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Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Eurofidi: Creato un Fondo di 50 Milioni per Aiutare le PMI

Eurofidi, prestiti imprese, Eurofidi ha istituito un fondo di 50 milioni di euro per supportare le piccole e medie imprese italiane. Il “Plafond Salvainvestimenti” è uno strumento definito dai suoi stessi creatori ‘anticiclico’, ossia avente lo scopo di invertire le tendenze dettate dall’attuale ciclo economico che, attualmente, almeno in Europa, disegna dinamiche recessive.
Il fondo di 50 milioni si traduce in oltre 100 milioni di finanziamenti. Possono usufruirne le imprese che abbiano la propria sede centrale nelle zone dove è radicata la presenza di Eurofidi (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia) ma anche le imprese site in regioni dove la presenza dell’istituto è in via di consolidamento (Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise). Il plafond entra in azione solo per finanziare gli investimenti per gli acquisti – non ancora effettuati – in macchinari, attrezzature, fabbricati e tutto ciò che rientra nella categoria ‘beni strumentali’.

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In Arrivo la Nuova Moratoria per i Mutui Alle Piccole Medie Imprese

moratoria mutui, abi, piccole medie imprese, creditoAdesso le imprese possono respirare. Messe alle strette dal credit crunch, sull’orlo di una crisi di liquidità, negli ultimi tempi stanno incontrando difficoltà a produrre, ad assumere, insomma, a fare il loro mestiere. Il 28 febbraio è arrivata la buona notizia. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha siglato un accordo con cui si impegna a rinnovare la moratoria per i mutui accesi dalle piccole medie imprese. Dall’altra parte del tavolo, invece, l’Associazione delle imprese (Confindustria). Hanno assistito il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli e il ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera. L’incontro si è tenuto al Palazzo Altieri (a Roma), sede dell’Associazione Bancaria Italiana. L’accordo prevede la sospensione delle rate del mutuo per le imprese che soddisfano determinati requisiti. In linea generale i requisiti sono gli stessi delle moratorie scorse e dunque: fatturato non superiore ai 50 milioni di euro all’anno, numero di dipendenti non superiore a 250.  

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Istituti di Credito e Internet: il Sistema È Arretrato e Poco Remunerativo

filiali banca, internet, bancheInternet è uno strumento di abbattimento di costi formidabile. Smaterializzare, nel terzo millennio inoltrato, vuol dire risparmiare. Ciò vale per il settore dei servizi in generale, ma anche, in particolare, per il settore finanziario. Purtroppo l’Italia è ancora immersa in una situazione di profonda arretratezza.
A rivelarlo è un rapporto della McKinsey. Il verdetto non lascia scampo: in Italia, il rapporto tra istituti di credito e internet soffre di uno scarto di circa dieci anni rispetto alle eccellenze fuori confine. Identificabili soprattutto con Olanda e Norvegia.
Mentre il cliente medio sente sempre più forte l’esigenza di travasare online almeno parte dell’operatività nazionale, nel Bel Paese prosperano le filiali, simbolo della difficoltà a incentrare l’offerta sul canale remoto. E proprio uno dei segnali più evidenti di questa arretratezza ‘telematica’ è il numero di filiali che l’Italia ospita.  

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Capacità di Risparmio: in Calo per il 64% Degli Italiani

capacità di risparmio, situazione economica, crisiRisparmiare sta diventando sempre più un'impresa nel nostro Paese. Abbiamo visto, infatti,come secondo il Rapporto Italia quasi metà delle famiglie italiane deve utilizzare i risparmi accumulati per arrivare a fine mese e che con l'aumento della pressione fiscale il tempo per accumulare nuovi risparmi si sta riducendo sempre di più. Questa situazione di difficoltà non riguarda solo l'Italia, sebbene sia un Paese dove la crisi si sta facendo sentire in modo pesante, come dimostra l'ultima ricerca Internazionale del Gruppo ING, commissionata all’istituto di ricerca TNS e condotta in 19 Paesi su 18 mila risparmiatori.
Più della metà del campione (il 51%) dichiara di risparmiare meno rispetto al passato, si tratta però soprattutto di cittadini dei Paesi Occidentali, visto che le potenze emergenti dell'Asia (Cina, India e Thailandia) dichiarano invece di avere una situazione finanziaria migliore rispetto al passato.
In Italia, invece ben il 64% dei cittadini dichiara una capacità di risparmio inferiore rispetto al passato, valore superiore alla media mondiale ed Europea.

