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Venerdi, 17 Agosto 2018

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Steve Jobs Secondo l’FBI: Drogato e Disonesto

Steve Jobs, AppleLa biografia di Steve Jobs sta vendendo molto bene. Merito sicuramente dell’onda lunga della commozione per la sua morte, avvenuta il 6 ottobre scorso, ma anche all’immagine che il fondatore di Apple è riuscito a costruirsi e a ‘vendere’ un po’ a tutti: media, pubblico, stakeholder. Del resto giusto l'altra sera ha vinto un grammy postumo, per l'enorme contributo dato alla musica ed è stato eletto, una settimana fa in prima posizione tra i 100 personaggi più cool della Silicon Valley
Ma l’ Fbi aveva scoperto un altro Steve Jobs, forse più vero, forse no. Certo più interessante. “Molto più divertente della sua biografia ufficiale”, così si è espresso il New York Magazine riguardo al rapporto che i servizi segreti americani fecero una ventina di anni fa ma diffuso solo ora. La legge degli Stati Uniti proibisce la diffusioni di documenti del genere se ‘l’oggetto del rapporto’ è ancora in vita.
L’ Fbi ha cominciato a seguire Steve Jobs nel 1985. A quel tempo Jobs era presidente di NexT e proprietario dell’azienda di software Pixar.

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Gli Italiani Hanno Più di 2 Caselle Email e Seguono 8 Newsletter

email, newsletter, comunicazione40 anni e non sentirli. Nonostante abbia più di 40 anni, anche se sulla data di nascita si potrebbero aprire mille disquisizioni, le email sono uno strumento più vivo che mai nella comunicazione moderna. Anzi il passaggio tra le ere digitali, le evoluzioni del web e del marketing ha reso sempre più l'email uno strumento centrale della comunicazione.
Un'interessante indagine sullo stato di salute delle email è stata condotta da Contactlabs, che da tre anni produce lo studio “Email Marketing Consumer Report” e presentata (o ripresentata) al recente Forum della Comunicazione Digitale.
L'indagine analizza sostanzialmente i comportamenti degli utenti di cinque Paesi (Italia, Francia, Spagna e Regno Unito) per quanto riguarda l'utilizzo di email e newsletter, anche in relazione allo sviluppo  dei social network e dei dispositivi mobili di ultima generazione (tablet e smartphone).

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WhatsApp e Soci, le App di Messaggistica Istantanee Che Seppelliranno gli SMS

whatsapp, messaggistica istantanea, Seo, Gli sms stanno per morire e l’assassino è un app di messaggistica istantanea per smartphone, Whatsapp. Il meccanismo con cui funziona è semplice e ricalca quello di Skype: la comunicazione non scorre attraverso la linea telefonica, ma attraverso internet. Quindi, è gratis.
Il declino degli sms è certificato dai dati, così anche l’ascesa di Whatsapp. Il primo sintomo della ‘morte a breve’ dei messaggini si è verificato a Natale: in genere, durante le festività il volume dei messaggi aumenta, con un positivo di anno in anno;. Beh questa volta non solo non c’è stato nessun aumento, ma si è registrato addirittura un calo del 7,5%, con picchiate in Scandinavia fino al 22% (ricerca di CityGroup). Di contro, Whatsapp ha subito un aumento esponenziale del volume di messaggi a cui ha fatto da tramite: è passato da un milione a un miliardo di text di traffico dal 2010 al 2011.

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Postare su Facebook, il Lavoro Gratis Che Ha Fatto la Fortuna Del Social Network

facebook, post su facebook, In questi ultimi giorni si parla molto della possibilità di acquistare azioni del Social Network più gettonato in Italia (e nel mondo), Facebook. Forse non tutti possono permettersi di diventare soci di Mark Zuckerberg ma molti utenti di fatto lavorano per lui gratis senza neppure saperlo. La strategia di Facebook infatti è così redditizia proprio perché fa fare agli utenti, spontaneamente e soprattutto gratuitamente, gran parte del lavoro (un po’ come fanno altri colossi informatici, ad esempio Google). E’ questo l’oggetto dell’analisi condotta dalla giornalista Rebecca J. Rosen dell’Atlantic.
Proprio ora che si parla di azioni di Facebook la società è stata valutata almeno 75 miliardi di dollari: si è portati ad immaginare che necessariamente debba sostenere grossi costi per la forza lavoro.

