Lunedi, 16 Luglio 2018

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Telefonia

ANTITRUST: MULTATA TELECOM ITALIA PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA RELATIVA AL SERVIZIO ALICE PAY

antitrustalicepay.gifAntitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha multato Telecom Italia con una sanzione di 150 mila euro per pratica commerciale scorretta. A far scattare l’intervento dell’Autorità è stata l’attivazione, da parte di Telecom, del servizio di pagamento “Alice Pay”,che consente ai clienti titolari di linee Adsl Telecom Italia di acquistare direttamente online, con addebito diretto sulla propria bolletta telefonica, dei contenuti digitali offerti dai Content Service Provider partner della stessa Telecom (Blinko, Sendi, ed, ZedNews, Zero9, Kice).
Il servizio Alice Pay è stato attivato da Telecom Italia, a partire dal marzo 2007 a tutte le linee adsl dei clienti, senza alcuna segnalazione ai consumatori, omettendo peraltro al cliente tutte le procedure di certificazione, autenticazione e protezione dell’accesso al portale.
Il risultato è che tantissimi utenti si son visti attivare questo servizio mai richiesto con degli addebiti in bolletta fino a 60 euro per delle transazioni online corrispondenti a transazioni effettuate online da soggetti terzi e relative all'acquisto di servizi e contenuti digitali presso appunto i Content Service Provider in partnership con Telecom.
Il Mancato avviso circa l'attivazione automatica del servizio di pagamento, così come la mancanza di procedure di protezione dell'accesso al portale, hanno, secondo l'Antitrust falsato il comportamento economico del consumatore. Nello specifico tali mancanze hanno indotto il consumatore a non assumere decisione come la disabilitazione del servizio "Alice Pay" e la tempestiva disattivazione dei servizi di fornitura di contenuti digitali, che gli avrebbero consentito di evitare, o limitare, l'addebito in fattura di acquisti effettuati online da altri soggetti mediante l'utilizzo della sua linea Adsl.

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POSTEMOBILE: LA SIM DI POSTE ITALIANE DIVENTA UN MEZZO PER EFFETTUARE PAGAMENTI PER L'E-COMMERCE

simpostempagecom1111.gifDallo scorso martedi (9 novembre) è possibile effettuare degli acquisti in rete attraverso la SIM di Poste Mobile, presso alcuni e-commerce. Il servizio offerto da Poste Mobile è decisamente innovativo, dal momento che è la prima esperienza in Italia di una SIM telefonica che diventa un mezzo per effettuare pagamenti, che va ad affiancarsi, perciò, agli altri sistemi di pagamento online quali PayPal, Google CheckoutGoogle Checkout e le classiche carte di credito.
Ovviamente, è discrezione degli e-commerce mettere a disposizione del consumatore anche questa modalità di pagamento, dunque affinchè si diffonda in rete sarà certamente necessario quantomeno un piccolo periodo. Va tuttavia segnalato che già oggi alcuni e-commerce hanno confermato l’accordo con PosteMobile per garantire la possibilità di effettuare pagamenti tramite SIM, quali Hoepli.it, e-commerce del Gruppo Editoriale Hoepli Spa dedicato alla vendita di libri e DVD, e Monclick.it, un negozio online dedicato alla tecnologia. PosteMobile ha inoltre annunciato che prossimamente sarà possibile a acquistare in rete attraverso SIM biglietti di viaggio di diversa tipologia, grazie ad accordi già annunciati con Alitalia, Trenitalia e TicketOne.
Per poter procedere agli acquisti in rete con questo metodo pratico ed innovativo è necessario anzitutto associare la SIM PosteMobile al proprio conto Banco Posta o alla carta Poste Pay. Una volta terminata questa operazione di base, per comprare prodotti in rete sarà sufficiente inserire nel sito di e-commerce presso il quale si sta concludendo l’acquisto, il proprio numero di cellulare.
in alcuni casi sarà richiesta anche la data di nascita, e successivamente lo stesso e-commerce provvederà ad inviare, in maniera automatica, un SMS riepilogativo in cui sono specificati tutti i dati dell’azienda e del prodotto selezionato.
Una volta verificata la correttezza dei dati ricevuti tramite sms, si potrà concludere l’operazione d’acquisto inserendo sul proprio telefonino cellulare il codice di sicurezza PMPIN. Si tratta di un codice con il quale il cliente autorizza le transazioni sullo strumento di pagamento associato alla SIM.

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POSTEMOBILE: AL VIA LE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE PARITETICA PER LA RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

postemobilecon0511.gifPosteMobile, l’operatore di telefonia mobile del Gruppo Poste Italiane, ha reso possibile la procedura di Conciliazione Paritetica per tutti i suoi clienti.
Quello della Conciliazione è uno strumento che permette al consumatore di risolvere in maniera agevole eventuali controversie con l’azienda erogatrice del servizio, senza il ricorso alle vie legali. In ogni caso, qualora non si trovasse un accordo tra le parti è sempre possibile ricorrere ai tribunali, a patto che non si sia sottoscritto alcun accordo di conciliazione.
Le procedure di Conciliazione sono state rese possibili grazie ad un accordo siglato dall’azienda appartenente al Gruppo Poste Italiane con le 18 associazioni dei consumatori.
Come descritto nel sito web ufficiale di PosteMobile, il nuovo servizio è destinato a tutti i clienti che abbiano sottoscritto un contratto per l’attivazione di una Carta SIM PosteMobile. Più precisamente possono presentare domanda di conciliazione tutti i consumatori che abbiano già presentato un reclamo nelle modalità contrattualmente previste ma che non si ritengano soddisfatti della gestione offerta dall’azienda erogatrice.
I consumatori però, per accedere alla conciliazione, non devono aver già presentato ricorso ad un organo di giustizia per la risoluzione della una controversia e nemmeno aver presentato per lo stesso oggetto un precedente tentativo di riconciliazione dinanzi ad uno degli altri organismi previsti dalla legge (esempio camera di conciliazione presso le camere di commercio).
In particolare, le procedure di Conciliazione verteranno principalmente su lamentele dei consumatori relative a disservizi in fase di attivazione, funzionamento SIM e servizi di telefonia tradizionali, ricariche telefoniche, accrediti ed addebiti di traffico telefonico, attività di vendita e post-vendita quali sospensioni, riattivazioni, sostituzioni e disattivazioni. Il nuovo strumento di risoluzione delle controversie non potrà invece riguardare i reclami relativi ai Servizi Mobili Distintivi.

