Martedi, 21 Novembre 2017

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Le Riserve di Pesce Nei Mari Italiani Finiscono a Fine Aprile, Poi Solo Importazioni


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Secondo un recente rapporto del Plan Bleu, l'organismo del Programma ambiente mediterraneo delle Nazioni Unite (Unep/Map), il mediterraneo italiano è una risorsa da 9 Miliardi di Euro l'Annomediterraneo
italiano è una risorsa da 9 Miliardi di Euro l'Anno, più del doppio della Grecia o della Spagna.
Nonostante questa abbondanza di risorse l'elemento che sembra scarseggiare maggiormente è proprio il pesce. Infatti, secondo il rapporto Fish dependanceFish
dependance, curato dalla New economics foundation, l'ultimo pesce italiano è stato pescato il 30 aprile scorso, con la conseguenza che dal primo maggio il pesce presente sulle nostre tavole è importato.

Questo, rileva il rapporto è il risultato del prelievo sempre maggiore di ricchezze ittiche portato avanti nei mari europei, che ha contribuito ad aumentare il deficit alimentare. Gli stock ittici sono si una risorsa rinnovabile, tuttavia le modalità di prelievo del pesce sono tali da non permettere un efficace ripopolamento. Secondo il rapporto, infatti, il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati è sovrasfruttato. Per quanto riguarda l'Italia, il rapporto evidenzia che siamo l'11° Paese per consumo di pesce pro capite con 25,4 kg all'anno, 3,3 kg in più rispetto alla media Europea (dato 2007). Si tratta dello stesso valore di consumo di pesce del 1999 e dato il calo delle catture, il risultato è che il nostro Paese è costretto ad importarne il 37% di pesce in più rispetto ad un ventennio fa.
Nello specifico il consumo di pesce pro capite italiano è cresciuto dal 1961 al 2005 del 108%, il terzo tasso di crescita maggiore dopo Irlanda (217%) e Cipro (304%). Non per tutti comunque si è registrato un aumento cosi' considerevole, infatti Portogallo e Regno Unito hanno mantenuto costante i loro livelli di consumo nel periodo considerato.


CALENDARIO DI AUTOSUFFICIENZA

Per l'Europa a 27 autosufficienza alimentare per il pesce finisce il 2 luglio, per quella a 15 un giorno dopo. Dell'Italia abbiamo detto (il 30 aprile, come per la Repubblica Ceca), ma c'è anche chi fa peggio come Austria (15 Gennaio), Slovacchia (14 febbraio), Slovenia (27 febbraio), Romania (28 febbraio), Belgio (17 marzo), Malta (19 Marzo), Cipro (25 Marzo) e Portogallo (26 aprile).



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Ci sono paesi anche molto virtuosi come l'Irlanda, l'Estonia, la Lettonia e l'Olanda che riescono da arrivare alla fine dell'anno con ancora pesce a sufficienza o la Svezia che vede esaurirsi il Pesce il 30 di dicembre.
Tutti questi dati fanno riferimento al 2007 ed in generale mostrano un accorciamento dei tempi di autosufficienza alimentare per tutti i Paesi.
Per quanto riguarda l'Italia il limite di autosufficiente alimentare per il pesce è passato dal 29 giugno del 1990, al 22 giugno del 1995, al 24 mqaggio del 2000, al 5 maggio del 2005, è salito al 6 maggio nel 2006, per poi diminuire ancora nel 2007.


IL COMMENTO DI FEDERCOOPESCA-CONFCOOPERATIVE

Nel commentare questi dati Federcoopesca-Confcooperative ha sottolineato che rispetto al passato è diminuito il numero di pescatori e di barche ma non la disponibilità di prodotti in mare. E ciò è stato causato dalle politiche di dismissione dei pescherecci portata avanti dall’Unione europea, che hanno ridotto le possibilità di pesca per la flotta nazionale. In concreto dal 2003 al 2008 sono usciti dal settore più di 2.000 pescherecci, e questo ha comportato una riduzione del 18% delle catture.

 

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