Mercoledi, 16 Ottobre 2019

Back Scuola ed Istruzione Il Cinese Mandarino È la Seconda Lingua Più Studiata, l’Inglese È Ormai Superato?

Il Cinese Mandarino È la Seconda Lingua Più Studiata, l’Inglese È Ormai Superato?


cinese mandarino, studenti, business

Altro che inglese: le generazioni del futuro, neanche tanto lontano, parleranno cinese. È da anni che la Cina si propone come alternativa al colosso degli USA e questo sorpasso linguistico è emblematico. Dietro a questo spostamento delle comunicazioni ufficiali verso Oriente si celano presupposti di natura eterogenea: la Cina ha acquistato (e continua a comprare) debiti di Europa e Usa, diventando il nuovo fulcro dell’economia mondiale e lo yuan sta soppiantando l’euro e il dollaro americano in borsa come valuta mondiale di riserva. Ora il confronto tra Occidente e Oriente si sposta dal piano finanziario e del riarmo a quello linguistico. Parlare il mandarino è diventato essenziale per i manager che aspirino ad una carriera internazionale.

Secondo le stime nel 2015 il cinese sarà la lingua più parlata del mondo: già molti giovani, guardando al futuro dell’economia, stanno scegliendo l’Asia come meta dei loro viaggi studio e da Pechino arrivano finanziamenti per il sostentamento delle scuole in tutto il mondo (sono 5 mila i docenti mantenuti all’estero per lavorare negli istituti Confucio). Sicuramente non è un percorso di studi facile: l’apprendimento degli ideogrammi richiede tempo e dedizione.

Eppure questo non ha ostacolato un cambio di tendenza dalla velocità sorprendente: se nel 2000 erano appena due milioni gli stranieri che si cimentavano con il cinese, nel 2011 il mandarino è diventata la seconda lingua più gettonata per la business communication. Iniziare presto è un indubbio vantaggio: pensate che in una scuola di Lendinara - paesino di 12.000 anime nel Polesine, il cinese moderno è già la seconda lingua in quarta e quinta elementare. L’aumento della domanda è stato così repentino da trovare impreparate scuole e corsi di laurea. E se è vero che i madrelingua arrivano già da soli a 850 milioni di persone, gli stranieri che parlano il cinese in modo fluente come seconda lingua sono oggi quasi 200 milioni. Se si confrontano i numeri dunque l’inglese è ancora la lingua straniera più parlata (circa 500 milioni di non madrelingua comprendono discretamente l’inglese) ma se si va aldilà dei numeri, e si guarda alla tendenza di crescita, è evidente che a breve le distanze saranno davvero ravvicinate. La concorrenza della lingua cinese corre sicuramente più velocemente di quella dello spagnolo, che per anni è stato considerata la seconda lingua per eccellenza. Il fenomeno non riguarda solo l’Europa: negli USA è stata già coniata l’espressione “febbre cinese” e il partito conservatore ha messo in guardia sul rischio di scollegamento con l’Europa. Eppure è il vecchio continente in primis a guardare ad Oriente. Un rapporto della Bce ha già individuato il mandarino come la lingua più richiesta dalle imprese. E anche in Oriente si studia il cinese: addirittura in Pakistan è divenuto obbligatorio nelle scuole. Il dado è dunque tratto? Pare proprio di si: il professor Li Quan, dell’università Renmin di Pechino, ha sottolineato come sia storicamente inevitabile il collegamento tra potenza economica e diffusione del linguaggio. Non mancheranno conseguenze nella vita pratica e nella tecnologia: Wang Ying, dirigente di Lenovo, ha previsto che entro un decennio i pc e gli smartphone saranno dotati di doppia tastiera per inserire gli ideogrammi. E la Cina ringrazia: Xie Xie!

RISORSE:



blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Investimenti

investimenti

Case ed Immobili 

immobili

Green Economy

greeneconomy
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed