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Martedi, 23 Gennaio 2018

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GUIDA AI FINANZIAMENTI PER IL FOTOVOLTAICO: L'OFFERTA DEL BANCO DI SARDEGNA

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bancosardiniafotovol.gifIl prestito fotovoltaico disponibile in tutte le filiali del Banco di Sardegna, unicamente per i clienti titolari di un conto corrente, è un finanziamento che consente all’utenza dell’istituto di credito sardo di poter supportare le spese inerenti l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico di dimensione inferiore ai 5Kw.
Inoltre, il prodotto comprende anche una serie di servizi di assistenza al cliente dell’istituto di credito, comprensivi del sopralluogo iniziale, del collaudo, del supporto nella predisposizione della domanda di attivazione del Conto Energia Ricordiamo per chi avesse perso la notizia che dal 2011 il Conto Energia prevedrà una riduzione di circa il 20% delle tariffe incentivantiConto
Energia prevedrà una riduzione di circa il 20% delle tariffe
incentivanti.
Il prestito fotovoltaico del Banco di Sardegna non è, pertanto, esclusivamente un finanziamento bancario dedicato. Si presenta invece come una gamma di utilità – previste grazie alla collaborazione tra l’istituto di credito, la Mitsubishi Electric Europe e Media Energy. in grado di accompagnare il cliente fino alla fase di primo utilizzo dell’impianto.
Il Banco di Sardegna avrà infatti il compito di promuovere l’offerta complessiva, fungendo, nell’ipotesi di vendita rateale, in qualità di finanziatore delle spese (anche il 100%) relative all’acquisto e all’installazione dell’unità.
Mitsubishi Electric Europe, nella sua Divisione Fotovoltaico, si occuperà invece di fornire gli impianti fotovoltaici, curando il trasporto fino al sito nel quale la struttura di sfruttamento dell’energia solare andrà installata. Ancora, Media Energy, la divisione di Media Web Communication, fornirà i servizi necessari per assistere il cliente nella fase di progettazione, di installazione, di collaudo e di supporto di natura contrattualistica.
Con i presupposti di cui sopra, pertanto, l’istituto di credito è in grado di offrire un pacchetto davvero completo, che soddisferà le esigenze della clientela che desidera ridurre il proprio impatto ambientale legato ai consumi energetici, con concomitanti risparmi in bolletta, colloquiando con un’unica controparte per ciò che concerne la totalità degli aspetti finanziari, tecnici, legali.

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AL VIA NUOVE REGOLE PER LA PROMOZIONE E LA VENDITA DI ASSICURAZIONI VIA INTERNET E TELEFONO

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isvapcallcenterpoli1510.gifIl 15 di luglio è entrato in vigore il regolamento n 34 dell'ISVAP che disciplina l'attività di promozione e collocamento  di contratti di assicurazione via internet e via telefono. Le nuove norme hanno l'obiettivo di tutelare maggiormente i consumatori nell'acquisto delle polizze di assicurazione, proteggendoli dal rischio di stipulare contratti con operatori abusivi e garantendo maggiore trasparenza nelle fase di trattativa commerciale.
Il regolamento prevede che il divieto di collocare contratti di assicurazione automatici (art 6), in assenza del preventivo consenso esplicito da parte del consumatore contraente, come nel caso di polizze automaticamente incluse in prodotti e servizi di altro tipo. Come ad esempio per i biglietti aerei o i pacchetti turistici acquistati via internet o via telefono, dove il consumatore può non immaginare la presenza di polizze correlate. Da adesso in poi il contraente dovrà essere obbligatoriamente informato e dovrà fornire il proprio consenso esplicito. Questo fatto non modificherà le tipologie di tutti i contratti che prevedono polizze accessorie obbligatorie, ma farà in modo che i consumatori ne siano a conoscenza. Per quanto riguarda le polizze accessorie, invece, le imprese saranno obbligate a separarle dal “pacchetto principale”, di modo che se il consumatore le desidera sia lui stesso a sceglierle.
In nuovo regolamento (Art 5) impedisce poi alle imprese l'utilizzo di filtri telefonici o informatici per ostacolare le trattative in funzione della residenza del cliente o di altri fattori di discriminazione. Questa pratica risulta molto diffusa soprattutto nel settore RC auto ed in particolare per i consumatori del Meridione che venivano dunque discriminati.   La ragione di questa pratica va ricercata nelle difficoltà strutturali del settore rc auto, soprattutto in territori ad elevata criminalità e dove il numero di truffe assicurative è assai alto. Per maggiori informazioni consigliamo di leggere la relazione annuale dell'Ania sul settore RC Autorelazione
annuale dell'Ania sul settore RC Auto.
Sempre a proposito di call center il nuovo regolamento mira ad accrescere la qualità e il servizio offerto dagli operatori (art 7). Le imprese e gli intermediari sono tenuti ad assumersi piena responsabilità per l'operato degli addetti dei call center e devono individuare un responsabile del coordinamento a cui i consumatori possono rivolgersi. Questa disposizione dovrebbe mettere fine alla pratica delle telefonate scortesi che spesso capita di ricevere. Anche se quando verrà attivato l'elenco pubblico delle opposizioni 'elenco
pubblico delle opposizioni i consumatori potranno decidere se ricevere o meno le telefonate promozionali delle varie imprese (non solo assicurative).


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ASSEMBLEA ANNUALE ABI: MANOVRA INEVITABILE E RIPRESA TRAINATA DAL COMMERCIO INTERNAZIONALE

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assemlabidraghi010.gifSi è svolta nella  giornata di ieri l’assemblea annuale dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ed il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, intervenuto alla presentazione, ha colto l’occasione per toccare alcuni argomenti di grande rilievo, relativi all’economia nazionale ed internazionale ed alla recente manovra finanziaria che ha definito “inevitabile”.


 

UN QUADRO DELLA SITUAZIONE ECONOMICA MONDIALE
Il Governatore Draghi ha anzitutto discusso della situazione economica mondiale, che a seguito della crisi che ha investito pressochè tutte le nazioni, registra una lieve ripresa, anche se non certo omogenea in tutte le zone del mondo e dalla tenuta ancora piuttosto incerta.
Draghi ha inoltre citato le stime di FMI, che vede l’Europa particolarmente bloccata dal punto di vista economico. Secondo le previsioni, la crescita del PIL corrisponderà a circa il 4,5% per quanto riguarda quest’anno e l’anno successivo; il PIL dei paesi emergenti registrerà un aumento dell 8-10%, mentre nell’area euro la crescità del PIL sarà decisamente bassa, intorno all’1%.
A contribuire a questa situazione particolarmente negativa per i paesi europei sono, secondo Draghi, una serie di fattori: debolezza della domanda interna, turbolenza dei mercati finanziari, le tensioni inflazionistiche dei paesi emergenti; per contro, l’ambito che mantiene in piedi la ripresa è senza dubbio quello del commercio internazionale.


LA CONDIZIONE DELL’ECONOMIA NAZIONALE
Lo stesso discorso vale per la ripresa economica nazionale, ancora non certo florida; i consumiconsumi e gli investimentigli
investimenti in Italia rimangono infatti piuttosto ridotti, e di conseguenza anche l’occupazione stenta a risalireoccupazione
stenta a risalire. Anche per quanto riguarda il nostro paese, sostiene Draghi, il commercio internazionale ha un ruolo primario nella risalita dalla crisi economica: a tal riguardo il Bollettino Economico della Banca d’Italia evidenzia, nelle proiezioni relative agli anni 2010-2011, un volume di esportazioni in notevole crescita, precisamente il +9% per quanto riguarda il 2010 ed il +5% per l’anno successivo.

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EUROPA: RADDOPPIATE LE GARANZIE SUI CONTI CORRENTI DEI CONSUMATORI ORA TUTELATI FINO A 100 MILA EURO

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banchecommeuro10010.gifPer garantire una maggiore solidità al piccolo risparmiatore e di conseguenza anche all’intero sistema finanziario, la Commissione Europea sta avviando un progetto mirato alla tutela dei clienti delle banche. Non di rado, infatti, il fallimento di alcuni istituti di credito (Lehmann Brother's, Madoff etc ) in questi periodi di crisi ha mandato in fumo i capitali dei piccoli risparmiatori, e di conseguenza ogni campanello d’allarme che potesse far presagire il fallimento di una banca ha comportato non poca preoccupazione nei cittadini in possesso di un conto.
La Commissione Europea sta progettando, proprio per evitare simili situazioni, una nuova normativa a tutela del consumatore, il quale potrà ottenere la restituzione dei suoi capitali, fino a 100.000 euro, nel giro di una sola settimana. Il progetto prevede inoltre anche una maggiore informazione al consumatore per quanto riguarda i suoi diritti e le sue tutele, e non dovrebbe riguardare esclusivamente gli istituti di credito ma anche assicurazioni e fondi di investimento.
Il commissario Ue al mercato interno, Michael Barnier, ha sottolineato come la prossima adozione di queste nuove misure di sicurezza a tutela del risparmiatore garantirà trasparenza e responsabilità al sistema finanziario, contribuendo notevolmente anche alla prevenzione di future crisi economiche. Chiunque sceglierà un istituto bancario per custodire i propri risparmi, potrà dunque contare su solide garanzie in tutta l’Europa, a prescindere dalla nazione di residenza.

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FONDI PREVENZIONE USURA: COSA SONO, A CHI SI RIVOLGONO E COME È POSSIBILE ACCEDERVI

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fondiprevenzionusura.gifLa crisi finanziaria ha indebolito molto il potere economico delle famiglie in termini di reddito disponibile,reddito
disponibile, con una conseguente riduzione piuttosto marcata dei consumi, anche alimentaririduzione
piuttosto marcata dei consumi, anche alimentari. In una situazione del genere l'accesso al credito, rimane la solo possibilità per le famiglie di assolvere le proprie esigenze di consumo. Abbiamo visto, nella relazione dell'ABI, come il credito al consumo sia cresciuto del 6,7% nell'ultimo annocredito
al consumo sia cresciuto  del 6,7% nell'ultimo anno, tuttavia il rapporto tra famiglie e credito rimane problematico, soprattutto in alcuni territori.
Secondo l'indagine “l'Usura quando il credito è nerol'Usura
quando il credito è nero” dell'Eurispes la situazione risulta drammatica nel mezzogiorno dove sono situate la totalità delle provincie con un Indice di Rischio Usura alto o medio alto e con la Calabria con un indice regionale pari a 97,1 su 100. L'usura si manifesta soprattutto quando le famiglie non riescono ad accedere al credito tramite i canali ufficiali e rappresenta un fenomeno tristemente noto agli italiani, con un cittadino su quattro (25,2%) che conosce qualcuno che si è rivolto agli usurai per ottenere denaro. Per evitare il dilagare del fenomeno esistono delle misure preventive, oltre che repressive verso gli usurai, che tendono una mano verso le famiglie in difficoltà. Quelle che a causa di una posizione debitoria particolarmente compromessa non riescono ad accedere al credito bancario e rischiano di finire nella morsa degli strozzini. Si tratta di particolari fondi di prevenzione all'usura stanziati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e da alcune Regioni, gestiti dai Confidi, dalle Fondazioni e dalle Associazioni riconosciute che garantiscono il prestito chiesto alla banca.
Per accedere a questi fondi è necessario rivolgersi ai soggetti autorizzati che valuteranno l'attinenza del richiedente ai requisiti necessari per accedere ai fondi. L'elenco delle Associazioni e Fondazioni antiusura e dei Confidi è disponibile sul sito del Ministero dell'Economia e delle FinanzeMinistero
dell'Economia e delle Finanze.
L'Associazione dei consumatori, Adiconsum presente nell'elenco del Ministero, ha pubblicato sul proprio sito alcune informazioni utili per poter accedere ai fondi. In primo luogo vengono presentati i due criteri guida, individuati dal Ministero dell'Economia, per valutare la meritevolezza del richiedente, ovvero:

