Martedi, 16 Luglio 2019

Back Scuola ed Istruzione Scuola Media: È l’Anello Debole Nella Formazione Degli Studenti Italiani

Scuola Media: È l’Anello Debole Nella Formazione Degli Studenti Italiani


scuole medie, insegnanti,

Quando si parla di “scuola” in modo generico ci si riferisce solitamente al liceo o comunque alla scuola media superiore. Sappiamo invece che in Italia, prima di giungere all’Università, il percorso formativo si sviluppa in tre stadi, la scuola elementare, media inferiore e media superiore. Spesso i primi due vengono sminuiti e considerati semplici anticamere al terzo stadio. Eppure non è così: ogni livello formativo è consequenziale, non solo in ordine temporale. Il percorso di istruzione scolastica appare dunque come una catena in cui l’anello precedente deve legarsi a quello successivo. Da questo punto di vista il gap in Italia pare essere rappresentato dai tre anni di scuola media inferiore. Questo è quello che emerge dal terzo «Rapporto sulla scuola in Italia 2011» promosso dalla Fondazione Giovanni Agnelli.

I fattori di criticità nella scuola media sono molteplici, tra cui: letà delicata degli studenti, gli insegnanti, l’organizzazione e i programmi. Eppure la nota dolente è proprio il corpo docente, con professori spesso troppo anziani per comprendere le dinamiche alla base dei rapporti tra studenti.

L’età media è di 52,1 anni ma non sono rari i casi di over sessantenni. Altro elemento rilevante è il turn over degli insegnanti: il 35% resta nelle scuole un solo anno. Infine è stato sottolineato come i colleghi delle superiori considerino spesso gli insegnanti delle medie come docenti di “serie b”: questo contribuisce a minare la loro autostima e l’amore per il lavoro che svolgono.
E’ emerso inoltre che in questi tre anni si evidenziano maggiormente le differenze socio-culturali tra gli studenti, in contrapposizione al principio di equità che resta un valore astratto. Il corpo docente non è in grado di fornire ai ragazzi pari opportunità di apprendimento.
Non è un caso, date le premesse, che l’Italia sia l’esempio peggiore nella media europea dei Paesi Ocse per quanto concerne il tasso di abbandono scolastico nelle superiori (da noi raggiunge il 20%).
La possibilità di cambiare le cose esiste. Data l’età media degli insegnanti è ipotizzabile che nei prossimi anni ci sarà un arruolamento di risorse nuove e giovani. Il ricambio di insegnanti andrebbe poi accompagnato da una riforma dei programmi. L’obiettivo è quello della focalizzazione su poche materie, ma ben approfondite, più alcuni insegnamenti opzionali.
Occorre fornire gli istituti scolastici dei mezzi idonei per evolversi ed essere competitivi a livello europeo, rivalutando i tagli imposti dalla Gelmini.
Il rapporto della Fondazione Agnellirapporto della Fondazione Agnelli è una base da cui il nuovo capo del governo, Mario Monti, e il neo-ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, dovrebbero partire per risolvere alcuni dei problemi più urgenti che affliggono la scuola italiana.  

RISORSE:

 

    


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Investimenti

investimenti

Case ed Immobili 

immobili

Green Economy

greeneconomy
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed