Giovedi, 23 Novembre 2017

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Viaggi

Vacanze di Pasqua: in Crescita le Prenotazioni Presso le Strutture Turistiche Del Nostro Paese

portofino1804.gifSecondo diverse fonti le prenotazioni turistiche per le prossime vacanze pasquali degli italiani, così come quelle già effettuate presso strutture ricettive italiane, sarebbero in leggero aumento. Tra le prime primeggiano le crociere, mentre in Italia si registrano trend positivi per agriturismi e per le strutture ricettive delle classiche località di mare.
Secondo Astoi, Associazione Tour Operator Italiani, l’Italia sarebbe una delle mete più gettonate dai turisti di tutto il mondo.
A favorire il buon numero di prenotazioni nelle strutture italiane è sicuramente la data avanzata in cui è giunta quest’anno la festività di Pasqua, anche se va sottolineato che la maggioranza di queste corrisponde a last minute ed altre offerte vantaggiose dal punto di vista del risparmio.
I numeri più importanti si sono registrati nelle classiche località di mare, quali quelle di Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. Molto bene anche Roma, luogo simbolo della cristianità e per la quale ha certamente influito in termini positivi anche la prossima beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, un evento atteso da tantissime persone in tutto il mondo.
Secondo Trivago, comparatore di prezzi turistico, l’Italia assieme alla Spagna è molto ricercata anche da Turisti europei, soprattutto inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e polacchi (quest’ultimi per via, appunto, soprattutto la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II).
Secondo Coldiretti quasi un italiano su dieci trascorrerà le sue vacanze in un agriturismo ed il trend positivo di questo tipo di struttura ricettiva è confermato da Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, che registra per quest’anno delle prenotazioni corrispondenti ad un giro d’affari complessivo di 150 milioni di euro.

 

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AUMENTANO DEL 3,5% LE IMPRESE TURISTICHE ATTIVE IN ITALIA, MA I BILANCI RESTANO ANCORA IN ROSSO

canalgrande2503.gifNei giorni scorsi abbiamo visto come secondo Federalberghi l'introduzione dell'Imu e della tassa di soggiorno si ripercuoteranno negativamente sul turismo italianointroduzione
dell'Imu e della tassa di soggiorno si ripercuoteranno negativamente
sul turismo italiano, facendo da un lato aumentare i costi di gestione e dell'altro facendo diminuire la presenza di turisti. In attesa di vedere se queste previsioni saranno rispettate, va constatato che il turismo in Italia sembra godere di buona salute, quantomeno dal lato dell'offerta. Secondo un'indagine di Unioncamere, infatti, nel 2010 le imprese del turismo attive in Italia sono aumentate di circa 13 mila unità rispetto al 2009 (il 3,5%) raggiungendo complessivamente le 383 mila unità. Il valore aggiunto complessivo ha raggiunto i 54,4 miliardi di euro, mentre i dipendenti impiegati nel settore sono pari al 6,5% di tutti gli occupati dell’industria e dei servizi (752 mila in totale).
In generale però nonostante i numeri confermino che il settore rappresenta un asset strategico, Unioncamere sottolinea come non si possano ignorare gli effetti della crisi del settore né tanto meno i mutamenti nelle preferenze di scelta dei consumatori verso le mete turistiche italiane. A risultare debole è sempre più la domanda interna, soprattutto quella connessa al settore balneare che rappresenta la punta di diamante dell'offerta. Mentre dall'altro lato si registra un rafforzamento della domanda internazionale, che nei
primi 11 mesi del 2010 è tornata a crescere, recuperando parte del terreno perso negli anni scorsi.
Per reagire alla crisi, evidenzia l’Osservatorio Unioncamere-Isnart, le strutture turistiche italiane hanno abbassato i prezzi del 10,3% rispetto al 2008. Il risultato è stato un maggiore afflusso soprattutto di stranieri che hanno trovato maggiore convenienza a venire in Italia, ma nel complesso insufficiente a tenere in pareggio i bilanci delle imprese, soprattutto di quelle che devono realizzare il fatturato annuale nei soli mesi estivi. A livello globale si è assistito perciò ad un calo del 2,1% dei risultati del sistema turistico nazionale. Dunque che fare ancora?