  • l'effettivo stato di bisogno del richiedente e serietà  della ragione dell'indebitamento
  • La capacità  di rimborso del finanziamento concesso in base al reddito o alla situazione patrimoniale
In base a questi due parametri, il garante potrà far accedere il richiedente ai fondi di prevenzione dall'usura per ottenere un prestito fino al limite massimo di 25.800 circa euro (limite di garanzia).

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GUIDA AI FINANZIAMENTI PER IL FOTOVOLTAICO: L'OFFERTA ENERGIA PULITA DI BANCA MARCHE

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bancamarchefotovol.gifBanca Marche ha predisposto una discreta gamma di finanziamenti destinati a supportare attivamente le necessità della clientela privata e professionista (aziende, aziende agricole ed enti) circa l'installazione di impianti finalizzati alla produzione di energie da fonti rinnovabili, o al risparmio energetico.
Per quanto ovvio, un posto di rilievo all’interno di questi finanziamenti lo occupano i prestiti “fotovoltaici”, diretti cioè a finanziare le spese relative all’acquisto e all’installazione di un impianto fotovoltaico che possa sopperire alle esigenze e al fabbisogno energetico del proprio nucleo familiare.
A tal fine, Banca Marche offre non solamente prestiti chirografari con una durata in grado di estendersi fino a 20 anni (240 mesi), ma anche dei veri e propri mutui fondiari di pari durata. L’istituto di credito permette inoltre di richiedere un finanziamento fino all’intera concorrenza dell’importo dell’impianto (imposta sul valore aggiunto esclusa), rateizzando la spesa attraverso il pagamento di rate di periodicità mensile, bimestrale, trimestrale o semestrale a seconda delle preferenze del cliente.
Ancora, tra le principali caratteristiche economiche dei prodotti destinati a tal fine vi è la presenza di un periodo di preammortamento in grado di posticipare il pagamento al termine di un massimo di 6 mesi, durante i quali il cliente di Banca Marche pagherà unicamente una quota interessi.
Come già ribadito in apertura di questo articolo, l’istituto di credito si rende altresì disponibile a finanziare non solamente l’installazione di un impianto fotovoltaico, ma qualsiasi struttura che sia in grado di produrre dell’energia pulita, e pertanto anche impianti eolici, geotermici, solari termici, idroelettrici o ancora impianti alimentati da biomasse che abbiano origine agricola, forestale o industriale.
Per quanto riguarda i tassi di interesse e le condizioni contrattuali Banca Marche prevede, per i prestiti chirografari per “energia pulita” e “risparmio energetico”,tassi fissi (anche con ammortamento differito) e tassi indicizzati (variabili).
Per quanto riguarda il tasso fisso, il tan massimo è pari all'IRS di durata pari a quella del finanziamento + uno spread del 5,25% , con il tasso massimo di preammortamento identico al tasso del prestito. Per prestiti con ammortamento differito il tasso annuo nominale max (tan) è pari sempre all'IRS di durata pari a quella del finanziamento + uno spread del 5,5%.
Per quanto riguarda invece i prestiti chirografari a tasso indicizzato , il Tan è pari all'Euribor a 6 mesi + 5,25 punti percentuali. Anche in questo caso per prestiti con ammortamento differito lo spread da sommarsi all'Euribor sarà maggiorato di un quarto di punto percentuale.

 

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ANALISI DELL'ABI SUL CREDITO AL CONSUMO: NEL NOSTRO PAESE INDEBITAMENTO PRIVATO AI MINIMI

