Lunedi, 16 Luglio 2018

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Studenti

Più di Sette Laureati Stranieri su Dieci Verrebbero Volentieri a Lavorare in Italia

bresciaoggiimprendi.gifNonostante in Italia il tasso di disoccupazione giovanile si aggiri intorno al 30%tasso
di disoccupazione giovanile si aggiri intorno al 30%, molti giovani laureati stranieri sarebbero ben contenti di trasferirsi in Italia per lavorare. È quanto è emerso da una ricerca che ha coinvolto tutti i giovani che hanno partecipato all’ultima edizione, appena conclusa, dell’Iseo Summer School, un appuntamento che ogni anno riunisce centinaia di laureati provenienti dalle Università più prestigiose del mondo al fine di migliorare le loro conoscenze di economia.
Sono stati intervistati complessivamente 488 studenti, tutti giovani con una pregevole formazione, laureati in economia, ingegneria, legge e scienze sociali, provenienti da ben 213 atenei di 89 diverse nazioni, ed il 73% del totale ha dichiarato che accetterebbe molto volentieri un lavoro in Italia. Più predisposti al trasferimento sono i ragazzi, per i quali si è registrato l’85% di risposte positive, mentre le preferenze positive delle ragazze hanno raggiunto solo il 60%.
I ragazzi sudamericani sono risultati i più entusiasti nell’immaginare un simile risvolto per la propria carriera, dal momento che le risposte positive sono state ben il 100%, mentre gli studenti europei hanno espresso il 73,5% dei pareri positivi. Tra gli europei l'8,8% ha dato una risposta negativa, mentre gli indecisi sono risultati il 17,6%.
È interessante sottolineare quali sono le motivazioni che hanno indotto gli intervistati ad esprimersi in maniera negativa sulla possibilità di lavorare in Italia: le ragioni principali sono il rischio di una scarsa crescita professionale e la maggiore attrattività lavorativa esercitata da altre nazioni, entrambe al 21,4%, seguite dall’elevato livello delle tasse (14,3%) e dal basso livello delle retribuzioni (7,1%).
Ai giovani intervistati è stato inoltre chiesto quali sono le aziende italiane più conosciute e quelle più gettonate. Tra le più conosciute, al primo posto si collocano Fiat e Ferrari con il 12,9% delle preferenze, a seguire Alitalia con l’8,4%, Benetton con il 7,7%, ed Unicredit (7,7%).


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Erasmus: Quanti Sono gli Studenti Universitari Che vi Partecipano e Quali Sono le Mete Preferite

tunnelverde0703.gifAbbiamo Visto ieri quanti sono gli Italiani residenti all'esteroItaliani
residenti all'estero e iscritti all'Aire e quali sono i Paesi che ospitano il maggior numero di connazionali. Oggi vogliamo approfondire, sempre con l'aiuto del VI Rapporto Migrantes, il tema degli studenti che lasciano l'Italia, optando per l'estero come meta per propri studi. Il numero di studenti universitari che si sono recati all’estero per completare e approfondire gli studi, nell'ambito del programma Erasmus, è passato da 13.236 dell'anno accademico 2000/01 a 17.754 del 2008/2009, per una crescita percentuale del 34,13% in meno di un decennio. Nello stesso periodo il numero di studenti universitari stranieri che hanno fatto il percorso inverso, venendo cioè a studiare in Italia, è passato da 8.739 a 15.530 (+77.7%).
Dal 1987 al 2009 gli studenti europei protagonisti di queste “migrazioni per studio” sono stati circa 2 milioni, pari all'1% della popolazione universitaria. Spesso, riferisce il rapporto, si tratta di membri delle famiglie più benestanti, visto che il sussidio comunitario per l'Erasmus è di “soli” 272 euro al mese.
La Spagna risulta essere il Paese che invia e accoglie il maggior numero di studenti universitari, perchè identificata spesso come luogo di ottima permanenza tanto da attirare anche diversi italo americani provenienti dal Sud America. Anche per gli studenti italiani la Spagna è la destinazione preferita con 6.548 universitari che nell'anno accademico 2008-2009, l'hanno scelta come meta per trascorrere il periodo Erasmus. Al secondo posto tra le destinazioni preferite troviamo la Francia dove si sono recati 2.816 studenti universitari italiani, al terzo la Germania con 1.680 e al quarto il Regno Unito con 1.312. Secondo il rapporto sulla scelta della meta per l'Erasmus incide molto la lingua, tanto che le nazioni preferite sono quelle dove si parlano lingue più simili all'italiano (Spagna e Francia) o comunque conosciute nel nostro Paese (Regno Unito e Germania). 