 

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IN CALO LE PRESENZE TURISTICHE NEGLI ALBERGHI, PAURA PER GLI EFFETTI DI IMU E TASSA DI SOGGIORNO

portofino2203.gifLe presenze negli alberghi italiani sono calate nello scorso anno dello 0,5% rispetto al 2009, raggiungendo complessivamente la quota di 254, 4 milioni. È questo uno dei dati emersi da un'indagine dell'Osservatorio Turistico-Alberghiero di Federalberghi, realizzata su un campione di 1100 strutture e presentata nel corso della sessantunesima Assemblea Generale Ordinaria.
Secondo Federalberghi le presenze dei clienti italiani sono diminuite dell'1,5% rispetto al 2009 (137,7 milioni in totale), mentre quelle degli stranieri sono aumentate dello 0,8% ( pari a 107,7 milioni). In generale, ad esclusione dei mesi di marzo (+1%) e di luglio (+3,1%), la domanda complessiva ha mostrato una perdita costante lungo tutto il corso dell'anno. Allo stesso modo la domanda dei clienti italiani, che è risultata  negativa complessivamente del 2,7%, (soprattutto nel mese di maggio -9,9%), ha fatto registrare anche dei valori positivi, specialmente ad  aprile (+4,4%) ed ottobre (+3,5%). La domanda degli italiani ha seguito le dinamiche degli anni scorsi, concentrandosi nei mesi estivi (giugno-settembre), periodo in cui si è registrato il 57,7% del totale e che vede in agosto il mese di punta massima (21,1%).
Per quanto riguarda gli stranieri, invece, la domanda si è distribuita su un periodo più ampio che va da aprile ad ottobre, con una somma di presenze pari al 76,6%, in special modo nei mesi più caldi dell'estate(luglio 14,7% e agosto 12,8%).
Negli scorsi dodici mesi le uniche tipologie turistiche che hanno fatto registrare un aumento della domanda sono state quelle delle località termali (+1,9%), dove la presenza di italiani e di stranieri è cresciuta rispettivamente dello 0,6% e del 4%. Per tutte le altre, invece, si è registrata una sfilza di risultati negativi: località montane -2,7% ( di cui italiani -2,6% e stranieri -2,8%), città d'affari -1,4%, (di cui -2,7% italiani e +2,6% stranieri), località lacuali -0,7% (di cui +2,3% italiani e -1,8% stranieri), città d’arte maggiore e minore -0,6% (di cui -1,8% italiani e +0,1% stranieri). Le località marine invece sono sostanzialmente stabili (-0,1% ), facendo registrare un calo dell'1% dei clienti italiani, ma un aumento del 2% di quelli stranieri.
Quanto alla nazionalità di provenienza dei turisti stranieri, nel periodo giugno-dicembre, la componente proveniente dal Regno Unito ha fatto registrare un aumento del 14,4%, seguita da quella giapponese (+8,9%), dagli americani (+5,6%) e dai tedeschi (+3,8%). In calo invece i turisti provenienti dal Canada (-6,2%) i francesi (-4,3%), ii belgi (-1,6%)  e gli austriaci (-1,2%)


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CON SEMPLICI REGOLE LE STRUTTURE TURISTICHE RISPARMIEREBBERO FINO A 200 MILA TONNELLATE DI CO2

coldirettivacanzeverdi010.gifLegambiente Turismo è l'etichetta che unisce, in nome della nota associazione ambientalista, una serie di strutture ricettive e turistiche che perseguono il compito di unire comfort e qualità al rispetto della natura e dell'ambiente.
Nei giorni scorsi Legambiente Turismo ha presentato un'interessante ricerca sui risparmi di risorse ottenuti nel 2010 dalle 426 strutture ricettive che aderiscono all'etichetta e che offrono complessivamente 62740 posti letto capaci di attirare 6,5 milioni presenze annue.
I dati presentati indicano che con misure semplici ma efficaci si possono produrre meno rifiuti e gas serra, risparmiare acqua ed energia. In concreto nel 2010 sono stati risparmiati :