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L'App Economy Ha Creato 466 Mila Posti di Lavoro Dal Lancio Dell'iPhone

App economy, innovazione, iPhoneIl mondo della comunicazione ha subito enormi sconvolgimenti a tutti livelli, da quanto sono esplosi i social network e gli smartphone di ultima generazione (tendenzialmente dallo sbarco sul mercato di Facebook e dell'iPhone). Ciò ha toccato diversi aspetti della società compreso quello del lavoro. Abbiamo visto come, secondo l'Università del Maryland, il mercato della applicazioni su facebook abbia creato almeno 182 mila posti di lavoro e creato un valore per l'Economia Usa compreso tra i 12,19 e i 15,71 miliardi di dollari. La conferma che il connubio innovazione - comunicazione, soprattutto in salsa social, può essere un volano per l'economia è arrivato anche da uno studio promosso da Technet, un network americano che ha tra i propri obiettivi quello di promuovere l'innovazione e l'economia dell'innovazione.

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Ecosia: Motore di Ricerca Ambientale per Salvare la Foresta Amazzonica

Ecosia, motore di ricerca, ambienteL'evento della settimana che ha scosso il web e il mondo dei media italiani e internazionali è stato il lancio di Volunia, il motore di ricerca sociale progettato da Massimo Marchiori. Sebbene le critiche siano giunte numerose e da più parti (compreso da noi) ciò ha permesso di riportarmi alla memoria un altro “motore di ricerca” di cui ci occupammo agli albori di Blogrisparmio.it. Non si trattava di nulla di innovativo, anche perchè si appoggiava sulla tecnologia di ricerca di Google, ma di qualcosa che aveva più che altro una finalità sociale, e più precisamente ambientale. Mi sto riferendo a Ecocho, un motore di ricerca australiano che aveva l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, attraverso le ricerche degli utenti. In pratica ogni mille ricerche effettuate, la società che gestiva il sito si occupava a donare i proventi ricavati dalla pubblicità per piantare alberi.

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Start Up: Se Sei Over 30 (Forse) Sei Troppo Vecchio per i Venture Capitalist

start up, imprenditori, venture capitalistIn un recente articolo abbiamo visto che, secondo uno studio dell'Università di Hardward, le possibilità di diventare famosi crollano dopo i 30 anni. L'indagine che prendeva spunto da dati storico statistici metteva al riparo da questa situazione alcune tipologie professionali come medici, uomini di scienza e politici. E gli imprenditori? L'articolo non faceva riferimento a questa categoria, tuttavia prendendo spunto dalla realtà italiana risulta molto difficile, diciamo raro, che un imprenditore abbia successo (e diventi famoso) entro la soglia dei 30 anni, a meno che abbia mezzi di base alle spalle. Ovviamente di casi ne esistono anche in Italia, Federico Marchetti ad esempio ha fondato Yoox a 31 anni, anche se il successo è arrivato più in là, ed esistono altri casi di imprenditori di successo molto giovani soprattutto in ambito web. Ma può l'età e i fatidici 30 anni essere una discriminante anche per gli imprenditori che vogliono fondare una start up?

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Innovazione: l'Italia È Sedicesima in Europa, tra gli Innovatori Moderati

innovazione, ricerca e sviluppo, impreseChe l'Italia non fosse un Paese particolarmente brillante nel campo dell'innovazione è un fatto un po' chiaro a tutti, ma a volte è bene ribadirlo così che qualcuno che ha il potere di togliere le catene che imbrigliano le nostre capacità, la nostra creatività e il nostro futuro, si attivi per farlo. L'ultimo Global Innovation Index (GII) redatto da Insead ci poneva al 35° posto nel mondo tra i Paesi innovatori, praticamente agli ultimi posti in Europa. Risultato poco dissimile dallo IUS 2011IUS 2011 ( Innovation Union Scoreboard), che analizza diversi indicatori relativi all'innovazione dei 27 Paesi dell'Unione Europea, più la Croaziona, Islanda, la Repubblica Ex Jugoslava di MacedoniaCroatia, la Norvegia, la Serbia la Svizzera e la Turchia.
Nello specifico gli indicatori considerati per calcolare il livello di innovazione sono molteplici e suddivisi in 8 macrocategorie tra cui : le risorse umane, l'attrattività del sistema di ricerca e sviluppo, il supporto finanziario, gli investimenti nelle aziende. 