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Isfol: la Conoscenza Dei Servizi di Orientamento è Buona, ma Solo Pochi Giovani ne Usufruiscono

ragazzapensa2905.gifSecondo un’indagine condotta da Isfol, Istituto per lo sviluppo professionale dei lavoratori, i vari servizi di orientamento dedicati allo studio ed al lavoro sono ampiamente conosciuti dai giovani, ma soltanto pochi li utilizzano per prendere delle decisioni sul proprio futuro.
Il rapporto annuale dell’Isfol dedicato all’orientamento relativo al 2010, infatti, ha fatto emergere che ben il 90,2% degli intervistati, ovvero un campione rappresentativo composto da studenti di scuola secondaria superiore, universitari ed adulti lavoratori, risulta informato sui vari servizi di orientamento disponibili. Nonostante ciò, la percentuale di cittadini che usufruisce di queste opportunità è di poco inferiore al 50%.
All’interno dell’archivio nazionale sull’orientamento, sono censite in tutto 15.782 strutture, tra cui 386 aziende, 3.337 centri di formazione professionale, 2.773 centri di orientamento e servizi per il lavoro, mentre 9.064 strutture sono realtà che fanno capo al sistema istruzione e 222 a quello dell’università e dell’alta formazione.
Per la prima volta, quest’anno, Isfol ha analizzato nel rapporto annuale sia i dati relativi alla domanda che all’offerta di orientamento in Italia. Per quanto riguarda i fruitori di questo genere di servizio, vi è una netta predominanza dei soggetti cosiddetti “deboli”, ovvero giovani, disoccupati, donne, lavoratori in cassa integrazione, anche se sono numerosissimi anche i cittadini con elevato titolo di studio, a conferma del fatto che anche questa categoria di persone ha oggi molta difficoltà a trovare un impiego.

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Le Migliori Università al Mondo: Dominio Anglo-Americano, Solo Due Italiane Nella Top 200

universitabologna1305.gifSecondo l'ultimo rapporto sullo Stato del Sistema Universitario italiano, redatto dal CNVSU (Comitato Nazionale per la Valutazione dei Sistemi Universitari), nonostante il nostro sistema accademico risulti il quinto in Europa per qualità e il decimo al mondo, si osserva da qualche anno un calo dell'attrattività delle università italiane. Gli atenei italiani attraggono sempre meno matricole, sia nostrane che estere e sfornano meno laureati. Ma il livello delle università italiane è così qualitativamente valido come sostiene il CNVSU, oppure stiamo perdendo terreno rispetto agli atenei esteri?
Qualche dato in questo senso ci arriva dal QS rankingQS ranking, una classifica che annualmente ordina le migliori università del mondo.
L'indagine ha preso in considerazione 2808 università di cui 231 americane, 118 Inglesi, 108 Cinesi, 108 giapponesi, 81 francesi, 56 tedesche, 56 pakistane, 54 indonesiane, 46 spagnole, e 44 Sud coreane. Di Italiane ve ne sono circa una 40, molte delle quali però non compaiono poi nella classifica per ranking.
La top ten della classifica globale è monopolizzata dalle università inglesi (4) ed Americane (6), con in testa Cambrdige (Uk; 100 punti), seguita da Harvard (Usa, 99,18), da Yale (Usa; 98,68), UCL (Uk; 98,54), MIT (Usa; 98,19), Oxford (Uk; 98,16), Imperial College (Uk; 97,78), University of Chicago (Usa; 97,52) Caltech (Usa; 96,46).
Stando alla classifica generale le prime italiane presenti si trovano alla posizione 176 con l'Università di Bologna, che raggiunge un punteggio di 50,85 su 100 . Segue l'Università la Sapienza di Roma al 190° posto con un punteggio di 48,41 e l'Università di Padova al 261° posto con 40,91 punti.
Rispetto alla classifica dello scorso anno l'Università di Bologna ha perso due posizioni, mentre la Sapienza ne ha guadagnate 15 e l'università di Padova ben 51.Le altre università italiane prese in considerazione nella top 20 italiana sono in ordine (dalla 4° alla 20°), il politecnico di Milano , l'Università di Pisa , l'Università di Firenze , l'Università degli studi di Pavia , l'Università Bocconi . l'Università di Trento, l'Università di Trieste, l'Università degli studi di Roma , l'Università Federico II di Napoli , il Politecnico di Torino , l'Università di Torino, l'Università di Milano, l'Università di Modena, l'Università Cattolica, l'Università di Perugia , l'Università di Catania e l'Università di Venezia .

