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Giovedi, 18 Ottobre 2018

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IN ITALIA CIRCOLANO 77MILIONI DI CARTE DI PAGAMENTO, IN CRESCITA LE PREPAGATE IN CALO LE REVOLVING

revolvingaltro.gifSecondo una recente ricerca "Italiani e denaro contante", realizzata dalla Doxaricerca "Italiani e denaro contante", realizzata dalla Doxa , è molto stretto il legame tra italiani e denaro contante.  Nel Nostro Paese, infatti, sei italiani su dieci non escono di casa senza denaro contante, con in media  65 euro nel portafogli. La ricerca ricorda anche che la soglia psicologica  oltre la quale si ricorre a bancomat o carta di credito è di 143 euro.
Oggi torniamo sull'argomento per presentare i dati diffusi dall'ABI al convegno “Carte 2010”, che fotografano invece un calo  di appeal del denaro contante ed un aumento degli strumenti di pagamento elettronici.
Secondo l'Abi,  al 31 dicembre 2009 circolavano in Italia  circa 77milioni di carte bancarie, il 4% in più del 2008. A crescere sono soprattutto le carte di credito prepagate (+13%), mentre  diminuiscono le revolving in circolazione (-6%), forse anche a causa delle forti polemiche scatenate dalle associazioni dei consumatori.
Il direttore Generale  dell'Abi, Giovanni Sabatini, ha sottolineato che la  diffusione delle  carte nel nostro Paese continua a crescere grazie ad un'offerta sempre più  diversificata che comprende anche prodotti innovativi come contactless e carte conto. Tuttavia  emerge ancora il ritardo sul fronte dei pagamenti elettronici nei confronti di Paesi come Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda. Per questo Sabatini ricorda  l'importanza del progetto SEPA 
(Single euro payments area) ed il recepimento della direttiva Psdrecepimento della direttiva Psd (Payment services directive) che prevedono la diminuzione  dell'utilizzo del contante in favore degli strumenti di pagamento elettronici. .
Dall'analisi più in concreto dei dati forniti dall'Abi (riferiti a fine 2009) emerge che su 77milioni di carte in circolazione, quelle di debito come il Bancomat sono 33 milioni (+1% rispetto al 2008), quelle di credito sono 34,2 milioni (+2%), le prepagate 4,5 milioni (+13%) e le revolving 3,4 milioni(-6% appunto). La maggior parte delle  carte in circolazione sono concentrate al nord (57%) contro il 22% del centro ed il 21% del Sud ed Isole.  Le carte attive, ovvero quelle che hanno effettuato almeno un'operazione nel  2009 sono il 68% del totale ovvero  52,4 milioni, il 90% dei Bancomat, il 50%  delle carte di credito, il 47%  delle revolving ed il 90% delle prepagate.
DETTAGLIO PAGAMENTI
Per quanto riguarda i Pos, ne risultano installati presso negozi ed esercizi circa 1,2 milioni, di cui oltre la metà al nord (52%), il  24% al centro ed  il 24% al Sud ed Isole. 40,1 milioni le carte utilizzate lo scorso anno per fare acquisti e pagamenti per un totale complessivo di 120 miliardi di euro e 1,4 miliardi di transazioni su Pos.


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POSTE ITALIANE: BOOM DEI LIBRETTI DI RISPARMIO CHE CRESCONO DELL'11,4% E DEI NUOVI BUONI FRUTTIFERI

cartalibrettopostale3010.gifIn occasione della Giornata mondiale del Risparmio, Poste Italiane ha tenuto in tutta Italia una serie di eventi, incontri formativi e lezioni con studenti appartenenti alle scuole primarie di primo e secondo grado. L’obiettivo degli incontri è stato quello di sensibilizzare i giovani al risparmio come investimento sul proprio futuro umano e professionale. Siamo un popolo tradizionalmente di risparmiatori come sottolineato dal rapporto “Gli italiani e il risparmioGli
italiani e il risparmio” di Acri, ma è sempre bene ricordarlo.
Tra i dati presentati da Poste Italiane, è emerso inequivocabilmente come il libretto di risparmio sia la soluzione di deposito e di gestione dei risparmi più adottata dagli italiani. Il numero di fruitori di questo servizio, già ampiamente consolidato, infatti, continua a crescere in maniera considerevole, nonostante la sempre più agguerrita concorrenza delle banche che propongono svariate modalità di deposito dei risparmi.
Ad oggi si contano infatti in tutta Italia oltre 26 milioni di libretti, con un tasso di crescita relativo all’ultimo anno pari al 11,4%. Le ragioni per cui gli italiani scelgono sempre più il libretto per il deposito dei propri risparmi sono svariate: anzitutto la sicurezza, dal momento che i capitali depositati presso Poste Italiane sono garantiti dallo Stato Italiano, dunque sono protetti da ogni crisi finanziaria ed anche da eventuali truffe. Secondariamente, la convenienza, dato che non richiedono alcun costo di operazione, neppure per l’apertura e per la chiusura dello stesso, senza dimenticare la semplicità e la praticità di utilizzo. Poste Italiane ha comunicato che per chi lo desiderasse è disponibile una carta di prelievo e versamento collegata al Libretto Nominativo Ordinario. La carta è gratuita e permette di prelevare e di versare denaro presso tutti gli uffici Postali e di effettuare prelevamenti presso gli sportelli automatici (ATM) del circuito Postamat.
L’unico limite dei libretti postali è rappresentato dai tassi di interesse non certo elevati, anche se emerge con evidenza che gli italiani danno assoluta priorità alla sicurezza del deposito, anche a costo di rinunciare ad una maggiore convenienza. Un interesse maggiore di del 65% rispetto al tasso di interesse per i libretti ordinari (1,65% contro 1% lordo) è disponibile per i libretti di risparmio dedicati ai minori di 18 anni, disponibili in tre versioni a seconda della fascia di età.