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creditoconsumoabisen010.gifL'audizione al senato del Direttore Generale dell'Abi, in merito allo schema legislativo recante attuazione della Direttiva 2008/48CE, ci offre la possibilità di valutare l'andamento del credito al consumo in Italia. Col termine credito al consumo si intende il credito per l'acquisto di beni e servizi o per soddisfare esigenze di natura personale, concesso ad una persona fisica (consumatore) da un soggetto autorizzato (banca).
Secondo i dati forniti dall'Abi negli ultimi dieci anni le banche hanno sostenuto il credito alla famiglie globalmente per 409 miliardi (ad aprile 2010). Rispetto allo scorso anno, il tasso di crescita delle consistenze è stato del 9%, pari ad un totale di 375 miliardi (ad aprile 2009), a dimostrazione che nonostante la situazione congiunturale non positiva le banche continuino a fare il loro lavoro di sostegno al sistema delle famiglie. Nel periodo 2009 il tasso di crescita delle consistenze, rispetto al 2008, era stato pari al 4,2%, da 360 a 375 miliardi di euro.
La maggior parte di questa somma è rappresentata dai mutui erogati alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni, nello specifico pari a 283 miliardi ad aprile 2010, in crescita dell’8,3% rispetto al 2009.
Per quanto riguarda invece il credito al consumo, l'Abi rileva come questa forma di finanziamento abbia assunto negli anni anche in Italia sempre maggiore importanza, raggiungendo a dicembre 2009 un ammontare delle consistenze pari a 113 miliardi di euro, con una crescita annuale del 6,7%. Il trend sebbene in crescita fa risultare una flessione rispetto all'anno precedente (2009 su 2008) quando l'aumento percentuale era stato del 8,9%. Nonostante la crescita il mercato del credito al consumo in Italia rimane tra i meno sviluppati d'Europa. Infatti, analizzando il rapporto tra le consistenze e il Prodotto interno lordo, troviamo che questo è pari al 7,63% nel nostro Paese, contro il 7,9% della Francia, il 9,1% della Spagna ed il 16,4% della Gran Bretagna. Tra i Paesi industrializzati d'Europa solo la Germania ha un rapporto più basso del nostro e pari al 7,3%. Secondo l'Abi tale basso grado di sviluppo del mercato del credito , in generale e specificamente per il credito al consumo è dovuto al basso grado di indebitamento delle famiglie italiane rispetto a quanto si registra negli altri Paesi dell'area Euro.

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ANALISI DELL'ABI SUL CREDITO AL CONSUMO: NEL NOSTRO PAESE INDEBITAMENTO PRIVATO AI MINIMI

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creditoconsumoabisen010.gifL'audizione al senato del Direttore Generale dell'Abi, in merito allo schema legislativo recante attuazione della Direttiva 2008/48CE, ci offre la possibilità di valutare l'andamento del credito al consumo in Italia. Col termine credito al consumo si intende il credito per l'acquisto di beni e servizi o per soddisfare esigenze di natura personale, concesso ad una persona fisica (consumatore) da un soggetto autorizzato (banca).
Secondo i dati forniti dall'Abi negli ultimi dieci anni le banche hanno sostenuto il credito alla famiglie globalmente per 409 miliardi (ad aprile 2010). Rispetto allo scorso anno, il tasso di crescita delle consistenze è stato del 9%, pari ad un totale di 375 miliardi (ad aprile 2009), a dimostrazione che nonostante la situazione congiunturale non positiva le banche continuino a fare il loro lavoro di sostegno al sistema delle famiglie. Nel periodo 2009 il tasso di crescita delle consistenze, rispetto al 2008, era stato pari al 4,2%, da 360 a 375 miliardi di euro.
La maggior parte di questa somma è rappresentata dai mutui erogati alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni, nello specifico pari a 283 miliardi ad aprile 2010, in crescita dell’8,3% rispetto al 2009.
Per quanto riguarda invece il credito al consumo, l'Abi rileva come questa forma di finanziamento abbia assunto negli anni anche in Italia sempre maggiore importanza, raggiungendo a dicembre 2009 un ammontare delle consistenze pari a 113 miliardi di euro, con una crescita annuale del 6,7%. Il trend sebbene in crescita fa risultare una flessione rispetto all'anno precedente (2009 su 2008) quando l'aumento percentuale era stato del 8,9%. Nonostante la crescita il mercato del credito al consumo in Italia rimane tra i meno sviluppati d'Europa. Infatti, analizzando il rapporto tra le consistenze e il Prodotto interno lordo, troviamo che questo è pari al 7,63% nel nostro Paese, contro il 7,9% della Francia, il 9,1% della Spagna ed il 16,4% della Gran Bretagna. Tra i Paesi industrializzati d'Europa solo la Germania ha un rapporto più basso del nostro e pari al 7,3%. Secondo l'Abi tale basso grado di sviluppo del mercato del credito , in generale e specificamente per il credito al consumo è dovuto al basso grado di indebitamento delle famiglie italiane rispetto a quanto si registra negli altri Paesi dell'area Euro.

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GUIDA AI FINANZIAMENTI PER IL FOTOVOLTAICO: L'OFFERTA PANNELLI SOLARI DI FINDOMESTIC

