Venerdi, 24 Novembre 2017

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Case ed Immobili

Mercato Immobiliare: la Crisi Non È Passata e il Rischio di una Doppia Recessione Rimane Alto

immobili, crisi, recessioneGli effetti della crisi sul mercato immobiliare italiano sono stati meno gravi che in altri Paesi Europei, come ad esempio la Spagna, tuttavia è difficile affermare che: “il peggio sia passato”, in quanto il quadro risulta tuttora fragile e non si possono ancora escludere ricadute. Ad affermarlo è l'istituto di ricerca Nomisma nell'edizione 2011 del rapporto sul mercato immobiliare, presentato nei giorni scorsi a Roma.
Secondo Nomisma la spauracchio di una “doppia recessione” appare tutt'altro che scongiurato, soprattutto alla luce della perdurante debolezza della domanda interna e dalla percezione di rischiosità del contesto rispetto a quello internazionale. Sono insomma le condizioni economiche e sociali del nostro Paese a rendere il quadro ancora più incerto, a partire dalla debolezza della crescita economica , passando per il perso del debito pubblico e per l'instabilità politica.

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Immobili: un Quarto Del Valore Delle Abitazioni è in Mano al 5% Dei Proprietari Più Ricchi

mutuocasamoney1102.gifUn quarto del valore totale delle abitazioni in Italia è in mano al 5% dei proprietari più ricchi, mentre la metà dei più poveri possiede solo il 18,7% del valore complessivo. É questa una delle informazioni contenute nella terza edizione del rapporto “Gli immobili in Italia”, realizzato dall'Agenzia del Territorio, in collaborazione con il Dipartimento delle Finanze e la Sogei.
I dati fanno riferimento all'anno fiscale 2009 e testimoniano un aumento del valore della ricchezza del settore residenziale che passa dai 6244 miliardi di euro della scorsa rilevazionescorsa
rilevazione ai 6335 dell'edizione 2011 del rapporto (+1,45%). Tale valore che supera di 4 volte il Pil nazionale è per oltre il 90% riconducibile alle persone fisiche (5.721 miliardi), mentre la parte rimanente fa riferimento ad Enti e società. In generale gli immobili censiti risultano essere circa 59 milioni, per una rendita catastale attribuita di circa 33,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le famiglie, il rapporto evidenzia che il 79,1% dei nuclei familiari è proprietario dell'abitazione in cui risiede, valore in crescita di 5 punti percentuali rispetto alla rilevazione del rapporto 2010. La percentuale più alta di famiglie proprietarie si riscontra al Sud con l'85% dei nuclei familiari che risulta proprietario dell'abitazione in cui risiede, segue il Centro con il 79% e Nord con il 75,6%. Che la casa sia un bene difficilmente accessibile da parte dei giovani è testimoniato dal fatto che solo il 4% degli under 30 ha un immobile intestato.
Per quanto riguarda il mercato degli affitti, il rapporto evidenzia che solo il 9,6% degli immobili di proprietà delle persone fisiche risulta locato, un dato in calo rispetto al 10% dello scorso anno, pari a circa 140 mila unità abitative in meno. In aumento invece gli immobili a disposizione che passano dal 10% rilevato nel 2008 all'11,6% del 2009. In generale, sono quasi 2,6 milioni le abitazioni in affitto, mentre sono 4,5 milioni le persone fisiche titolari di un contratto di affitto. 

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Affitto in nero: se scoperto scatta per l'inquilino un taglio del canone medio del 70% per 4 anni

agevolfiscaaffi.gifNei giorni scorsi abbiamo visto come, secondo il rapporto finale stilato da uno dei quattro gruppi di lavoro della riforma fiscale, i proprietari di immobili dati in affitto nascondano ben l'83,7% del reddito Irpef83,7%
del reddito Irpef, pari in media a 17.824 euro a testa. Un dati incredibile che denuncia l'alto tasso di evasione fiscale nel settore immobiliare. Ma la situazione potrebbe presto cambiare, visti soprattutto i buoni risultati della stretta dell'Agenzia del Territorio sul fronte della case fantasmaAgenzia
del Territorio sul fronte della case fantasma. Ma non è tutto. Infatti, da domani entreranno in vigore le super sanzioni introdotte dal decreto sul federalismo municipalefederalismo municipale . In concreto chi verrà scoperto a percepire un affitto non dichiarato, dovrà riconoscere all'inquilino un canone inferiore fino al 90% rispetto ai valori di mercato, per quattro anni a partire dalla registrazione del nuovo contratto, rinnovabili di altri quattro.
L'idea alla base di questa misura è quella di riuscire a correggere il malcostume italiano di concedere gli affitti in nero, che coinvolge, secondo le stime più prudenti almeno 500 mila proprietari di immobili. Insomma un colpo deciso al portafoglio che potrebbe far perdere ai proprietari beccati anche diverse migliaia di euro nel computo complessivo dei quattro anni di contratto. Secondo i calcoli pubblicati oggi da “ilsole24ore” ad esempio un proprietario che affitta in nero un bilocale a Roma, ad un canone di mercato di 1200 euro mensili, una volta scoperto, vedrebbe il suo canone abbassarsi a 165 euro mensili. Un calo dell'86%, che comporta una perdita in quattro anni di 49.683 euro. Se si parla di un trilocale, affittato sempre a Roma ad un prezzo di mercato di 1500 euro, la perdita per il proprietario salirebbe a 54.182 euro, visto che il canone andrebbe a scendere a 371 euro mensili (-75% sul canone di mercato). Lo stesso dicasi a Milano dove però il canone di un bilocale affittato a 1100 euro mensili (canone di mercato) scenderebbe del 91% a 102 euro , per una perdita per il proprietario di 47.919 euro.
La misura media dello sconto concesso all'inquilino è del 70%, calcolata in base al triplo della rendita catastale rispetto al canone medio di mercato. 