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Credit Crunch: per la BCE è Già Realtà

credit crunch, finanziamenti, imprese, banche, bceLa Banca Centrale Europea ha commissionato un sondaggio che ha coinvolto un campione nutrito di banche e istituti finanziari del Vecchio continente. Lo scopo è stato quello di verificare le condizioni del credito, l’esistenza di una situazione di credit crunch (stretta sul credito) e le prospettive per i prossimi mesi. I risultati si riferiscono tutti al quarto trimestre del 2011, periodo in cui è stato realizzato il sondaggio.
Ebbene, si evince che le banche stanno operando – forse loro malgrado, forse no – un’azione di credit crunch nei confronti di chi richiede il credito. In breve, le condizioni attraverso cui si erogano i prestiti e si fa credito ai soggetti (imprese, famiglie, istituzioni) si sono inasprite e questo ha generato un calo di domanda generale alle banche.

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Rc Auto: gli Stranieri Pagano Premi Più Alti Degli Italiani

Rc auto, assicurazioni, polizze, stranieriNegli ultimi cinque anni, secondo quanto comunicato dall'Antitrust l'incremento dei premi dell'assicurazione RC auto è stato il doppio di quello della zona euro, con aumenti fino al 50% per alcuni profili di persone, soprattutto se residenti Mezzogiorno. L'Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici), che spesso ha opposto dati in controtendenza rispetto a quelli ufficiali, ha comunque addossato la causa di questi aumenti alla forte presenza di frodi in Italia. Per questa ragione il Pacchetto di Liberalizzazioni appena licenziato dal Consiglio dei Ministri contiene qualche piccola misura per arginare le frodi (dematerializzazione del contrassegno cartaceo, scatola nera sulle auto e più concorrenza tra gruppi assicurativi).
Vedremo se la cosa avrà qualche effetto concreto sui premi dell'Rc auto, divenuti una spesa per molti insostenibile, un vero e proprio salasso. Oltre alle differenze di genere e territoriali, già di per sé piuttosto odiose, ma connesse comunque a delle statistiche, si registrano nei premi delle polizze assicurative alcune anomalie che riguardano alcuni gruppi per così dire “etnici”.

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Banchieri e Top Manager Più Ricchi Anche Con La Crisi. Ecco Il Perché

banchieri, top manager, stipendio, ceoA quattro anni dallo scoppio della crisi, con i parametri economici ancora lontani dai livelli del 2008 (disoccupazione, Pil), notizie come queste rischiano di aumentare l’allarme sociale. Niente che non si sapesse già, o per lo meno non si sospettasse, ma fa comunque indignare: gli stipendi dei banchieri e dei top manager continuano a crescere. Inarrestabili e senza freni.
Qualche ostacolo a questa ingiustificata lievitazione dei prezzi ha cercato di porlo Barack Obama, ma ha fallito. E non ora, con le baionette dei repubblicani puntate sia al Senato che al Congresso, ma due anni fa, quando aveva la maggioranza piena. La sua idea era semplice e, in fin dei conti, di buon senso: l’istituzione per via legislativa di un tetto di retribuzioni e compensi dei banchieri e dei top manager. All’epoca si scatenò un putiferio, con lamenti persino tra i democratici.

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Facebook: i Numeri Del Successo e i Rischi Dello Sbarco in Borsa

Facebook, ipo, borsaSe ne parla da oltre un anno ed ora il momento è giunto. Facebook il più grande social network del pianeta con circa 845 milioni di utenti nel mondo si prepara a lanciare un'offerta pubblica iniziale (IPO) alla borsa di Newyork. Nel documenti presentati alla Sec (Security and Exchance Commission), la versione Americana della Consob, Facebook chiede di essere quotato o sul listino Nasdaq o sul Nyse, ma ciò ci permette anche di capire qualcosa di più sui numeri del colosso creato da Mark Zuckerberg nei dormitori di Harward nel 2004.
Il collocamento prevede una raccolta pari a 5 miliardi di dollari, una cifra esagerata che costituirebbe la più alta mai registrata per un'impresa dot com, ma per molti (anche se non per tutti) giustificata dai numeri.