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prestitifotvolfindo.gifIl prestito Pannelli Solari è un finanziamento che Findomestic indirizza alla propria clientela che desidera poter investire nel segmento dell’energia pulita, attraverso l’installazione di un impianto di sfruttamento delle energie rinnovabili (come ad esempio un impianto solare fotovoltaico), potendo contemporaneamente ridurre il proprio impatto ambientale personale e risparmiando i costi delle bollette energetiche grazie alle previsioni di incentivazione come il Conto Energia.
Sulla base del funzionamento del Conto Energia, infatti, lo Stato permetterà all’utente di poter usufruire di 20 anni di incentivi, utili per ripagare l’investimento iniziale e risparmiare i costi dell’energia prodotta ed utilizzata.
Nonostante il suo nome, il prestito Pannelli Solari permette inoltre al cliente di investire in fonti di energia rinnovabili differenti dal fotovoltaico. Findomestic, infatti, concede finanziamenti anche per realizzare impianti di sfruttamento dell’energia geotermica (per il riscaldamento e raffrescamento), impianti di pannelli solari (generano acqua calda), eolici e da biomasse.
L’intervento creditore di Findomestic può giungere fino a un massimo del 100% dell’impianto da realizzare, con un valore assoluto non superiore ai 60 mila euro nell’ipotesi di installazione di tali sistemi ecologici. La possibilità di dilazione della restituzione del capitale, maggiorato dalle quote interessi, non può eccedere gli 84 mesi, ferma restando la possibilità di estinguere anticipatamente il debito residuo.
Il tasso di interesse applicato al finanziamento sarà fisso per l’intera durata del piano di ammortamento, conferendo al cliente di Findomestic la possibilità di conoscere con certezza l’entità delle uscite periodiche per l’intero programma di rimborso, senza correre il rischio di subire squilibri finanziari derivanti dall’andamento inaspettato dei tassi di mercato. Il tasso varierà in relazione alla durata del finanziamento e in base all'importo finanziato. Nelle simulazioni del sito di va da un Tan del 8,52% (Taeg 8,87%) per un importo finanziato pari a 5mila euro rimborsati in 48 mesi, ad un Tan del 8,50% (Taeg 8,84%) per un importo di 15mila euro rimborsati in 72 rate.
I requisiti richiesti per accedere al finanziamento sono un’età anagrafica compresa tra i 18 e i 75 anni, un reddito dimostrabile, la residenza nel territorio italiano. L’erogazione avverrà attraverso bonifico sul conto corrente bancario o spedizione di un assegno; la restituzione avverrà invece mediante addebito diretto sul conto corrente o pagamento con bollettino postale.

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GUIDA AI FINANZIAMENTI PER IL FOTOVOLTAICO: L'OFFERTA DI BANCA POPOLARE ETICA

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prestitifotvoletica.gifIl Mutuo Fotovoltaico 100 è un finanziamento immobiliare chirografario che Banca Etica rivolge a tutta la clientela (persone fisiche e giuridiche) che desideri poter contare su un supporto creditizio bancario per sostenere le spese principali relative all’impianto fotovoltaico.
Tale prodotto è infatti in grado di coprire anche interamente (cioè, fino alla concorrenza del 100%), le spese di progettazione, installazione, acquisto materiali, estensione delle garanzie e assicurazione dell’impianto fotovoltaico, purché di potenza inferiore ai 20 kWp; nell’ipotesi di installazione di impianti di potenza superiore, il limite massimo finanziabile può invece giungere fino all’80% delle spese di cui sopra, con una soglia stabilita in termini assoluti in 6.500 euro per kWp, IVA esclusa.
Ricordiamo che per la specificità sociale dell'Istituto erogante, Banca Etica, il richiedente se cliente consumatore deve essere socio di Banca Etica, accettato da almeno 3 mesi e titolare di almeno 5 azioni e di un conto corrente presso la Banca.
Per ciò che concerne la durata massima dell’operazione, il piano di ammortamento del finanziamento non può eccedere i 20 anni. Il rimborso avverrà attraverso l’addebito automatico sul conto corrente di rate con periodicità mensile, trimestrale o semestrali comprensive di una quota capitale crescente e di una quota interessi decrescenti, come prassi nell’ammortamento c.d. francese.
Per quanto riguarda invece le modalità di erogazione, la concessione del finanziamento avverrà mediante acconto pari ad almeno il 30%; il pre ammortamento non dovrà avere una durata superiore ai 180 giorni. Le garanzie richieste dall’istituto di credito erogante fanno riferimento alla cessione del contributo statale previsto e dei flussi eventualmente derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta dall’impianto, alla concessione di un mandato a vendere sull’impianto, e all’iscrizione di un privilegio speciale sui pannelli installati.

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MUTUI: IL RISPARMIO PASSA PER I GRANDI ISTITUTI E NON PER LE PICCOLE BANCHE LOCALI

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mutuiveneziano.gifUna volta il detto “piccolo è bello” era valido in numerose situazione finanziarie, soprattutto in tema di mutui. Oggi però chi vuole accendere un mutuo, ai giorni nostri, presso un istituto bancario di ridotte dimensioni, che sia una banca popolare oppure una cassa di risparmio, può arrivare a pagare circa 180 euro in più al mese e addirittura il 30% in più per quanto riguarda il rimborso totale.
Questi i risultati dell'ultima ricerca di SupermoneySupermoney, da dove emerge una tendenza che può anche essere sorprendente: oltre alla convenienza delle offerte provenienti dalle banche online (le più convenienti secondo il portale), anche i grandi istituti di credito  stanno proponendo dei prodotti particolarmente innovativi e vantaggiosi.
Ciò è motivato principalmente dal fatto che le grandi banche hanno maggiori possibilità di affrontare i costi regolamentari in continuo aumento e le turbolenze del mercato, dato che possono contare sulle economie di scala; sullo stesso livello di possibilità si pongono le banche online, con una struttura molto più snella e veloce.
Appaiono meno convenienti le banche locali, dove a fronte di una maggior possibilità nella contrattazione delle condizioni dei mutui, si osserva una minor trasparenza, e secondo i conti dell'osservatorio di Supermoney anche una rata mediamente più alta.
Nello studio Supermoney ha prodotto un simulato un profilo medio, rappresentato da un trentenne con contratto a tempo indeterminato che stipula un mutuo ventennale per 120mila euro.