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FONDO SOLIDARIETÀ MUTUI PRIMA CASA: ONLINE IL MODULO PER PRESENTARE LA DOMANDA DI SOSPENSIONE

surrogazione mutuo.gifCirca due mesi fa abbiamo introdotto il Fondo di solidarietà per i mutui prima casaFondo di solidarietà per i mutui prima casa, una misura predisposta dal Governo Prodi (legge 244/2007, finanziaria 2008) ed entrata in vigore con tremendo ritardo. La data ufficiale di partenza era il 2 di settembre, poi spostata al 15 di novembre, giorno in cui si potranno cominciare ad inviare le domande di richiesta di sospensione.
Sul sito del Ministero del tesoro è possibile trovare il modulo da utilizzaremodulo
da utilizzare per chiedere alla banca che ha concesso il mutuo, la sospensione temporanea del pagamento delle rate. Questo beneficio, lo ricordiamo, è subordinato al possesso di specifici benefici delineati dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze 132 del 21 giugno, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 192 del 18 agosto. Ripercorriamo sinteticamente i requisiti per poter accedere al Fondo di Solidarietà.


REQUISITI
L'ammissione all'agevolazione è riservata a coloro che hanno in corso un finanziamento per acquistare l'abitazione principale non di lusso. Per quanto riguarda i parametri economici per l'accesso al fondo, i beneficiari devono avere un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 30mila euro e il finanziamento erogato non deve superare i 250mila euro. Il soggetto che intende presentare la domanda deve essere in possesso dei requisiti al momento della presentazione. In caso di mutuo cointestato è sufficiente per la concessione della sospensione che solo uno dei mutuatari sia in possesso dei requisti, a patto che al momento della richiesta, gli altri cointestatari diano il proprio consenso. La sospensione, infatti, in questi casi varrà per l'intero importo della rata.
Oltre a questi requisiti soggettivi, occorre anche che il beneficiario abbia anche dei motivi oggettivi, tali da giustificare l'impedimento ad assolvere gli impegni presi con l'istituto di credito. Per cui i requisiti oggettivi sono:

 

  • perdita del lavoro dipendente a tempo indeterminato o fine del contratto di lavoro parasubordinato (o assimilato) senza aver trovato una nuova occupazione nei tre mesi successivi

  • decesso o sopravvenienza di condizioni di non autosufficienza di un componente della famiglia che percepisce almeno il 30% del reddito complessivo dell’intero nucleo convivente

  • spese mediche (o per assistenza domiciliare) documentate non inferiori a 5mila euro

  • spese di manutenzione o ristrutturazione (assolutamente necessarie) sempre per importi non inferiori a 5mila euro

  • aumento della rata del mutuo a tasso variabile di almeno il 25%, in caso di pagamenti semestrali, e del 20%, nell’ipotesi di rate mensili.

 

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L'ITALIA E QUELL'AMORE PER I CONTANTI: SEI SU DIECI NON ESCONO MAI DI CASA SENZA

banchecommeuro10010.gifSecondo la Bce nell'Unione Europea 9 pagamenti su 10 avvengono per contanti, soprattutto nel nostro Paese dove si raccoglie circa il 20% delle Banconote circolanti in Europa. Lo riferisce la ricerca Wincor Nixdorf "Italiani e denaro contante", realizzata dalla Doxa per delineare un quadro del rapporto tra noi italiani e i vari metodi di pagamento. Da quanto è emerso dall'indagine, 6 italiani su 10 non escono mai di casa senza denaro contante, con in media 65 euro nel portafogli. Il che comporta che ogni giorno vi siano a spasso nelle tasche degli italiani, complessivamente circa 3 miliardi di euro. La maggior parte tiene inoltre in casa una somma media di 270 euro.
La prima motivazione per il ricorso al contante è la gestione delle piccole spese quotidiane (74%), sebbene quasi la metà degli italiani (48%) porta con sé denaro contante per gestire l'imprevisto o l'emergenza. Il 44% degli italiani, riporta la Doxa, invece utilizza il contante per acquisti non programmati o d'impulso. E gli strumenti di pagamento elettronici, come carte di credito o bancomat? Il 39% degli italiani non riuscirebbe a rinunciarvi, sebbene la soglia psicologica oltre la quale si ricorre a bancomat o carta di credito è di 143 euro. Gli italiani ricorrono mediamente ai prelievi al bancomat più di due volte a settimana (2,13 per la precisione), anche se i giovani arrivano anche a superare le tre volte a settimana. Si prelevano mediamente 135 euro, ma è alto il numero di coloro che preferiscono ancora il cassiere allo sportello automatico (32%). Sono soprattutto gli abitanti dei paesi più piccoli, con una percentuale del 43%, mentre soprattutto al Sud, nelle isole e nei piccoli centri (al di sotto dei 10mila abitanti) c'è addirittura chi dichiara di non ricorrere mai agli sportelli bancomat.
L'indagine ha poi suddiviso gli italiani in quattro categorie, sulla base del rapporto con il denaro contante. Il 34% degli italiani fa parte dei “virtuali” ovvero di coloro che prediligono il bancomat e le carte di credito all'utilizzo del denaro contante. Si tratta soprattutto di adulti che lavorano e vivono per lo più in grandi centri, come imprenditori impiegati, quadri e dirigenti con un livello di istruzione alto.