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TELEFONIA E CONSUMATORI: SI PARLA SEMPRE PIÙ AL CELLULARE E SEMPRE MENO AL TELEFONO FISSO

mobilephonevfisphobne.gifAutorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha reso noti i dati relativi ad un’indagine sull’utilizzo del telefonino cellulare e del telefono fisso da parte degli italiani. Le statistiche analizzate hanno fatto emergere che nello scorso anno l’uso del cellulare ha superato, per la prima volta, quello del telefono tradizionale.
Nel corso del 2009 infatti, gli italiani hanno complessivamente trascorso 113,8 miliardi di minuti al cellulare, contro i 103,8 miliardi di minuti di conversazioni al telefono fisso.
Il telefono cellulare è già diffusissimo da diversi anni, dunque non si può certo parlare di boom di utilizzo del telefonino dal momento che è da tempo, parte integrante della vita quotidiana di praticamente tutti i cittadini italiani.
Il sorpasso è dovuto principalmente al netto calo di utilizzo del telefono fisso: secondo i dati emersi dalla ricerca in questione,dall’anno 2005 al 2009 la telefonia tradizionale ha registrato un decremento dell’utilizzo pari addirittura al 32%; nel 2005 i minuti di conversazione erano pari a 152 miliardi, mentre nello scorso anno meno di 104 miliardi.
Il telefono fisso ha registrato cali pressoché in tutte le tipologie di chiamate: nelle chiamate locali (-4,1%), nelle chiamate internazionali (-19,1%) e verso i cellulari (-10,3%). L’unico, lieve aumento si è registrato per quanto riguarda le chiamate nazionali (+0,7%), probabilmente dovuto alla diffusione di diversi piani tariffari vantaggiosi per quanto riguarda questo tipo di telefonate.
L’uso della telefonia mobile ha registrato comunque, nel 2009, dei discreti aumenti, passando dai 108,7 miliardi di minuti del 2008 ai 113,8 del 2009; un dato inequivocabile al quale va aggiunto anche l’utilizzo del medesimo strumento per l’invio di SMS: nel 2009 gli italiani ne hanno inviati ben 75 miliardi.

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CELLULARI: IL 75% DEI GUASTI AVVIENE IN ESTATE, MOLTO FREQUENTI I PROBLEMI AL SOFTWARE E AL DISPLAY

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cellulariguasticppitalia.gifCPP Italia, società che opera nel mercato delle carte di pagamento, ha realizzato un'interessante indagine sui guasti che occorrono ai cellulari durante il corso dell'anno. Nello specifico CPP ha interpellato importanti centri di assistenza per cellulari in tutte le città d'Italia, per valutare quale sia la stagione in cui vengono effettuate più riparazioni e secondo quali modalità. Dai dati raccolti emerge che il 75% delle riparazioni vengono effettuate nel periodo estivo, o appena dopo le vacanze, più precisamente il 30% si registrano tra giugno e agosto, mentre il 45% da settembre a ottobre. Molto probabilmente il boom di riparazioni nei mesi autunnali è stretta conseguenza dei guasti che avvengono in vacanza, ma la cui riparazione viene rimandata a settembre, anche per il fatto che nei mesi estivi molti centri non saranno aperti. Tornando ai dati elaborati da CPP Italia, emerge come le tipologie di guasti più diffusi riguardino problemi al software nel 33% dei casi e la rottura del display nel 30%. Meno diffusi i guasti della tastiera (10%), del microfono o dell'auricolare (9%) e dell'hardware (6%). Così come rari sono i problemi per 'ossidamento' da liquidi (6%) e i problemi alla batteria (4%).
Molti di questi guasti, commenta Gloria Ballesteros, marketing manager di CPP Italia, derivano dalla distrazione o dalla noncuranza dei proprietari dei cellulari, che aumenta nei mesi estivi. Durante l'estate anche un gesto banale come lasciare il cellulare al sole in spiaggia, o utilizzarlo con le mani bagnate può portare a problemi di funzionamento. Allo stesso modo soprattutto in vacanza sarebbe consigliabile utilizzare una custodia rigida per proteggere il cellulare da cadute e urti accidentali. Un consiglio comunque valido tutto l'anno.
Per quanto riguarda i tempi medi di riparazione, i centri interpellati da CPP Italia comunicano che i la media è di 10 giorni, con tempi che oscillano tra i 3 giorni fino ad oltre un mese, a seconda del problema. Dei 370mila telefoni che vengono riparati ogni anno, il 75% finiscono in assistenza nei primi due anni di vita, 35 su 100 il primo anno e il 40% il secondo.
Questo dato ci comunica che ,comunque molti italiani usufruiscono della garanzia legale dei beni di consumo, che ricordiamo prevede dei termini e dei rimedi molto precisi a completa tutela dei consumatoririmedi
molto precisi a completa tutela dei consumatori.

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