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DIRETTIVA PSD: GUIDA PER LE IMPRESE SULLE NUOVE MODALITÀ DISPOSITIVE PER BONIFICI ED INCASSI

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guidapdsabimprese.gifDopo aver analizzato quali cambiamenti la direttiva Europea PSD porterà nei servizi di pagamento per le famiglieservizi
di pagamento per le famiglie, oggi vogliamo analizzare sinteticamente quali novità interesseranno le imprese. Prenderemo come riferimento l'estratto della guida messo a disposizione dall'Abi. Ricordo prima di procedere oltre che la direttiva PSD ha lo scopo di allineare i servizi di pagamento dei vari Paesi dell'area Euro a standard comuni. Il nostro Legislatore ha predisposto un'entrata in vigore progressiva delle norme a partire dal 31 marzo 2010. . La prossima tappa scatterà il 5 di luglio. Vediamo allora sinteticamente cosa cambia per le imprese per quanto riguarda bonifici ed incassi


I BONIFICI
La Direttiva stabilisce che il momento in cui una banca avvia l'ordine di esecuzione di un bonifico coincida con quello in cui riceve l'ordine di pagamento. Può essere definito un orario limite in prossimità del fine settimana o di fine giornata ed è ammessa la pianificazione dei pagamenti. Ovvero la direttiva prevede che il momento di ricezione dell'ordine possa avvenire in un giorno prefissato. Come nel caso dei pagamenti ricorrenti.
Il tempo di accredito al beneficiario diventa comune sia per l'Italia che per l'Europa e pari ad un giorno lavorativo, dalla ricezione dell'ordine. Fino al 1 gennaio 2012 clienti e banche potranno concordare tempi più lunghi, ma non superiori ai 3 giorni lavorativi, o 4 per i bonifici bancari.
Con la nuova direttiva la banca del destinatario del bonifico mette a disposizione di quest'ultimo l'importo del bonifico non appena ricevuto dalla banca dell'ordinante. Ciò significa che la data valuta e la data disponibilità andranno a coincidere. Questo aspetto pone fine alla possibilità di indicare una data valuta di accredito per il beneficiario. Viene meno anche la pratica della altergazione della valuta, ovvero dell'indicazione di una valuta anteriore rispetto alla valutazione dell'ordine.
La direttiva prevede che gli importi dei bonifici vengano accreditati interamente e i costi suddivisi tra ordinante e beneficiario . Ciò significa che ciascun cliente sosterrà le spese previste dalla propria banca (opzione SHARE). Viene meno la possibilità di indicare che le spese vengano sostenute dall'impresa ordinante (opzione OUR) o da quella beneficiaria (opzione BEN). Speriamo solo che questo punto non venga interpretato dagli istituti di credito nostrani come un pretesto per aumentare entrambe le spese a carico dei clienti.
Per i bonifici nazionali le imprese dovranno utilizzare il codice IBAN del destinatario mentre per quelli transfrotnalieri anche il codice BIC
Da ultimo ricordiamo che, come per le famiglie, qualora un'impresa ritenga che un'operazione effettuata non sia stata autorizzata, ha a disposizione 13 mesi di tempo per richiedere il rimborso, che sarà immediato.


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DIRETTIVA PSD:DALL'ABI DUE GUIDE ALLE NOVITÀ NEL SISTEMA DEI PAGAMENTI PER FAMIGLIE E IMPRESE

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montante.gifLa Direttiva Europea PSD (Payment Services Directive), introdotta nel nostro ordinamento a Marzo, prevede un progressivo adattamento a degli standard europei per iservizi di pagamento. L'obiettivo è quello di introdurre nuove norme semplici, chiare ed uniformi nel settore dei pagamenti, in tutti gli stati membri dell'Unione Europea, più Liechtenstein, Norvegia ed Islanda. Ciò dovrebbe portare ad aumentare la concorrenza tra gli operatori, garantendo pari condizioni, più trasparenza e maggiori tutele nei confronti dei clienti del sistema bancario.
La Direttiva riunisce in un singolo quadro normativo tutte le norme che riguardano il sistema dei pagamenti, con l'obiettivo di sostenere per quelli elettronici la creazione di un mercato europeo, riducendo i costi e le inefficienze degli strumenti cartacei e dei trasferimenti per contanti.
Per effetto della direttiva, dal 5 diluglio cambieranno nel nostro Paese le procedure per addebiti diretti ed incassi. Per i clienti e le imprese questo implicherà ancora più tutele e garanzie, in quanto, la PSD dispone termini più ampi per notificare eventuali transazioni non autorizzate e chiederne il rimborso. Secondo le stime della Commissione Europea i benefici di questa standardizzazione dei servizi di pagamento ammontano a 123 miliardi di euro in sei anni.
Per questo motivo l'Abi ha predisposto in collaborazione con 16 associazioni dei consumatori e 5 associazioni imprenditoriali, due guide, una rivolta alle famiglie e l'altra alle imprese. I vademecum sono stati presentati a Roma durante il Convegno Spin 2010, e saranno messi a disposizione dall'Abi presso gli sportelli bancari nei prossimi giorni.
Il direttore dell'Abi, Giovanni Sabatini, intervenuto al convegno ha auspicato che da un lato venga fissata la “end date” ovvero la data di dismissione degli strumenti e delle procedure nazionali e dall'altro che la Pubblica Amministrazione svolga un ruolo trainante nel processo di migrazione alla Sepa.