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BANCHE: L'ANTITRUST ABBASSA LE COMMISSIONI PER BANCOMAT, PAGOBANCOMAT, RID E RIBA

antitrusbancomatcomm0610.gifBuone notizie in arrivo per i consumatori sul fronte delle commissioni interbancarie. L'antitrust infatti ha, infatti, accettato e reso vincolanti gli impegni presentati da Abi e Consorzio Bancomat al termine di due distinte istruttorie, avviate per verificare l'esistenza di accordi lesivi della concorrenza. Gli effetti di questi impegni riguarderanno la riduzione per le commissioni interbancarie sul Pagobancomat, Bancomat, RID (ad esempio domiciliazione delle bollette) e RiBa (pagamenti con ricevuta elettronica). Si tratta di commissioni che costituiscono un costo nei rapporti tra banche che dunque possono incidere sulle condizioni economiche praticate dalle singole banche alla clientela finale. Ed anche un elemento di concorrenza tra gli stessi istituti.
Le nuove commissioni sono state determinate, sottolinea l'Antitrust, applicando il principio di efficienza economica e rappresentano livelli che non potranno essere modificati in aumento. A tal proposito l'Authority ha dichiarato che provvederà ad effettuare un costante monitoraggio alla luce delle evoluzioni concorrenziali e delle normative europee.
Vediamo come cambiano le quatto commissioni.

  • la commissione interbancaria PagoBancomat scende di oltre il 4% sul valore della transazione media, per effetto degli impegni presentati dal Consorzio Bancomat (la componente fissa della commissione interbancaria si riduce da 0,13 a 0,12 euro per ogni operazione). Il Consorzio si è impegnato a rivedere la commissione alla luce dei principi che emergeranno dagli studi in corso di svolgimento da parte della Commissione Europea e dell'Eurosistema.

  • la commissione per i prelievi presso gli sportelli Bancomat si riduce del 3,4% (dal 0,58 a 0,56 euro);

  • la commissione interbancaria RID viene tagliata di oltre un terzo (36%), scendendo a 0,16 euro. A partire dal 1° novembre 2012, la commissione interbancaria sul RID sarà azzerata, in linea con l’evoluzione europea, salvo per la parte relativa al servizio di allineamento elettronico archivi (pari a 0,071 euro). 

  • La commissione per il RID veloce scende da 0,35 a 0,26 euro a operazione

  •  la commissione RiBa per disposizione di incasso viene ridotta di quasi il 20%, da 0,57 a 0,46 euro.


LE REAZIONI DEI CONSUMATORI
Positive le reazioni delle principali associazioni dei consumatori al comunicato Antitrust.
Adusbef, Federconsumatori e Movimento ConsumatoriAdusbef,
Federconsumatori e Movimento Consumatori sottolineano positivamente l'azione dell'Antitrust, chiedendosi (retoricamente) però, se sia mai possibile che, senza un intervento dell'Authority non si possa aspirare a rapporti chiari e limpidi, che non siano tesi solamente a lucrare a danno della clientela finale.

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ABI: AUMENTA IL NUMERO DI CONTI CORRENTI INTESTATI AGLI IMMIGRATI, NEL 2009 RIMESSE PER 210 MILIONI

abiconticorrentimmigra.gifL'Abi ha pubblicato oggi i risultati del rapporto ABI-Cespi 2010, sull’offerta di servizi e prodotti bancari alla clientela immigrata nel 2009, sulla base dei dati ripresi da un campione di istituti di credito italiani rappresentativi del 63% degli sportelli complessivi del sistema (il 75% del totale attivo). Secondo il rapporto gli immigrati preferiscono utilizzare il sistema bancario per trasferire somme di denaro all'estero, superiori al migliaio di euro, mentre i canali alternativi vengono scelti con maggior frequenza per trasferimenti di rimesse di minor entità. Nel 2009 sono il sistema bancario italiano ha intermediato rimesse per un totale di 210,05 milioni di euro, in poco più di 90 mila operazioni (92020) . Il volume di denaro medio per transazione è stato pari a 1543, quasi sette volte superiore al dato registrato a livello internazionale, ovvero 300 dollari (223 euro). L'indagine ha analizzato le transazione degli stranieri appartenenti alle prime 21 nazionalità presenti in Italia, nello specifico pari all'88% dei 3,891 milioni di immigrati presenti in Italia al 31 dicembre scorso. I Paesi verso cui gli stranieri inviano maggiori flussi di rimesse dall'Italia, utilizzando il sistema bancario sono il Marocco e la Romani, seguiti da Moldova, Brasile e Albania.
Il rapporto ha evidenziato anche un aumento dei conti correnti intestati agli immigrati, cresciuti del 7,9%, da 1,404 milioni a 1,514 milioni. Questo aumento va attribuito anche all'incremento del numero di immigrati residenti in Italia, cresciuto del 32,4% rispetto al 2007. La crescita della popolazione ad un ritmo quattro volte superiore a quello del numero dei conti correnti intestati agli immigrati, ha avuto come conseguenza l'abbassamento del tasso di bancarizzazione, passato dal 67% del 2007 al 61% di fine 2009. A tal proposito l'Abi sottolinea però che il processo di bancarizzazione è strettamente legato al tempo di permanenza degli stranieri in Italia. Per cui i due fenomeni aumento della popolazione e aumento dei conti correnti, non viaggiano di pari passo. Secondo le stime dell'Abi agli immigrati, occorre un tempo minimo di cinque anni, per acquisire una stabilità economica e lavorativa tale da far nascere l'esigenza di aprire un rapporto bancario e si abbiano i documenti necessari per l’accesso in banca.
La motivazione principale che spinge gli immigrati ad aprire un conto corrente è quella familiare, anche se, rileva l'Abi, aumentano costantemente gli imprenditori stranieri bancarizzati. A fine 2009 i titolari di un conto corrente erano 52924, pari al 3,5% del totale dei correntisti immigrati. Si tratta di clienti consolidati, visto che il 20% ha un conto corrente da più di cinque anni, dimostrando un indice di fedeltà superiore al segmento di clientela “retail” (dove il 18% ha un c/c da più di cinque anni), cui è riconducibile il 96% dei conti correnti intestati a stranieri residenti in Italia.