  • 955.216 metri cubi d'acqua

  • 2394 Mwh di energia elettrica e gas metano per il riscaldamento dell'acqua
  • 2,3 Mwh di energia grazie all'installazione di lampadine ad alta efficienza.
  • 76 tonnellate di rifiuti di plastica
  • 3500 tonnellate l'anno di anidride carbonica (CO2).
Per quanto riguarda il risparmio di CO2 , l'indagine ha considerato che un quinto dei clienti ogni giorno abbia utilizzato le bici messe a disposizione percorrendo un tragitto di 9 km non utilizzando mezzi a motore. In più Legambiente Turismo ha stimato che 28 grammi di plastica producano 100 grammi di CO2 e che 1 kWh equivalga a 0,4332 Kg di CO2 .
Nell'indagine viene poi fatta una proiezione degli effetti delle buone pratiche di gestione adottate dalle aziende aderenti a Legambiente Turismo sulla totalità delle strutture ricettive italiane (per un totale di 400milioni di pernottamenti). Il risultato è piuttosto interessante con oltre 200 mila tonnellate di CO2 risparmiate ogni anno ed un grosso contributo alla battaglia contro l'effetto serra e i cambiamenti climatici.

 

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RAPPORTO BED AND BREAKFAST ITALIA: STABILI I PREZZI, CRESCE LA SENSIBILITÀ AMBIENTALE

bb0303.gifA tre anni di distanza dall'ultimo rapporto, il portale bed-and-breakfast.it ha voluto riproporre un sondaggio sulle strutture italiane che fanno parte di questo segmento dell'offerta turistica. L'indagine ha riguardato un campione di strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli borghi. Vediamo in sintesi cosa è emerso dall'indagine.
I bed and breakfast ( B&B) italiani secondo l'ultima indagine Istat (2009) sono pari a 20.437 unità, dato in linea con quanto rilevato dal portale che ha realizzato l'indagine. Il prezzo medio di una notte per persona, praticato dalle strutture italiane oscilla tra i 30 e 40 euro (75%), e risulta allineato con quanto rilevato nel 2007. Come già rilevato  dall'Istat per quanto riguarda gli agriturismiIstat
per quanto riguarda gli agriturismi,  anche i B&B risultano per lo più gestiti da donne. Nello specifico nel 2010 il 60,40% delle strutture viene gestito da donne, in crescita dal 57,7% del 2007. Quasi il 90% dei gestori possiede un titolo di istruzione superiore, tra cui il 27,84% risulta laureato. In crescita l'età media dei gestori, soprattutto nella fascia di età tra i 46 e i 65 anni (+10%) mentre diminuisce quella relativa alla fascia d'età 31-45 anni (-10%).
A livello territoriale più del 66% dei B&B italiani si distribuisce tra Nord e Centro Italia, con le regioni del Nord che hanno fatto registrare una crescita delle strutture del 4%, mentre quelle del Centro del 5%. Contestualmente diminuisce il numero di strutture presenti al Sud (-2%) e nelle Isole (-6%). Sono soprattutto i giovani under 40 a recarsi nei bed and breakfast (75% del totale), con l'85% degli ospiti ci si reca in coppia. Dal Nord arriva il 52,17% degli ospiti, segue il Sud con il 16,72%, l'estero con il 14,62% e il Centro con il 13,95%. Le strutture italiane sono amate soprattutto dai Tedeschi  (29,68%), e dai Francesi (22,85%), ma significativa è anche la presenza di ospiti provenienti da Stati Uniti e Canada, Australia e Portogallo. Da questo punto di vista risulta che il 45,71% dei gestori parla Inglese, il 26,35% parla Francese, il 10,69% Spagnolo e il 6,81% Tedesco. Permane comunque una quota del 7,13% dei gestori che non parla nessuna lingua straniera.
Per quanto riguarda la sensibilità ambientale più di 9 gestori su dieci (il 91,52%) si dichiara sensibile alla tematica ambientale.

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