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CONTI DORMIENTI: IL MINISTERO ATTIVA IL MOTORE DI RICERCA E IL NUMERO TELEFONICO PER IL RIMBORSO

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roulettedormiente.gifPer conti dormienti, secondo il D.P.R n 116/07 si intendono quei rapporti contrattuali , sia in forma di denaro che di strumenti finanziari, che non sono stati oggetto di alcuna operazione o movimentazione da parte del titolare o di terzi delegati per un periodo di 10 anni dalla data di loro libera disponibilità.
Questi depositi se non reclamati dal proprietario, saranno destinati per ad un fondo che dovrebbe servire  a risarcire le vittime delle truffe e dei crack finanziari. Come abbiamo visto sorte analoga toccherà anche alle polizze dormientipolizze
dormienti, per le quali però il termine di prescrizione scatterà dopo soli due anni dal diritto alla riscossione. I conti dormienti potranno essere “svegliati” dal titolare o da terzi delegati fino alla data del versamento al fondo depositi dormienti, con richiesta diretta all'intermediario finanziario (banca). Anche dopo il versamento gli interessati titolari di depositi (o di diritti sui depositi) potranno richiedere la restituzione delle somme, ma la richiesta dovrà essere fatta al Ministero ed entro l'ordinario termine di prescrizione. Ricordiamo che per le Polizze dormienti, invece non esiste possibilità , al momento, di recuperare le somme confluite nel fondo depositi dormienti.
Il Ministero ha recentemente reso noto l'ammontare (parziale) dei rapporti dormienti per i quali i requisiti previsti dal DPR n116 del 207 si siano verificati nel corso del 2009. Si tratta di 101462 rapporti non movimentati per un importo complessivo di € 89.878.470,91. Nella nota del Ministero di comunica anche l'importo complessivo degli assegni circolari e delle polizze vita comunicati dagli intermediari che saranno trasferiti nel fondo depositI. Si tratta di 37639301,56 euro per gli assegni circolari e di 12.876.729,93 per le polizze vita.
Il Ministero ha predisposto all'indirizzo depositidormienti.mef.gov.itdepositidormienti.mef.gov.it una maschera di ricerca in cui è possibile consultare l'elenco dei conti considerati dormienti, così come comunicato da Banche ed intermediari. Nella maschera si dovrà indicare il nome e cognome del titolare del conto e selezionare la provincia di nascita, per verificare l'esistenza di un conto corrente dormiente. In alternativa è possibile effettuare la ricerca mediante codice identificativo del rapporto o il nome dell'istituto.


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PRESTITO TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO: CREDITOPPLÀ DEL GRUPPO UBI BANCA

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cessioquinububank.gifContinuiamo la nostra carrellata di finanziamenti destinati a sostenere i desideri di spesa di lavoratori dipendenti e pensionati, con una restituzione prevista attraverso pagamento di rate mensili attraverso trattenuta diretta nella busta paga (da parte del datore di lavoro) o nel cedolino pensione (da parte dell'istituto previdenziale che eroga la prestazione pensionistica ricorrente).
È oggi la volta dell'offerta Creditopplà Quinto delle banche del Gruppo Ubi Banca, dedicata a dipendenti  pubblici e privati e pensionati.
Il prestito tramite cessione del quinto del gruppo Ubi Banca è un finanziamento a tasso fisso in cui troviamo le medesime condizioni contrattuali sia per pensionati che dipendenti. Ricordiamo che questo genere di finanziamenti prevedono la sottoscrizione di contratti assicurativi a premio unico contro il rischio vita ed il rischio perdita impiego (per i pensionati solo rischio vita), che hanno un certo peso nel finanziamento. I costi assicurativi possono raggiungere anche il 28% dell'importo finanziato, a seconda dell'ammontare del prestito, dell'età anagrafica, dell'anzianità di servizio e in generale del rischio rilevato dall'assicurazione.
Il tasso di interesse nominale annuo (tan) di Creditopplà Quinto è pari al 6%, tuttavia il Taeg , che indica l'effettivo interesse sul nostro finanziamento varia a seconda dell'importo richiesto. Per importi inferiori ai 5mila euro il taeg è pari al 22,20%, mentre per importi superiori a detta cifra il taeg scende al 17,80%.
Per richiedere un finanziamento mediante cessione del quinto dello stipendio o della pensione, è sufficiente dimostrare di essere titolare di un conto corrente presso l'istituto di credito che eroga l'importo desiderato, e presentare la necessaria documentazione di identità in corso di validità, e quella attestante il percepimento della retribuzione mensile.
L'importo erogabile mediante questo finanziamento è correlato unicamente alla capacità di restituzione del prestito. Pertanto, come suggerisce lo stesso nome, la rata mensile che comporrà il piano di ammortamento del prestito non dovrà eccedere la quinta parte della retribuzione netta periodica, che costituirà dunque una soglia di indebitamento massimo, oltre la quale è impossibile procedere (salvo l'ipotesi di c.d. delegazione di pagamento).
La durata del piano di ammortamento deve invece essere compresa tra un minimo di 24 mesi e un massimo di 120 mesi. Il debitore potrà comunque estinguere anticipatamente il debito residuo, pagando una spesa pari all'1% del capitale residuo (vedi come funziona l'estinzione anticipata di un finanziamentoestinzione
anticipata di un finanziamento).