 

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NO USURA DAY: NEGLI ULTIMI DUE ANNI QUASI 200MILA COMMERCIANTI CADUTI NELLA RETE DEGLI STROZZINI

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Si è svolto ieri a Roma il “No Usura Day”, iniziativa promossa da Confesercenti e SOS Impresa per sensibilizzare e mettere in guardia i consumatori sul tema dell'usura. Secondo i dati diffusi negli ultimi due anni sono circa 200mila i commercianti caduti nella rete degli strozzini, per un giro d'affari di 20 miliardi di euro e un tasso di interesse sui prestiti del 10% mensile. Secondo i dati delle due associazioni sono circa 600mila le persone coinvolte complessivamente in questioni d'usura. La crisi economica ha acuito le difficoltà delle famiglie e delle piccole imprese a far fronte ai propri impegni finanziari, col risultato che è aumentato il numero di coloro che hanno chiesto prestiti agli usurai. Nello specifico nel triennio 2006-2009 su 165 mila attività commerciali e 50 mila alberghi e pubblici esercizi costretti a chiusura, un buon 40% , stimano le associazioni, deve la “sua cessazione all'aggravarsi di problemi finanziari, a un forte indebitamento e all'usura". Vi è stata anche un'evoluzione nella figura dello strozzino, non più rappresentato dall'usuraio di quartiere, ma soppiantato da membri della criminalità organizzata e mafiosi.
A tal proposito Confesercenti e Sos stimano in 6 miliardi di euro annui l'introito dell'usura di mafia con circa 70mila persone coinvolte in prestiti con strozzini delle associazioni mafiose. Nel solo 2009 l'usura ha creato 120mila posti di lavoro in meno, con le mafie sempre più pronte ad impossessarsi delle imprese in difficoltà. Il sud Italia come sottolineato anche dalla Cgia di MestreCgia
di Mestre e da Contribuenti.it Contribuenti.it
nei rispettivi rapporti sul tema, è la zona dove il fenomeno dell'usura sembra aver trovato maggior prosperità, ma secondo Confesercenti e Sos Impresa, a rischio usura c'e' anche il Nord Italia.

 

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CRESCONO I DEBITI DELLE FAMIGLIE E LE SOFFERENZE TECNICHE, INCIDE IL PESO DEI MUTUI SULLA CASA

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bankitaliadebfam0709.gifAbbiamo visto ieri che l'indebitamento privato delle famiglie italiane è il più basso d'Europaindebitamento
privato delle famiglie italiane è il più basso d'Europa, con un'incidenza sul Pil molto inferiore (39%), rispetto a paesi come Francia, Germania ed Inghilterra. Ciò nonostante, i debiti delle famiglie hanno fatto registrare nell'ultimo anno (luglio 2009- luglio 2010) una forte crescita pari al 20,8%. A riferirlo è la Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico. I debiti delle famiglie sono cresciuti in valore assoluto di circa 100 miliardi, raggiungendo nel luglio di quest'anno i 579,4 miliardi di euro, contro i 479,7 miliardi del luglio scorso. La soglia dei 500 miliardi è stata sfondata già a febbraio di quest'anno (502,3 miliardi) dai 498,9 di gennaio 2010. La parte maggiore dei debiti contratti dalle famiglie, riguarda la spesa per abitazioni (mutui) che hanno raggiunto i 342,9 miliardi nel luglio 2010, contro i 270,1 miliardi dello stesso mese dello scorso anno (+26,9%).
In aumento anche le sofferenze tecniche, ovvero le quote di denaro che alla scadenza dei prestiti non entrano nelle casse delle banche e delle finanziarie, che si sono attestate a luglio a 70,061 miliardi di euro, contro i 50,582 miliardi dello scorso anno (+38,05%) e contro i 68,597 di giugno 2010(+2,1%). Aumento di quasi il 50% le sofferenze delle famiglie, passate dai 10,797 miliardi dello scorso anno a 15,780 miliardi di luglio 2010 (+46,15%)


LE REAZIONI DEI CONSUMATORI
FederconsumatoriFederconsumatori sottolinea come la situazione delle famiglie sia critica, in quanto non sono neanche più in grado di indebitarsi, a testimonianza di una forte caduta della fiducia nelle prospettive del Paese. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori su dati ABI, infatti, si registra una diminuzione sia del credito al consumo, in termini di erogazione (-11% nel 2009 e -5% nel 2010), sia per quanto riguarda la consistenza (scesa a 110 miliardi, rispetto ai precedenti 113 miliardi di fine 2009).

