Mercoledi, 19 Settembre 2018

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Alimentari: il Caro Carburanti Mette in Crisi Produttori e Famiglie, si Salva Solo la Spesa a Km 0


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Non c'è pace per il settore alimentare e per le tasche delle famiglie italiane. Infatti, il caro benzina tiene alti i prezzi alimentari, visto che i prodotti viaggiano su strada nell'85% dei casi, con la conseguenza che i consumatori devono ulteriormente contrarre i propri consumi. A riferirlo è la Cia, Confederazione italiana agricoltori, secondo cui dopo una flessione dei consumi alimentari pari allo 0,6% nel 2010, il primo trimestre dell'anno ha fatto segnare un ulteriore calo dello 0,5%. Il caro carburanti è per la Cia, il principale responsabile di questa impennata di rialzi che ha contraddistinto questi ultimi tempi.. Il tasso tendenziale degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) è cresciuto di un decimo di punto ad aprile arrivando al 2,3% su base annua. I prezzi dei prodotti lavorati risultano in crescita su base mensile dello 0,3% e su base annua dell'1,8%, mentre quelli dei prodotti non lavorati diminuiscono su base mensile (-0,5%), ma aumentano in maniera maggiore sull'anno (+2,9%).
Il risultato è quasi una dieta imposta per le famiglie italiane che rinunciano soprattutto al pane (meno 2,1%nel 2010), alla pasta (meno 1,8%, alla carne rossa (meno 4,6%) e al pesce (meno 2,9%), alla frutta (meno 1,8%) e anche al vino da tavola (meno 2,1%).
In una situazione del genere in cui i prezzi dei prodotti alimentari sono fortemente influenzati dal caro carburanti, l'unica forma di vendita che risulta in crescita è quella della spesa a km zerospesa a km zero . Secondo la Coldiretti, infatti, la spesa a km zero nei mercati degli agricoltori (di Campagna Amica Ndr) risulta in crescita del 28%. L'associazione sottolinea che i prodotti più acquistati in questa forma di vendita a filiera corta risultano essere la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi. Insomma molti dei prodotti a cui gli italiani sembrano aver rinunciato di più a causa dei rincari, sono proprio quelli che vanno per la maggiore nei mercati degli agricoltori a Km zero.


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Questo successo è il risultato di un mix di vari ingredienti, tra i quali la genuinità e il prezzo, garantito dal fatto che i prodotti sono del territorio e quindi non devono affrontare lunghi trasporti con mezzi inquinanti per arrivare dal consumatore.
In chiusura ricordiamo che sempre secondo la Cia, però, l'aumento dei prezzi dei carburanti sta mettendo in crisi anche molti produttori, con il gasolio agricolo che in pochi mesi  è passato da 50 centesimi a più di un euro al litro. La Cia sottolinea che questo incremento risulta insostenibile, visto che il gasolio viene utilizzato moltissimo in agricoltura, sia per l riscaldamento di serre e stalle , che per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. Soprattutto in questo periodo, contraddistinto dalle operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta.

 

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