Giovedi, 19 Luglio 2018

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LAST MINUTE MARKET L'AMMAZZA SPRECHI


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Qualche tempo fa mi sono occupato degli effetti dell'agricoltura intensivaeffetti dell'agricoltura intensiva sul nostro pianeta, in riferimento soprattutto alla realtà italiana. Ne era uscito un quadro poco rassicurante, nel quale gli agricoltori, schiacciati dalle forze contrattuali della grande distribuzione, erano quasi obbligati a coltivare ortaggi fuori stagione e a prediligere metodi di coltivazione industriali. In più il sistema creato dal mercato richiedeva una sovraproduzione con conseguenti forti sprechi di prodotti agricoli ed un pesante impatto ambientale. A questo genere di problemi l'agricoltura convenzionale non sa e probabilmente non vuole dare una risposta efficace, tuttavia esistono modelli alternativi di mercato che, seppur in scala ridotta, cercano di dare una risposta diversa alle regole del mercato. Tra questi ricordo i farmers marketfarmers market, mercati cittadini gestiti dagli stessi produttori, che risolvono egregiamente il problema del caro verdura, eliminando i tanti passaggi intermedi dal campo alla tavola e, al tempo stesso, restituiscono valore alla forza contrattuale degli stessi agricoltori.

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Una risposta concreta al sistema degli sprechi (non solo alimentari) la offre Last Minute Market, un ingegnoso meccanismo di reinserimento nel “mercato” di quelle risorse che il mercato scarta perché hanno esaurito il proprio valore commerciale. In parole povere il meccanismo consiste nel riallocare le merci invendibili, ma ancora idonee al consumo, presso nuovi soggetti per i quali queste merci costituiscono ancora bene primario di consumo. L'esempio classico riguarda gli scarti della filiera agroalimentare, ovvero i prodotti non vendibili perché magari di aspetto estetico non commerciale o perché prossimi alla scadenza, che vengono trasferiti ad enti no profit come le associazioni che si occupano delle persone in condizioni di disagio sociale. Il progetto nato all''università di Agraria di Bologna coinvolge diverse categorie di beni, dai prodotti agroalimentari, ai libri, passando per i prodotti ortofrutticoli, i farmaci e prodotti delle industrie sementiere. L'idea è quella di sottrarre ai meccanismi di mercato tutti quei prodotti di scarto che, diversamente, finirebbero in discarica con ulteriore dispendio di risorse e mezzi, in un sadico gioco all'insegna della rincorsa all'incremento del valore di beni e servizi (pil) a discapito del significato del valore di quei beni. Il sistema di Last Minute Market viene definito Win-Win, per l'appunto perché tutti gli attori che partecipano ne escono vincitori: le attività commerciali che donano i prodotti invenduti riducono i costi di smaltimento dei rifiuti e in più ottengono sgravi fiscali, le associazioni beneficianti risparmiano sul prezzo di acquisto dei beni e il pianeta intero, può tirare un piccolo sospiro di sollievo in più. Personalmente non riesco a pensare a nulla di più utile, geniale al tempo stesso semplice che riesca a coniugare esigenze ambientali economiche ed umanitarie come Last Minute Market, per cui invito chiunque passi di qua a fare un salto sul sito ufficialesito ufficiale per recuperare ulteriori informazioni.


CREDIT
Si ringrazia l'utente funadiumfunadium di flickr per l'immagine


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