Sabato, 25 Novembre 2017

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Laureati: Aumenta la Disoccupazione e la Precarietà, Diminuiscono gli Stipendi


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Nel nostro Paese secondo quanto riporta l'Istat la disoccupazione giovanile è al 31% mentre la quota dei NEET, ovvero dei giovani under 29 che non studiano né lavorano sono ha raggiunto il 22,1%. In questo contesto che pur presenta maggiori criticità nel Mezzogiorno non se la passano molto bene nemmeno i giovani laureati. Secondo quanto riporta il XIV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, infatti, il tasso di disoccupazione ad un anno tra i laureati triennali è aumentato di oltre tre punti percentuali nell'ultimi dodici mesi, passando dal 16,2 al 19,4%, mentre quella fra i laureati specialistici è cresciuta dal 17,7 al 19,6%. Il fenomeno della disoccupazione cresce anche tra i laureati a ciclo unico (laureati in medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza), passando al 16,5 al 18,4%.

Gli effetti della crisi si vedono tutti, tanto che dal 2007 al 2010 il tasso di disoccupazione ad un anno è cresciuto circa di 8 punti percentuali per i laureati di primo livello, del 9% per i laureati specialistici e del 10% per i laureati specialistici a ciclo unico. 
Numeri molto duri che secondo Almalaurea sono figli del comportamento tenuto dall'Italia in questi anni di crisi. Gli investimenti fatti nelle professioni qualificate sono aumentati in tutti i Grandi Paesi europei, con Francia e Germania in testa, come mezzo per uscire o limitare al massimo gli effetti della crisi, mentre nel nostro Paese tali investimenti sono stati ridotti (così come si sono ridotti gli investimenti in capitale fisso). Ciò ha comportato secondo l'indagine un'ulteriore riduzione della produttività e i problemi occupazionale relativi alle professioni ad alta qualifica.

LAUREATI: PRECARIETÀ E RETRIBUZIONE
Ad un anno dalla Laurea diminuisce per tutte le tipologie di laureati (tranne per gli specialistici a ciclo unico) il lavoro stabile. Nello specifico la stabilità lavorativa riguarda il 42,5% dei laureati occupati di primo livello e il 34% dei laureati specialistici, valori in calo di quattro e di un punto percentuale rispetto alla precedente indagine. Dall'altra parte aumenta la quota di contratti a tempo determinato e interinale, del lavoro parasubordinato e del lavoro nero. I laureati che lavorano senza contratto (in nero) sono il 6% dei tra i triennali, il 7% tra gli specialistici e l'11% tra quelli a ciclo unico.
Sul fronte della retribuzione sempre ad un anno dalla laurea, i laureati di primo livello percepiscono 1.105 euro netti al mese, gli specialistici a ciclo unico 1.050 euro e gli specialistici 1.080 euro. Si tratta di stipendi non elevati che secondo l'indagine hanno perso tra il 2 e il 6% del potere d'acquisto solo nell'ultimo anno.
Il guadagno mensile netto ad un anno dalla Laurea è diminuito dal 2007 ad oggi dell'11% per i laureati di primo livello, del 13% per gli specialistici e del 12% per gli specialistici a ciclo unico.
Infine riporta l'indagine a dieci anni dalla laurea risultano stabili 81 occupati su cento, di cui il 63% con un contratto a tempo indeterminato e il restante 18 con un lavoro autonomo. Per quanto riguarda la retribuzione netta percepita, a dieci anni dalla laurea, si attesta a 1.620 euro.
 
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