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USURA: SCADENZE FISCALI E PROBLEMI FINANZIARI STRINGONO IL SUD NELLA MORSA DEGLI STROZZINI

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usuracgia309.gifPoco più di una settimana fa abbiamo presentato il rapporto di Contribuenti.it, tenuto in occasione del convegno”Usura e Fisco” in cui emergeva come il sovra indebitamento delle famiglie del Sud sia cresciuto del 156,2% nell'ultimo anno, mentre l'Usura è aumentata del 117,6%indebitamento
delle famiglie del Sud sia cresciuto del 156,2% nell'ultimo anno,
mentre l'Usura è aumentata del 117,6%. L'occasione di tornare sull'argomento ci viene offerta dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato il grado di diffusione del fenomeno usura nel nostro Paese. L'associazione ha effettuato un'elaborazione in cui sono stati messi a confronto 8 indicatori rappresentavi di tutte le situazioni favorevoli alla diffusione dello strozzinaggio, dalla cui combinazione statistica è stato individuato l'indice del rischio usura.
Il principio di base è lo stesso utilizzato da Eurispes, nella sua indagine “L’usura: quando il “credito” è neroL’usura:
quando il “credito” è nero”, dove è stato realizzato un indice di rischio usura (IRU) a partire dall'analisi di quattro tipologie di variabili del contesto socio-economico. Anche se ovviamente la combinazione delle variabili è differente nei due studi.

Gli 8 indicatori presi in considerazione dalla Cgia di Mestre sono : la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito.
La scelta di questi indicatori deriva del desiderio, espresso dal segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, di dimensionare con maggiore fedeltà il fenomeno dell'Usura. Proporzionare l'usura o le estorsioni solo attraverso il numero di denunce, sarebbe stato molto limitativo, in quanto il fenomeno rimane per larga parte sommerso e ne sarebbe uscito un quadro approssimato. Il segretario della Cgia ha indicato tra le cause per le quali molti cadono nella rete degli strozzini, le scadenze fiscali che molti operatori economici non riescono a rispettare. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, la sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni, a spingere verso l'usura. Ovviamente la crisi economica e le difficoltà di accesso al credito tramite i canali classici sono condizioni che elevano il rischio del ricorso all'usura.

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ACQUISTI A RATE: CARTE REVOLVING NASCOSTE DIETRO IL TASSO ZERO E MANCANZA DI TRASPARENZA

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altroconcredicarterevol.gifA fine luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea, in tema di credito al consumo, contratti di finanziamento e obblighi informativi ai consumatoricredito
al consumo, contratti di finanziamento e obblighi informativi ai
consumatori. Queste norme che scatteranno a partire dal 2011, introdurranno nuove tutele e garanzie per i consumatori, migliorando la trasparenza sui costi e le condizioni contrattuali.
La situazione attuale, in attesa di queste norme, risulta molto confusa e sicuramente poco trasparente, anzi per dirla con le parole di Altroconsumo, “la trasparenza è ancora un optional”. L'associazione ha, infatti, condotto una delle sue celebri indagini, in quasi 300 (284) negozi di nove città italiane per valutare il rispetto della normativa sui contratti di finanziamento e scoprire cosa si cela dietro il mondo dei pagamenti a rate.
Altroconsumo ha raccolto ben 323 offerte di finanziamento per l'acquisto di elettrodomestici, mobili o attrezzi sportivi, nelle città di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona. Per quanto riguarda il Taeg, ovvero il tasso di di interesse annuo effettivo globale, quello che indica gli interessi complessivi del finanziamento, nel 63% dei casi gli addetti alla vendita hanno omesso di comunicarlo, mentre nel 39% delle situazioni hanno comunicato un dato errato. In più nei punti vendita sono stati consegnati solo 10 foglietti informativi sulla rateizzazione, come previsto dalla legge, mentre in tutti gli altri casi sono stati consegnati solamente volantini pubblicitari


I RISCHI DEL TASSO ZERO
Altroconsumo mette in guardia i consumatori su un rischio che si cela dietro il diffusissimo “tasso zero”. Secondo l'associazione molti contratti a interesse zero, nascondo una clausola di sottoscrizione di una carta revolving (vedi cosa sono le carte revolvingcosa
sono le carte revolving), che viene mascherata spesso come una comune carta fedeltà , obbligatoria per poter accedere al tasso zero. Chi la riceve spesso ignora che la carta ha una doppia linea di credito, quella a tasso zero nei negozi della catena e quella salatissima se usata al di fuori del circuito convenzionato. L'Associazione ha rilevato per le 12 carte fidalty revolving recuperate nell'inchiesta, un Taeg medio del 18,4%, con punte del 21,56%. In generale Altroconsumo rileva che anche se il tasso è davvero zero, se si paga a rate con la carta, spesso vengono comunque addebitati dei costi legati al canone annuo della carta o all’invio degli estratti conto. A tal proposito ricordiamo che la Banca d'Italia, lo scorso aprile era arrivata a bloccare l'emissione di nuove carte di credito America Expressbloccare
l'emissione di nuove carte di credito America Express per violazione delle normative sull'usura, il riciclaggio e la trasparenza. (il blocco aveva riguardato anche Fiditalia).

