentesse che oramai sono prevalenti nei diversi percorsi universitari. Le donne inoltre rappresentano il 64% del complesso dei laureati specialistici a ciclo unico e rispetto ai maschi arrivano alla laurea più giovani. In media, infatti si laurea in corso il 40,6% delle laureate contro il 36,4% dei colleghi maschi.
Nonostante questa maggiore brillantezza, le donne laureate stentano ancora a trovare riconoscimento pieno nel mondo del lavoro sia in termini di occupazione, che di retribuzione che di crescita professionale.
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