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Youtube: Al Via La Rivoluzione Dei Canali, Sarà la Morte Dei Dilettanti Allo Sbaraglio?

youtube, video, googleIl vecchio Youtube va (forse) verso la morte e con esso il mondo che ha costruito in questi otto anni di vita. Un mondo fatto di dilettanti allo sbaraglio balzati all’onore della cronaca, un mondo fatto di star scoperte direttamente sul web, un mondo popolato da utenti in grado di creare da soli una vera e propria web culture capace di influenzare anche la quotidianità offline. Tutto questo rischia di sparire, forse (ribadiamo). Il ceo di Youtube, Salar Kamangar, ha intenzione di trasformare il paradiso del “Broadcast yourself” in un’oasi di canali tematici. Insomma, Youtube diventerà una sorta di tv, assimilabile in tutto e per tutto alle tv via cavo che spopolano negli Stati Uniti. I contenuti saranno originali, professionali e a pagamento (fruibili attraverso un abbonamento premium).
Perché questo cambiamento? Al centro della decisione di Kamangar ci sono, ovviamente i soldi.

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Internet: Italiani Impreparati Sul Fronte Della Sicurezza, a Rischio Soprattutto i Minori

Internet, sicurezza, minoriOggi è il Safer Internet day, evento organizzato nell'ambito dell'Iniziativa Insafe, promossa dalla Commissione Europea, per un utilizzo sicuro di internet e delle nuove tecnologie con particolare attenzione nei confronti dei bambini e per promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi legati alla rete. In generale i dati che riguardano l'Italia non sono rassicuranti sia per quanto riguarda il livello di sicurezza e conoscenza dei sistemi di protezione dei dati, sia per quanto riguarda la tutela dei minori. Partiamo dal tema della sicurezza.
Come ogni anno Microsoft ha pubblicato il Computing Safety Index (MCSI), un indice di sicurezza informatica su scala 1-100, che contraddistingue il livello di sicurezza informatica di 27 Paesi, europei e mediorientali. Bene di fronte ad un punteggio medio pari a 44, il nostro Paese ha totalizzato 39 punti, piazzandosi al terzultimo posto davanti solamente a Bosnia (36) e Montenegro (38).

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Volunia: Il Motore di Ricerca Sociale Made in Italy

volunia, motore di ricerca, socialSi è tenuta oggi la conferenza di presentazione di Volunia, il motore di ricerca sociale made in Italy che promette di “dare battaglia” a Google, grazie a funzioni che il motore di ricerca di Mountain View non possiede ancora. Già da qualche giorno la notizia rimbalza in rete e ha creato aspettative , anche oltreoceano e risvegliando quell’orgoglio italiano che si desta quando qualche cervello in fuga torna in patria con un’idea importante.
Massimo Marchiori inizia la presentazione di Volunia proprio sottolineando con orgoglio l’italianità del progetto: “ I supercomputer sono forniti da un’azienda di Scandiano, i server sono in Sardegna, gli ingegneri a Padova”. Proprio un suo algoritmo (hyper search) ispirò i progettatori di Google nella creazione del Pagerank (l'algoritmo alla base di Google). Le sue parole, attese da tutta la rete, sono state trasmesse in diretta Web dall’Università di Padova.

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Un Decimo Delle Imprese di ICT è in Emilia Romagna, Una su Tre Sotto l'Ala di Microsoft

Ict, imprese, microsoftL’Emilia-Romagna si conferma uno dei motori economici del Paese e questa volta lo fa imponendosi come avanguardia dell’Information Communication Technology (ICT). Un decimo delle imprese di ICT italiane, infatti, ha sede in Emilia-Romagna.
Il dato è frutto di un’indagine commissionata dalla Microsoft e realizzata da NetConsulting in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Scopo della ricerca è stato valutare la consistenza del settore ICT nel contesto economico regionale e il suo impatto sul modo di fare business. I risultati hanno dimostrato come l’azione dell’Information Communication Technology rappresenti un’opportunità irrinunciabile per le imprese, in quanto capaci di semplificare i processi aziendali e, soprattutto, di garantire un rapido ritorno economico.

