Giovedi, 21 Giugno 2018

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MILLEPROROGHE: AL VIA LA LIBERALIZZAZIONE DEL WI-FI, NELLA SPERANZA DI UNA RIDUZIONE DEI COSTI


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Col decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministridecreto
Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi se ne va in soffitta una delle leggi più discusse degli ultimi anni: la legge Pisanu sugli hotspot wi-fi. Dal primo gennaio, infatti, gli esercenti non dovranno più identificare gli utenti che si connettono ad un hotspot pubblico, (niente più obbligo perciò di presentare la carta di identità o di autenticarsi via sms). Rimane solo in vigore per un ulteriore anno, l'obbligo di richiesta di licenza al Questore per gli internet point (sia wi-fi che non) che forniscono l'accesso ad internet come attività principale. Perciò sono esclusi quelli che forniscono accesso in via accessoria, come bar, ristoranti, hotel etc etc.
Si tratta di un passo indietro importante del Governo che permetterà al Wi-fi di fare un enorme passo avanti, visto che la burocrazia imposta dalla legge Pisanu era per molti, il vero ostacolo alla diffusione di internet nei luoghi pubblici in Italia. Del resto dal confronto con la vicina Francia emerge che il numero di hotspot wi-fi in Italia è inferiore ad un quarto di quelli francesi e la colpa di qualcuno sarà.
Su questo tema è intervenuta anche l'associazione Altroconsumo che ha indagato sui costi della navigazione nei luoghi pubblici.
Altroconsumo
Altroconsumo
esprime speranza sul fatto che questa liberalizzazione del wi-fi, sollecitata dalla stessa associazione, possa consentire di sbloccare la posizione sulla quale si sono arroccate le compagnie operanti nel settore. Ovviamente c'è una bella differenza tra wi-fi libero e wi-fi gratis, ma lo sviluppo di reti municipali wireless potrebbe avere un effetto calmierante sui prezzi, rendono più nitido il sogno di un accesso più democratico alla rete. Attualmente, infatti, rimangono pochi gli esempi pubblici di reti wi-fi e collegarsi senza fili ad internet può trasformarsi in un salasso, perché le tariffe dei principali operatori sul mercato dei wifi sono elevate, soprattutto se si utilizza la rete degli hotspot.
Gli operatori presenti sul mercato dei wi-fi con una propria rete di hotspot sono tre: Telecom Italia, Vodafone e Linkem, a cui Altroconsumo ha fatto i conti in tasca. Ad esempio Telecom utilizza la soluzione delle carte prepagate in quattro formati: 1 ora (3 euro), 5 ore (5 euro), 24 ore (15 euro), 7 giorni (40 euro).


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Linkem prevede un costi di 6,50 euro all'ora, con un pacchetto che costa però 25 euro, mentre per quello di 25 ore si spendono 50 euro. Infine un'ora di connessione tramite hotspot con Vodafone costa 6 euro, 3 euro anticipati per sessioni della durata di 30 minuti l'una. Si tratta, rivela Altroconsumo, di costi elevati che non hanno subito variazioni (al ribasso) negli ultimi tre anni, anzi Vodafone è passata dai 4,80 euro del 2007 ai 6 euro odierni. Costi che rendono la navigazione tramite hotspot un ripiego di emergenza, come ad esempio negli aeroporti o in hotel, mentre la forma di connessione più diffusa rimane quella da rete telefonica mobile, il cui costo è sicuramente più economico. Per esempio Tim permette di navigare 40 ore in un mese con 9 euro, mentre con Wind allo stesso prezzo (tariffa Mega Ore) le ore diventano 50. Ovviamente alla differenza di prezzo corrisponde anche una differenza nella velocità di navigazione che tramite gli hotspot risulta molto maggiore e stabile, rispetto a quella da rete mobile. Non resta che accodarci alla speranza di Altroconsumo, ovvero che la liberalizzazione possa accompagnarsi ad una riduzione dei prezzi per la navigazione wi-fi tramite hotspot

 

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Si ringrazia l'utente güneş in wonderlandgüneş
in wonderland di flickr per l'immagine


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