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IDENTIKIT DEI CLIENTI DELLE BANCHE: RELAZIONALE O TECNOLOGICO, MA SONO ANCORA TANTI GLI SCONOSCIUTI

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abirelazionaletecnologico.gifL'Abi ha pubblicato nei giorni scorsi i risultati di un'indagine sul rapporto tra le modalità di accesso alla banca e la tipologie di clientela. Secondo le rilevazioni ABI-GfK Eurisko i clienti più adulti e legati al territorio preferiscono recarsi in filiale o allo sportello Atm, mentre i più giovani e metropolitani optano per il web o il call center. Nello specifico i clienti che si interfacciano con l'universo bancario attraverso lo sportello vivono maggiormente nei piccoli centri, sono per lo più persone mature, la metà dei quali ha oltre 45 anni. L'identikit prosegue indicando per questa categoria un livello di istruzione medio e la preferenza, per la maggior parte, verso un solo istituto di credito. Questa tipologia di clienti cerca di sviluppare una “relazione” diretta con la banca, e con alcuni impiegati, di modo da poter aver una pronta risposta alle proprie esigenze. Il secondo profilo, invece, identifica principalmente clienti assidui di Internet banking, che nel 64% dei casi hanno meno di 44 anni e sono generalmente più istruiti ma non più ricchi. I membri di questo secondo gruppo, difficilmente non utilizzano lo sportello, tuttavia, a differenza del primo profilo, si caratterizzando per una maggior intercanalità. Ciò significa cercano di sfruttare e approfittare delle potenzialità fornite dalla tecnologia e messe a disposizione dalle banche, accedendo anche ai servizi di banca telefonica e a quelli di promozione finanziaria.
L'Abi sottolinea come negli ultimi cinque anni, sia aumentato il tasso di diffusione dell'intercanalità tra i clienti. Nello specifico dal 2005 al 2009, l'uso dell'internet banking è passato dal 12% dei clienti al 28% con un incremento del 133%. Ricordiamo che su Blogrisparmio abbiamo analizzato alcuni servizi di internet banking dei principali istituti di credito italiano, per chi fosse interessato può visualizzare le nostre schede a questo indirizzoquesto
indirizzo.

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FONDO SOLIDARIETÀ MUTUI PRIMA CASA: SOSPESE LE RATE PER 18 MESI PER I MUTUI SOTTO I 250MILA EURO

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mutuikiron.gifDal 2 settembre le famiglie italiane in difficoltà  avranno una possibilità in più per far fronte ai propri impegni economici, grazie al Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa. Il Decreto Ministeriale n. 132/2010, apparso nella gazzetta ufficiale n. 192/2010, introduce finalmente, nel nostro ordinamento questa misura che consente di sospendere la rata del mutuo prima casa. Sono passati due anni da quanto il fondo è stato approvato nella Finanziaria 2008 dall'allora Governo Prodi, tempo, in cui le condizioni economiche sono cambiate drammaticamente. Questa misura fu pensata per proteggere le famiglie dalla alta crescita dei valori dei tassi variabili (indicizzati Euribor, o Irs) che avevano fatto schizzare alle stelle le rate dei mutui, mentre attualmente la situazione è diametralmente opposta con i tassi ai minimi storici. D'altro canto la crisi economica ha ridotto i redditi disponibili delle famiglie redditi disponibili delle famiglie , per cui si può dire che l'introduzione del Fondo di Solidarietà, costituisce una boccata d'ossigeno per le famiglie. Le caratteristiche del fondo di Solidarietà ricalcano per certi versi, il Piano di sospensione dei mutui dell'Abi, che ha riscosso un grande successo tra i consumatorigrande
successo tra i consumatori con 24mila mutui sospesi, ma che, oltre ad essere su base volontaria (per le banche che possono anche non aderire) presenta alcuni limiti più stringenti.


CARATTERISTICHE FONDO SOLIDARIETÀ E CONFRONTO CON PIANO FAMIGLIE
Prima di descrivere le caratteristiche del fondo di solidarietà e confrontarle con quelle del piano famiglie, ricordiamo che quest'ultimo secondo gli accordi Abi-Consumatori prevedeva delle condizioni minime che poi potevano essere migliorate dagli istituti di credito. Condizioni base che secondo l'Abi sono state migliorate dal 64% delle Banche. In questo articolo confronteremo le condizioni del Fondo di Solidarietà con quelle base previste dal Piano Famiglie.
Il Fondo di Solidarietà permette di sospendere le rate del mutuo prima casa fino a 18 mesi, contro i 12 del piano famiglie dell'Abi. I mutui ammessi alla sospensione dal Fondo di Solidarietà sono quelli con importo massimo finanziato pari a 250mila euro, mentre il Piano Abi fissava il limite a 150mila euro. Le condizioni che permettono lo stop dei pagamenti sono pressochè analoghe:

  • perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato
  • termine del contratto di lavoro parasubordinato o assimilato, con assenza non inferiore a tre mesi di un nuovo rapporto di lavoro;
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di un componenti il nucleo familiare che sia percettore di reddito per almeno il 30% del reddito del nucleo familiare

Tuttavia il Fondo di Solidarietà non richiede che queste condizioni si verifichino nel corso del 2009-2010, come il Piano Abi. In Più l'accesso al fondo può essere richiesto anche per il pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare superiore a 5mila euro annui, o in caso di ristrutturazioni straordinarie sull'immobile sui cui è acceso il mutuo (sempre nel limite di 5mila euro). Essendo poi stato previsto in origine per arginare la crescita delle rate dei mutui variabili, il Fondo di solidarietà prevede la possibilità di sospensione anche se la rate (a tasso variabile) cresce significativamente.