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L'Indebitamento Delle Famiglie Negli Ultimi Tre Anni è Cresciuto Del 36,4%

indebitamento famiglie, risparmio, crisiTra le prerogative che hanno da sempre caratterizzato le famiglie italiane si segnalano: un basso tasso di indebitamento, favorito anche dalla forte presenza di nuclei familiari proprietari dell'abitazione in cui vivono, e un alto tasso di risparmio.
La crisi sta rimescolando un po' le carte in tavola, tanto che secondo il recente rapporto Eurispes quasi la metà delle famiglie deve usare i risparmi per arrivare a fine mese e a causa di tasse e contributi si riduce sempre di più il tempo del risparmio.
Sul fronte dell'indebitamento fino a non molto tempo fa sia l'Abi che la Cgia di Mestre rilevavano che l'indebitamento delle famiglie italiane, sia in senso assoluto che per ciò che riguarda il credito al consumo, era tra i più bassi d'Europa.  

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La Crisi Mette in Discussione Il Capitalismo?

capitalismo, crisi, economiaUn capitalismo in forte crisi. Non solo ‘tecnica’ ma anche e soprattutto d’identità. E’ quanto emerge dalla riflessione di Federico Rampini che in un dossier su Repubblica ha ‘raccolto’ i pareri di economisti e sociologi di oggi e di ieri.
E’ proprio Martin Wolf, una delle firme più prestigiose del Financial Times, ad aver aperto una discussione su un tema di solito appannaggio di anticapitalisti e comunisti: l’estinzione del capitalismo. Di crisi il capitalismo ne ha passate, spesso le superate anche brillantemente, relegando nell’oblio qualsiasi altra alternativa. Ma oggi, più che di un fase calante, si può parlare di declino vero e proprio. Oggi, a quattro anni e passa dalla scoppio di una crisi che non ha nulla da ‘invidiare’ a quella, apocalittica, del ’29, è legittimo pensare che questa ennesima malattia non sia né un’influenza né un’infezione, ma un male incurabile, assassino.

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Agenzie di Rating: Tante Ombre e Conflitti di Interesse Dietro Chi Giudica il Debito

Agenzie di rating, conflitto di interessiMaurizio Ricci, ha rilanciato un’idea che sta avendo parecchi proseliti: ‘vivere’ senza le agenzie di rating, ossia svincolarsi da chi giudica il debito e spesso, secondo alcuni, lo fa sguazzando in un enorme conflitto d’interessi. Maurizio Ricci è una firma di spicco de la Repubblica, giornalista da 40 anni, esperto di economia e di ‘dati e cifre, nonché delle analisi che li tengono assieme’ (parole sempre presenti nella quarta di copertina dei suoi libri).
Ricci ha esordito bacchettando i policy maker europei sulla tempistica. La marea di critiche che ha investito le agenzie di rating e soprattutto Standard&Poor’s è semplicemente arrivata troppo tardi. Ricordiamo Cicchitto che, il giorno dopo del mega-declassamento di venerdì 14 gennaio ha dichiarato: “Siamo convinti che la credibilità delle agenzie di rating siano poco credibili per non dire di peggio”.

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Credito Al Consumo: Irregolare il 70% Dei Siti Europei, in Italia l'80%

credito al consumo, Unione Europea, crisi, famiglieNei momenti in cui la crisi si fa più sentire solitamente aumentano anche le offerte di finanziamenti da parte di soggetti economici che offrono credito al consumo per il sostegno dei bisogni personali delle famiglie. Purtroppo dentro i contratti (o la semplice pubblicità) che offrono questi soggetti finanziari, siano essi relativi a prestiti, dilazioni di pagamento o cessione del quinto, non sempre vige la massima trasparenza e spesso sono presenti irregolarità. Questo non solo in Italia, dove la situazione è stata spesso segnalata dalle associazioni dei consumatori, ma anche nel resto dell'Unione Europea. Nello specifico un'indagine condotta dalla Commissione Europea, tramite le competenti autorità nazionali, nei 27 Paesi Membri più Norvegia ed Islanda, ha dimostrato che su 562 siti web che offrono credito al consumo, ben 393 (il 70%) richiedono ulteriori indagini di approfondimento per verificare la presenza di “presunte violazioni delle regole europee sulla protezione dei consumatori”

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Spread, Debito e Fiducia: Come Funziona la Mente Dei Mercati

mercato, spread, fiducia, manovra, Un animale strano. Così appare agli occhi della gente comune e, a volte, anche degli economisti quel gigantesco leviatano che è, in fin dei conti, il mercato. Mostro o deus ex machina, poco importa, è la forza che regola i processi politici, gli scambi economici, la vita delle persone. Tutto questo indifferentemente dalla componente ‘socialismo’: persino in Cina, il mercato decide il destino della nazione. Parole forse forti, ma giustificate dall’evidenza. In Occidente, capitalista per definizione, l’aumento vertiginoso dello spread ha accelerato l’uscita di scena del presidente del consiglio di un Paese influente come l’Italia. In Estremo Oriente, la crisi del debito europeo (causata anche e soprattutto da interessi troppo alti) sta dando una bella gatta da pelare alla Cina, sofferente per il calo nelle esportazioni.  