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I 100 Personaggi Più Cool Della Silicon Valley

Silicon Valley, Google, Apple, FacebookL'anno che si è appena concluso è stato un anno esplosivo per la Silicon Valley, "paese delle meraviglie" dove ogni giorno si sforna un'idea geniale e un potenziale business milionario. Tra gli avvenimenti che più hanno caratterizzato l'anno c'è stato lo sbarco di numerose società web based in borsa, tra cui possiamo citare ad esempio LinkedIn, Pandora Media, Groupon e Zynga, che sebbene non tutte abbiano riscosso un grande successo, hanno avuto il merito di ravvivare il rapporto tra aziende IT di nuova generazione e la borsa. Un rapporto che soprattutto per quanto riguarda le società connesse al web si era chiuso veramente male con lo scoppio della bolla delle dot.com di inizio millennio. Una bolla che, per molti potrebbe ripetersi dopo la quotazione di Facebook, che ha avviato proprio nei giorni scorsi il percorso verso la sua Ipo da 5 miliardi di dollari.

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L'Agenda Digitale Sbarca Finalmente in Italia Col Pacchetto Semplificazioni

Agenda digitale, banda larga, innovazioneL'Italia è uno di quei Paesi Europei più indietro rispetto alle direttive previste dall'Unione Europea per quanto riguarda l'Agenda Digitale, una serie di misure previste in sede comunitaria per sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell'informazione per favorire innovazione, crescita economica e progresso. Già il rapporto Assinform 2011 testimoniava i ritardi accumulati e l'imprescindibilità della declinazione dell'Agenda digitale europea in chiave nazionale, pena l'accrescersi di un divario tecnologico e infrastrutturale tale da compromettere lo sviluppo dell'Economia digitale in primis e in seconda battuta della crescita economica e sociale del Paese. Ora la situazione sembra essere cambiata, o quantomeno essersi evoluta verso la direzione giusta. Il pacchetto semplificazioni, previsto dal governo Monti nella fase “semplifica Italia” ha infatti affrontato il tema dell'Agenda Digitale, sottolineando come quest'ultima sia stata troppo a lungo trascurata nelle politiche di Governo.

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Come Rendere Invisibili gli Oggetti: Svelato il Segreto

oggetti invisibili, tecnologiaUno dei poteri che l’uomo ha sempre sognato di avere è il dono dell’invisibilità: poter agire senza essere visti o occultare alla vista altrui gli oggetti potrebbe avere potenzialità incredibili (purtroppo non tutte in buona fede).
Era prevedibile che la voce secondo cui gli americani fossero riusciti a scoprire il segreto dell’invisibilità attirasse tanta curiosità. In poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo. Cosa c’è di vero?
Alcuni fisici dell'università del Texas sono riusciti per la prima volta nella storia ad occultare alla vista un oggetto tridimensionale. L’esperimento è stato limitato allo spettro delle microonde e non è stato esteso a quello della luce visibile ma dimostra comunque una grande potenzialità.

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L’Unione Europa Discute Sull’ACTA, in Arrivo Nuovi Limiti Alla Libertà Della Rete?

Acta, rete , copyright, internetNei giorni scorsi è stato firmato a Tokyo l’ ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), un accordo globale contro i reati alla proprietà intellettuale. L’Unione Europea è in procinto di discutere l’adesione o meno al trattato.
L’accordo internazionale ha riscosso pareri favorevoli soprattutto tra i fanatici del diritto d’autore e tra gli scettici del web. E’ stato però criticato fortemente da chi vuole preservare la libertà della rete nella sua sostanza. Le accuse in tal senso riguardano eventuali – per alcuni evidenti – restringimenti delle libertà civili.
L’ ACTA impone ai provider di palesare l’identità di chi scarica materiali non autorizzati da internet e di chi copia e preleva materiale dalla rete. Tutto ciò in modo che i proprietari del contenuto ‘rubato’ possano citarli in giudizio.  

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Apple Store Più Attivi Delle Sale Parto: Al Mondo Nascono Più Iphone Che Bambini

iphone, appleForse tra poco inizieremo ad appendere fiocchi azzurri (perché, si sa, la tecnologia è uomo) al portone al lancio dei nuovi Iphone. Fa sorridere, ma anche riflettere, l’ultima statistica che arriva da Cupertino per sottolineare il successo dei prodotti Apple: ogni anno nel mondo sono più gli Iphone che vedono la luce (alias vengono venduti) che i neonati che vengono al mondo.
E’ ovvio che questa comparazione, nata in tono simpatico, non deve sollevare allarmismi o eccessive polemiche, trattandosi chiaramente di due fenomeni completamente diversi per natura. E, sebbene, l’acquisto di un gioiellino marcato Apple abbia un costo, ci auguriamo che la scelta di avere un figlio o no sia più ponderata rispetto a quello dell’acquisto di un iPhone di ultima generazione.  

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