 

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ANALISI DEI PRODOTTI FINANZIARI: SEI NUOVE TIPOLOGIE DI BUONI FRUTTIFERI DA POSTE ITALIANE

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buonifruttiferipostali0708.gifLa Cassa depositi e prestiti ha reso noto che sono disponibili presso tutti gli uffici postali italiani 6 nuovi tipi di buoni fruttiferi postali in cui i cittadini potranno investire i propri capitali; si tratta precisamente dei buoni P35, X03, M50, J03, D08, B70.
I buoni fruttiferi possono essere sottoscritti e rimborsati in qualsiasi ufficio delle Poste Italiane oppure comodamente online, senza alcun costo di commissione, tranne le normali spese di natura fiscale.
Il nuovo buono P35, chiamato anche buono BFPPremia, è un tipo di buono fruttifero indicato per gli investitori più esperti, che intendono custodire i propri capitali in tutta sicurezza e cogliere allo stesso tempo le opportunità di investimento offerte dalla crescita dei mercati azionari dell’area euro. P35 garantisce interessi annui pari allo 0,35%, al quale si aggiungono, a partire dal secondo anno, degli eventuali premi annuali che saranno pari al 4%, al 2,5%, al 3%, al 3,5%, al 4% ed al 4,5%; la durata dei buoni P35 è infatti di 7 anni. Questi premi saranno legati all’andamento dell’indice Dow Jones Euro Stoxx 50; l’investitore potrà usufruire dei premi annuali nel caso in cui questo indice registri una crescita di almeno il 20% per i primi due anni e di almeno il 10% per i cinque anni successivi. Nel caso in cui vengano riconosciuti tutti i premi previsti  tasso massimo di rendimento effettivo a scadenza (lordo) sarà pari a 3,14%, nel caso opposto (quello peggiore) invece sarà garantito l’interesse di base.
Il Buono Indicizzato a Scadenza alle Borse Europee - Serie X03: oltre al capitale investito e ad un interesse certo e definito all'emissione, prevede dopo cinque anni (ovvero alla scadenza) un premio aggiuntivo (eventuale) pari al 50% dell'incremento registrato nel periodo dall'indice azionario EURO STOXX 50.
Il buono serie M50 è invece una nuova forma di investimento dedicata ai minori di età, con una durata variabile ed un investimento finale leggermente superiore rispetto ad un buono ordinario di pari durata e pari data di sottoscrizione. Il buono serie J03 ha durata decennale, e garantisce il recupero dell’inflazione italiana maturata, dunque non risente dell’aumento del costo della vita, dal momento che il capitale si rivaluta in funzione dell’indice FOI (Famiglie di operai ed impiegati) elaborato dall’Istat.


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DALL'ABI DIECI CONSIGLI PER UN USO CORRETTO E SICURO DI BANCOMAT E CARTE DI CREDITO

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abicredipagbank.gifL'Abi ha pubblicato ieri un interessante decalogo per un uso corretto e sicuro delle carte di pagamento. Obiettivo dell'associazione è fornire dei consigli utili ai consumatori in un periodo dell'anno, molto caldo, anche per quanto riguarda i pagamenti elettronici. Secondo l'Abi, infatti, nella stagione estiva si assiste ad una diminuzione dei pagamenti in contanti, soprattutto in concomitanza con le vacanze. Solo quest'estate daranno effettuati, rileva l'associazione circa 260 milioni di prelievi (36% del totale) per un ammontare di 42 miliardi di euro, e 300 milioni di pagamenti (33%) per 19,5 miliardi. Il ricorso alla moneta elettronica è sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani che hanno trovato nelle carte prepagate: ricaricabili o “usa e getta”, nominative o al portatore, una buona soluzione che unisce comodità e sicurezza. Allo stesso modo la semplicità di queste carte fa si che siano adottate anche da coloro che non hanno un conto corrente o da chi preferisce non usare la propria carta di credito in giro per il mondo. Di seguito proponiamo i 10 consigli dell'ABI, i quali possono rivelarsi utili non solo nel periodo estivo, o in vacanza, ma costituiscono buone norme di comportamento per utilizzare in sicurezza gli strumenti di pagamento elettronici.


  • Per evitare i furti in vacanza è meglio non avere con sé troppo contante ma utilizzare Bancomat e carte di credito, oppure prelevare di volta in volta secondo necessità

  • E' bene ricordare, prima di partire di controllare la data di scadenza indicata sulla carta di credito ed eventuali limitazioni di spesa, per evitare di trovarsi con una carta poi inutilizzabile

  • E' necessario ricordarsi il Pin delle carte di pagamento (bancomat, prepagate) e di non appuntarlo vicino alla carta o da qualche altra parte riconoscibile

  • Agli sportelli bancomat va sempre prestata attenzione alla struttura, valutando che non di siano installazioni anomale sugli sportelli, applicata da chi ha in mente di clonarvi la carta. Per questa ragione è sempre meglio coprire la mano che digita il codice con l'altra.

 

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ABI: FINO AD ORA SOSPESI MUTUI A QUASI 24 MILA FAMIGLIE PER UN VALORE COMPLESSIVO DI 3,2 MILIARDI

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sospensioneabi020810.gifNella giornata di ieri l'Abi ha comunicato i dati aggiornati a giugno della sospensione delle rate dei mutuisospensione
delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà. Come abbiamo avuto modo di segnalare anche in passato, si tratta di una delle misure più efficaci che l'Associazione Bancaria abbia messo in atto per “difendere” le famiglie dagli effetti finanziari della crisi. I mutui rappresentano, infatti, uno degli impegni più pressanti per le famiglie, che negli ultimi 10 anni hanno chiesto al sistema bancario finanziamenti per un valore di 283 miliardi di euro, (dati Abi ad Aprile 2010). Secondo quanto comunicato dall'Abi, a fine giugno, sono stati sospesi mutui a circa 24 mila famiglie (23793), per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro. Ricordiamo che il dato precedente relativo ai mesi di Febbraio e Marzo 2010 recitava mutui sospesi a 10281 famiglie per un controvalore pari a 969 milioni di euromutui
sospesi a 10281 famiglie per un controvalore pari a 969 milioni di
euro. La maggioranza delle operazioni riguarda la sospensione dell'intera rata (nel 90% dei casi), dato in calo rispetto al precedente che riguardava il 93% delle domande. Le cause più frequenti circa la domanda di sospensione, invece , rimangono le medesime, ovvero la cassa integrazione e la mobilità, soprattutto per le richieste di sospensione senza ritardi nei pagamenti, mentre la cessazione del rapporto di lavoro subordinato è stata la causa più frequente addotta per coloro che risultavano già in ritardo con i pagamenti. Ricordiamo, infatti, che la sospensione dei mutui è valida anche per coloro che sono in ritardo con i pagamenti fino a sei mesi consecutivi (180 giorni). Le altre condizioni minime che davano (e danno) diritto alla sospensione per 12 mesi riguardano l'importo del mutuo, che non deve superare i 150mila euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e il reddito imponibile de clienti che non deve superare i 40 mila euro annui.