Se analizziamo però le singole facoltà qualche buon risultato viene strappato anche dalle italiane, Vediamo più da vicino.

INFORMATICA
4 le università italiane presenti tra le prime 200:

  • politecnico di Milano: in una posizione compresa tra la 51 e la 100
  • la Sapienza e l'Università di Bologna:comprese tra la posizione 101 e 150
  • politecnico di Torino: (in una posizione compresa tra 151 e 200).
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I Giovani Italiani Hanno una Scarsa Educazione Alimentare e Fanno Poca Attività Motoria

kidsplay0405.gifQualche mese fa uno studio riportato dal Ministero della Salute sottolineò come il 23% dei bambini italiani sia sovrappeso, l'11% obesoil
23% dei bambini italiani sia sovrappeso, l'11% obeso ed in generale come, anche tra gli adolescenti, via sia una bassa propensione all'attività fisica e all'educazione alimentare. Un quadro piuttosto critico che è stato, in qualche modo, confermato dal progetto progetto "A scuola InForma", realizzato da Modavi Onlus, con il Patrocinio del Ministero della Gioventù e del Dipartimento per le Pari Opportunità. Il proetto ha riguardato 20 mila studenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni, i genitori e gli insegnanti delle 5 regioni italiane dove il problema del sovrappeso è maggiormente presente, ovvero Lazio, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. Vediamo qualche dato, cominciando dall'attività fisica.
Secondo i risultati del questionario somministrato ai ragazzi, oltre un terzo degli adolescenti non pratica mai attività sportiva, il 13% la pratica saltuariamente mentre il 9% quasi mai. Per cui tirando le somme oltre la metà degli adolescenti (il 53%) non pratica attività motoria con regolarità. Inoltre solo il 15% degli intervistati ha l'abitudine di andare a scuola a piedi o in bici, mentre il 37% utilizza i mezzi pubblici o viene accompagnato in automobile (31%). Anche a casa la tendenza all'attività motoria è piuttosto bassa, mentre sono Pc e televisione a farla da padrone. Oltre un terzo dei giovani intervistati (il 34%) passa il tempo libero davanti al PC e il 13% davanti alla TV. Per quanto riguarda il tempo trascorso davanti a TV e PC, il 64% dei giovani intervistati trascorre 3 o più ore al giorno davanti alla televisione, mentre il 30% passa lo stesso tempo davanti al computer.
Passando alle abitudini alimentari, l'indagine sottolinea che quasi 4 giovani su 10 saltano spesso la prima colazione, mentre tra quelli che la fanno solo il 5% mangia frutta. La maggior parte sceglie prodotti classici quali , latte (67%), biscotti e fette biscottate(48%) cereali (36%), merendine e dolci (27%) e caffè (24%). Il pranzo invece è un pasto presente nella dieta di quasi tutti i giovani e prevede tra le portate principali pasta e riso (100%), seguono la verdura (37%), la carne (34%), affettati (30%) e frutta (26%), mentre solo l'8% sceglie il pesce.

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