Sabato, 25 Novembre 2017

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Privacy a Rischio per Chi Utilizza Smartphone, Tablet e Cloud Computing


Garante Privacy, dati personali, cloud computing, smartphone, tablet
Si è tenuta a Roma la relazione annuale dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personalirelazione annuale dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, un'’occasione per evidenziare i punti più critici che hanno caratterizzato la tutela della privacy nel corso degli ultimi 12 mesi.
Il Presidente dell’Autorità, Francesco Pizzetti, ha posto l’'accento su diverse tematiche che meritano di essere disciplinate in maniera precisa ed approfondita, per garantire ai cittadini un'’adeguata riservatezza.
Secondo Pizzetti, una delle questioni più spinose per quanto riguarda la privacy è senza dubbio quella connessa all’'utilizzo di dispositivi di telefonia mobile di ultima generazione, ovvero smartphone e tablet.

Pizzetti dichiara di aver analizzato il modus operandi delle principali realtà del settore, ovvero Apple, Google, Nokia e Microsoft, rilevando come i dati emessi da questi dispositivi mobili siano spesso trasmessi al server, lasciando così diverse tracce relative agli utenti.
Il Presidente dell'’Autorità sottolinea dunque come questi dispositivi siano una grave minaccia per la riservatezza, spiegandone con una metafora il rischio potenziale: smartphone e tablet sarebbero come dei sassolini bianchi, che la persona semina per terra lasciando così tracce del suo passaggio, proprio come avveniva nella fiaba di Pollicino. Un Pollicino divenuto anche lui elettronico.
Non solo la geolocalizzazione, ma anche una vasta gamma di dati memorizzati in questi dispositivi sarebbe potenzialmente a rischio di “furto” da parte di soggetti terzi: rubriche, fotografie, annotazioni e informazioni di varia natura.
Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, dunque, sarebbe necessario anzitutto che le aziende di settore vigilassero maggiormente sui rischi a cui è esposta la riservatezza degli utenti. In più i consumatori andrebbero informati in maniera più precisa e dettagliata circa il funzionamento di tali dispositivi, in modo da scegliere in maniera ancor più responsabile in che modo gestire il trattamento dei propri dati personali.

Ciò è tanto più vero e necessario in Italia dove, secondo il Rapporto OFCOM la diffusione degli smartphone è assolutamente da record.
Nel corso della relazione si è discusso anche del cosiddetto Cloud Computing, un sistema di ultima generazione per la conservazione dei dati che consente ad imprese e pubbliche amministrazioni di economizzare nella gestione dei dati, ma che allo stesso tempo espone a dei rischi spesso sottovalutati.
Questi rischi sono direttamente connessi alla materialità dei server e vanno da quelli fisici, come ad esempio terremoti o incendi (come successo recentemente ad Aruba) a quelli legati a fenomeni di pirateria, non solo “informatica”, o ad atti di terrorismo o a rivoluzioni imprevedibili.
Altra tematica di grande importanza, che secondo Pizzetti meriterebbe una disciplina più rigida è inoltre quella riguardante la cronaca nera. Il Garante ha infatti rilevato che i media, televisione in primis, hanno speculato in maniera “ossessiva ed inaccettabile” su diversi episodi tragici che hanno purtroppo caratterizzato la cronaca nazionale, non rispettando assolutamente la privacy sia delle vittime che anche dei familiari e delle persone a loro vicine.
Sono queste, insomma, le principali tematiche su cui l’’'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha intenzione di muoversi per garantire ai cittadini una tutela della privacy più efficace. 

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