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CREDITO AL CONSUMO: AL VIA NUOVE NORME PER DIRITTO DI RECESSO, PUBBLICITÀ E RIMBORSO ANTICIPATO

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credconewdiretteuconmin.gifNelle scorse settimane abbiamo riferito dell'Audizione dell'Abi al Senato in merito allo schema legislativo recante attuazione della Direttiva 2008/48CE. In quell'occasione l'Abi presentò anche i dati relativi all'andamento del credito al consumo delle famiglieandamento
del credito al consumo delle famiglie, nello scorso anno e nell'ultimo decennio. Oggi torniamo sull'argomento per segnalare che il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea. Una prima mossa verso delle norme più favorevoli ai consumatori in materia di contratti di finanziamento. Le nuove norme si applicheranno a tutti i contratti di credito, esclusi i finanziamenti di importo complessivo sotto i 200 euro e oltre i 75mila. Vediamo ora in sintesi alcune delle possibili novità a favore dei Consumatori.


DIRITTO DI RECESSO
I consumatori avranno diritto ad un periodo di 14 giorni di calendario per recedere dal contratto di credito senza dover fornire alcuna motivazione. Questo periodo di tempo scatterà dal momento della conclusione del contratto o da quanto il consumatore ha ricevuto le condizioni contrattuali, se quest'ultimo è successivo al giorno della stipula. Esercitando il diritto di recesso il debitore dovrà pagare al creditore il capitale (se già erogato) e gli interessi dovuti su tale capitale dalla data di prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, non oltre 30 giorni di calendario dall'invio della notifica del recesso al creditore. Gli interessi saranno calcolati in base al tasso debitore pattuito, mentre il creditore non avrà diritto a nessun altro indennizzo, tranne eventuali spese non rimborsabili che il creditore ha dovuto pagare alla pubblica amministrazione. Per cui nessuna penale in caso di recesso, né spese di istruttoria gonfiate a dismisura.


RIMBORSO ANTICIPATO
Il consumatore ha pieno diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano al contratto di credito. In questo caso il debitore ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto. E' importante sottolineare che la direttiva prevede che in caso di rimborso anticipato spetti un indennizzo al creditore se il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso. Non può essere preteso nessun indennizzo per il rimborso anticipato, perciò se il rimborso ha luogo in un periodo per il quale il tasso debitore non è fisso.
Questo indennizzo, che nei contratti attuali viene definito comunemente “spese per estinzione anticipatapese per estinzione
anticipata ”, non potrà superare l'1% del capitale residuo rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno. Se il periodo non è superiore a un anno, l'indennizzo non può superare lo 0,5 % dell'importo del credito rimborsato in anticipo.

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GUIDA AI FINANZIAMENTI PER IL FOTOVOLTAICO: L'OFFERTA DI IWBANK

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iwbankprestitotovolt.gifIl prestito fotovoltaico di IWBank è un finanziamento destinato a coprire i costi legati all’installazione di pannelli fotovoltaici, rivolto principalmente a tutti i soggetti che hanno già presentato necessaria domanda di richiesta delle incentivazioni ministeriali del Conto Energia: il finanziamento è infatti collegato alla cessione del credito relativo, in funzione di garanzia.
Ricordiamo per chi avesse perso la notizia che dal 2011 il Conto Energia prpe:evedrà una riduzione di circa il 20% delle tariffe incentivantiConto
Energia prpe:evedrà una riduzione di circa il 20% delle tariffe
incentivanti.
Destinatari di tale intervento da parte dell’istituto di credito erogante sono tutte le persone fisiche che necessitino, per i fini di cui sopra, un importo non superiore ai 50 mila euro. La durata dell’operazione non può superare i 20 anni, nel rispetto delle condizioni contrattuali stabilite nei fogli informativi di prodotto.
Il tasso applicato al capitale erogato è esclusivamente fisso. Questo permetterà al cliente di IWBank di poter conoscere con certezza la struttura del piano di ammortamento del proprio prestito, che sarà caratterizzato da rate di importo costante nel tempo, invariabili rispetto all’evoluzione dei mercati finanziari e dei tradizionali parametri di indicizzazione.
Nello specifico il parametro di riferimento è costituito dal tasso Eurirs di durata del finanziamento richiesto, maggiorato del relativo spread di durata, arrotondato al centesimo superiore . Il tasso d’interesse applicato è così determinato: Eurirs 10 anni + spread 1.25%, Eurirs 15 anni + spread 1,75%, Eurirs 20 anni + spread 2.25%.
I tassi EurIrs di riferimento sono rilevati il giorno 20 di ogni mese, mentre il tasso Eurisi per ciascuna durata è pari alla media dei tassi rilevati nel periodo come stabilito dalla Federazione Bancaria Europea.

 

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