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Piazza Affari Perde il 25% Della Capitalizzazione, la Situazione Delle Società Quotate

Piazza Affari, Borsa, CapitalizzazioneForse la notizia per qualcuno sarà superflua ma l'anno che si sta per chiudere è stato un anno nero per Piazza Affari e per molte delle altre Borse Europee e Internazionali. La crisi del debito che ha investito l'Europa, soprattutto nei suoi Paesi Periferici, conosciuti come PIIGS, (dove la seconda I sta per Italia), si è ripercossa sul sistema Bancario e sul settore Industriale, facendo perdere molto terreno agli indici. Guardando i principali indici della varie borse Europee la peggiore è stata Atene che ha perso il 53% della capitalizzazione, segue Piazza Affari con un un ribasso del 25%, Parigi (-20%) e Francoforte (-16%). Più contenuti i ribassi di Londra e Zurigo che essendo esterne all'Eurozona hanno lasciato sul campo “solo” il 7,5% e l'8,5% della capitalizzazione.

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Il Prossimo Biennio Sarà Caratterizzato da Contrazione Del Pil e Difficoltà Sul Mercato Del Lavoro

Abi, banche, Pil , lavoroIl prossimo biennio si preannuncia molto difficile per i Paesi dell'Eurozona ed in particolare per l'Italia a causa di una riduzione ulteriore della crescita mondiale ed ad un acuirsi delle tensioni sui titoli sovrani Europei. Sono questi alcuni degli elementi del Rapporto di previsione AFO-Financial Outlook 2011-2013 diffuso dall'Abi, secondo il quale lo scenario per l'Italia sarà particolarmente duro. Questo a causa del prefigurarsi di una recessione per il 2012, aspetto peraltro in linea con le previsioni di Confindustria e Ocse a cui seguirà un 2013 di sostanziale stagnazione dei principali indicatori economici. Nello specifico la crescita del Pil italiano non supererà lo 0,6% quest'anno, subirà una contrazione dello 0,7% nel 2012 per poi ritornare leggermente positivo nel 2013 (+0,3%).

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Pignoramenti: Crescono in un Anno Del 5,2%, Ma Dall'inizio Della Crisi l'Aumento È Stato Del 75%

pignoramenti immobiliari, mutui, famiglieLa crisi economica continua a mietere vittime tra le famiglie, che faticano a mantenere gli impegni assunti con istituti di credito e finanziarie e rischiano, come abbiamo visto di finire nelle mani degli usurai, o di subire pignoramenti.
Su quest'ultimo punto è intervenuta come di consueto Adusbef, secondo cui, dai dati raccolti nei maggiori tribunali, pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono cresciuti, rispetto allo scorso anno del 5,2%, passando dai 37.536 del 2010 ai 39.474 del 2011. Si tratta di un aumento significativo, che però, fortunatamente è molto distante, in termini percentuali da quello registrato nel 2010, quando l'aumento sul 2009 fu del 30,8%.

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Riserva Frazionaria: Tenere i Soldi Sui Conti in Banca È Sicuro?

Salvadanaio, conto corrente, bancaIn tempi di crisi e instabilità economica, molti risparmiatori, grandi e piccoli, si chiedono se tenere i soldi in banca sia davvero sicuro. Nel clima generale di sfiducia potrebbe venirvi in mente di ritirare i soldi dal conto per investirli in altra maniera. Ma è un fatto piuttosto noto che ritirare i risparmi dal proprio conto, anche quando non si tratta di soldi vincolati, non è sempre un’operazione agevole. Quel che emerge chiaramente è che le banche non sono ben disposte verso questo tipo di operazioni: certamente perché per loro significa rinunciare ad un cliente, ma non solo. La verità sta nella riserva frazionaria, un istituto legale sebbene per alcuni sia moralmente discutibile.

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