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Agenzia del Territorio: Oltre 560 Mila le Case Fantasma Accertate

marenostrum010.gifL'Agenzia del Territorio ha reso noto in una conferenza i primi numeri relativi alla situazione di regolarizzazione delle cosiddette case fantasma, ovvero quelle che non risultano negli archivi catastali. Questa campagna che ha l'obiettivo di combattere l'evasione fiscale sul fronte immobiliare, si è fatta più aspra dal 1 luglio dello scorso anno, quando è diventata obbligatorio l'indicazione dei dati catastali degli immobili nella richiesta di registrazione dei contratti di affittoregistrazione
dei contratti di affitto (prevista dalla scorsa manovra economicamanovra
economica).
Secondo quanto dichiarato dall'Agenzia del territorio, la ricerca di questi immobili fantasma è stata svolta attraverso un innovativo processo di fotoidentifazione, basato sulla sovrapposizione di ortofoto aeree ad alta risoluzione e cartografia catastale. Così è stato possibile vedere quali costruzioni sono assenti dalle carte catastali e attivare le relative verifiche.
Nello specifico sono state scoperte 2.228.143 case fantasma su altrettante particelle del catasto terreni (ovvero appezzamenti di terreno con edi­fici). Tra queste 1.065.484, (il 47,1%) sono state già sottoposte ad accertamento, con i seguenti risultati:

  • 492.981, ovvero il 46,2% di quelle sottoposte a verifica, non sono soggette a registrazione (perché, ad esempio, non terminate, o ruderi)

  • 560.837 sono state identificate come unità immobiliari urbane (e non rurali), la cui regolarizzazione ha portato a un incremento di rendita catastale pari a 415.500.148 euro. (l’1,2% della rendita nazionale)

Sono attualmente in corso le operazioni di verifica necessarie per le altre unità immobiliari che ancora non sono state analizzate. Specificatamente ciò consiste in sopralluoghi e foto per determinare classe, categoria, destinazione delle costruzioni che non risultano presenti nella banca dati del catasto.

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UIL: l'Incidenza Dei Costi Abitativi Sul Reddito Delle Famiglie è Troppo Alta

uilrapporto2805.gifLa Uil ha presentato recentemente il 6° rapporto “Famiglia-Casa-reddito” in cui vengono analizzate queste tre “variabili” nella società italiana, prendendo in riferimento e confrontando l'andamento dei prezzi delle abitazioni nei due semestri del 2010, in alcuni capoluoghi di provincia italiani. Nell'analisi sono state considerate quattro famiglie tipo, composta ognuna da 4 membri ma con diversi livelli di reddito che si rapportano ai costi di affitto e di acquisto di un appartamento di 70 mq.
Secondo quanto afferma il segretario confederale della Uil , Guglielmo Loy, il disagio abitativo è cresciuto nel tempo, soprattutto a causa della crescita dell'incidenza dei costi abitativi sul reddito delle famiglie italiane. Questo disagio abitativo deriva secondo la Uil, dall'azione congiunta di tre fattori:

  • lo stress economico, derivante dal costo di accesso alla casa e dal suo mantenimento;
  • l’inadeguatezza dello spazio abitativo, determinata da problemi di sovraffollamento;
  • l’inidoneità abitativa, risultante dal livello di dotazioni fondamentali dell’alloggio;

che insieme, rendono l’alloggio insoddisfacente rispetto alle esigenze familiari.
Per quanto riguarda i valori di locazione l'indagine ha rilevato una generale diminuzione su gran parte del territorio. In testa troviamo Aosta con una diminuzione del 22%, seguita Roma con -19,3%, Venezia con -17,2%, Torino con -15%, Milano con –14,2% e Palermo con -11,9%. Diminuzione sotto il 10% per Ancona (-8,4%), Firenze (-7,7%), Bologna (-7,6%), Napoli (7,4%), Campobasso (-6,7%); Bari (- 6%), Trento con (-4,7%), Genova (-4,2%), Cagliari (-3,1%). Potenza (-1,9%) e Trieste (-1,8%). In controtendenza vi sono invece Catanzaro con un aumento del 7,4%, Perugia con il +3,3% e Bolzano con +1,1%.
Nonostante questa diminuzione generalizzata ed in alcuni casi anche sensibile, i canoni di affitto rimangono troppo onerosi per le famiglie, con in media un costo di 613,78 euro per un appartamento di 70 mq (dato nazionale). 

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