Venerdi, 20 Luglio 2018

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SICUREZZA ALIMENTARE: ITALIA IN TESTA PER NUMERO DI SEGNALAZIONI AL SISTEMA DI ALLERTA COMUNITARIO


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Il sistema rapido di allerta comunitario (RASFF, Rapid Alert System for Food and Feed) è uno strumento che permette di notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi, istituito nel 1979 e a cui partecipano la Commissione Europea, l’EFSA e gli Stati membri dell'Unione.
Stando a quanto comunicato nel rapporto 2010, negli scorsi 12 mesi sono state trasmesse ben 3291 notifiche attraverso il Sistema di allerta rapido comunitario, il 2,71% in più del 2009 (3204 notifiche). Di queste notifiche 2873 (l'87,3%) hanno riguardato l'alimentazione umana, in aumento rispetto alle 2813 del 2009 (+2,13%), 190 (il 5,77%) l'alimentazione animale (201 nell’anno 2009) e 229 (il 6,93%) la migrazione materiali a venire a contatto con gli alimenti. La Commissione ha inoltre trasmesso 62 news, seguite da 129 follow-up. Anche il numero delle news è aumentato rispetto allo scorso anno (42).
Per quanto riguarda il numero di segnalazioni inviate alla Commissione Europea, il nostro Paese si conferma al primo posto con 548 notifiche (pari al 16.7%), seguito dalla Germania (400 notifiche) dalla Gran Bretagna (326), dalla Spagna (284), dall'Olanda (214) e dalla Francia (170). Dati che dimostrano come il nostro Paese risulti in prima linea nell'attività di controllo sul territorio nazionale, anche se da alcune regioni non è pervenuta alcuna notifica (Basilicata, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano ) . Dall'altra parte il maggior numero di notifiche si è registrato in Emilia Romagna (28), Lombardia (27) e Veneto (24).
Per quanto riguarda l’origine, i prodotti nazionali risultati irregolari sono stati 113. Pertanto l’Italia risulta il quarto Paese Comunitario per numero di notifiche ricevute dopo Germania, Spagna e la Francia e il decimo a livello internazionale. Gli stati che hanno ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non regolari sono risultati la Cina (418), l’India (250), la Turchia (248) e l’Argentina (160).
Per quanto concerne le 113 notifiche riguardanti i prodotti nazionali, la maggior parte ha riguardato i prodotti della pesca (26 notifiche), seguiti da frutta e verdura (13) e dalla carne (escluso pollame) con 12 notifiche.


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Le maggiori irregolarità riscontrate nei prodotti italiani hanno riguardato contaminazioni microbiologiche (47), 8 sono statele notifiche per il riscontro di micotossine (8 notifiche), mentre 12 quelle relative ai casi di colorazione anomala nei formaggi, di allergeni non dichiarati in etichetta e di corpi estranei.
Per quanto riguarda gli aspetti microbiologici, la maggior parte delle notifiche ha riguardato la presenza di Salmonella (19 segnalazioni) e di Listeria (7 notifiche), seguite da E. Coli con 5 segnalazioni.
La Salmonella è stata riscontrata in diverse tipologie di alimenti, compresi i prodotti per l’alimentazione animale (soprattutto nella carne ad esclusione del pollame).
Il rapporto infine evidenzia la presenzia di alcune criticità, a livello regionale, nella gestione del sistema di allerta. Infatti la tracciabilità non è risultata, a volte, efficace comportando un rallentamento nella rintracciabilità, nelle indagini e negli interventi mirati (ritiro, richiamo). In molti casi si registra lentezza nei flussi di comunicazione da parte di alcuni Assessorati, in particolare per quanto riguarda le liste di distribuzione dei prodotti contaminati e la completezza delle informazioni relativamente alla compilazione delle schede di notifica.

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