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PRESTITO TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO: CHIARO BPP DI BANCA POPOLARE PUGLIESE

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bancapopre.gifCome oramai i nostri lettori sparanno, la cessione del quinto è una particolare forma di finanziamento che viene riservata ai lavoratori dipendenti e pensionati, che possono richiedere l’accensione di una linea di credito in loro favore, restituendo gli importi a rate attraverso la trattenuta della quinta parte della retribuzione netta mensile (pensione oppure stipendio).
La Banca Popolare Pugliese prevede l'offerta di un prestito tramite cessione del quinto, chiamato Chiaro BPP, dedicato a dipendenti (anche con contratto a tempo determinato) e pensionati INPS,INPDAP o di altri enti previdenziali che abbiano sottoscritto convenzioni con la Banca Popolare Pugliese.
Ricordiamo che questo genere di prestiti richiedono la stipula obbligatoria di polizze assicurative contro il rischio di perdita del posto di lavoro e rischio morte. Nello specifico per quanto riguarda i pensionati il fondo rischi INPDAP o la Polizza vita hanno un peso pari al 25,51% sul montante, mentre per i lavoratori dipendenti la polizza vita ha un “costo” pari al 5% sul montante e la polizza impiego, pari al 8%, sempre sul montante. Per montante si intende la cifra che il debitore deve rimborsare ed è pari al netto erogato, (l'importo finanziato) più gli interessi definiti in base al tasso annuo nominale (tan). Per maggiori approfondimenti consigliamo il nostro articolo sull'argomentonostro
articolo sull'argomento.
Capitolo interessi. Il tasso annuo nominale è uguale sia per i dipendenti che per i pensionati ed è pari al 7% annuo. Il taeg, invece , per quanto riguarda i pensionati è pari all'11%, tranne per quelli di età superiore a 80 anni alla scadenza del finanziamento per i quali il tasso annuale effettivo globale sale al 23%. Per i dipendenti il taeg è invece pari al 14%. Il prestito tramite cessione del quinto Chiaro Bpp non prevede spese di incasso rata, né spese di comunicazione e nemmeno spese di sollecito per i pagamenti insoluti, sia per dipendenti che per pensionati. Sono previste però spese di istruttoria pari al 6,00% sull'importo finanziato per i lavoratori dipendenti e al 10% per i pensionati. Per entrambe le categorie di clienti è prevista la possibilità di estinguere anticipatamente il debito, pagando spese pari all'1% del capitale finanziato. Per maggiori informazioni vedi come funziona l'estinzione anticipata di un finanziamentoestinzione
anticipata di un finanziamento. Da ultimo segnaliamo che gli interessi di mora in caso di mancato o ritardato pagamento sono pari al tan maggiorato di due punti percentuali e che la durata del piano complessivo di rimborso va da un minimo di 24 mesi ad un massimo di 120 mesi.

 

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PRESTITO TRAMITE CESSIONE DEL QUINTO A PENSIONATI, DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI DI CONAFI PRESTITÒ

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conafiprestitoquinto.gifLa cessione del quinto  è un finanziamento personale assicurato concesso, con un tasso di interesse fisso e con una rata del piano di ammortamento costante, a tutte quelle persone titolari di un contratto di lavoro dipendente o pensionati, che desiderino entrare in possesso di una somma utile per soddisfare le proprie esigenze, restituendo il credito attraverso una trattenuta sulla busta paga (o sulla pensione), in misura non superiore al quinto della retribuzione netta. Il prodotto di cui oggi parliamo è erogato da Conafi Prestitò attraverso la sua rete di partner bancari.
L'offerta di Conafi Prestitò si rivolge sia ai pensionati che ai dipendenti di enti pubblici, statali e di aziende private. Per quanto riguarda la durata, questa può essere pari a un massimo di 10 anni, ferma restando la possibilità – concessa al titolare del finanziamento – di selezionare scadenze inferiori o estinguere anticipatamente il debito residuo pagando una commissione pari all'1% del capitale residuo (vedi estinzione anticipataestinzione
anticipata per maggiori informazioni). A differenza di altre proposte disponibili sul mercato dei prestiti tramite cessione del quinto, Conafi Prestito offre le medesime condizioni sia per i pensionati (cessione quinto pensione) che per i dipendenti (cessione quinto stipendio).
Il tasso annuo netto applicato al capitale erogato è pari a 7 punti percentuali, va fatta però molta attenzione ai costi accessori che fanno lievitare il Taeg (Tasso Annuo effettivo globale) al 22,29% per importi finanziati al di sotto dei 5000 euro e al 17,82% per importi oltre tale soglia. Nello specifico le condizioni contrattuali prevedono spese di istruttoria nella misura di 600 euro, dovute anche qualora il cliente rinunci al finanziamento o per qualunque altra ragione non si pervenga all'erogazione del finanziamento dopo la stipula del contratto. Gli oneri fiscali sono pari allo 0,25% sul capitale, in caso di imposta sostitutiva e a 14,62 euro in caso di imposta di bollo. Il contratto prevede anche premi assicurativi pari al 25%, commissioni bancarie pari al 9% e commissioni di intermediazioni per il 30%  .
Capitolo comunicazione periodica e incasso rate. Dai fogli informativi non emerge nessuna spesa di incasso rata, ma le comunicazioni periodiche hanno un costo di 2 euro per ogni singolo invio in forma cartacea e 0,50 euro per invii tramite posta elettronica, entrambe le soluzioni sono soggette ad imposta di bollo pari a 1.81 euro. In caso di mora il tasso di interesse nominale annuo (tan) viene triplicato  e verranno aggiunte spese di sollecito pari a 60 euro.

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