Sabato, 25 Novembre 2017

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ACQUISTI ONLINE: LE TUTELE PER I CONSUMATORI CHE ACQUISTANO DA SITI WEB ESTERI


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Il mercato dell’e-commerce è sempre più vivo; il numero di navigatori che acquistano direttamente in rete con pagamenti online è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica. Secondo una recente indagine di Visa Europerecente
indagine di Visa Europe, proprio sugli effetti della crisi sui consumi, il 26% dei consumatori ha dichiarato di acquistare maggiormente online, mentre il 65% di fare ricerche su internet prima di effettuare un acquisto. Ricordiamo anche che recentemente ci siamo occupati delle norme del Codice di Consumo che riguardano il Difetto di conformità e la garanzia legaleDifetto
di conformità e  la garanzia  legale, spiegando che tra le tipologie di vendita tutelate vi sono anche quella online e gli acquisti in promozione.
Oggi vogliamo parlare di un argomento particolarmente delicato, ovvero l’acquisto online da siti web stranieri, in particolare quelli collocati su server di paesi non appartenenti all’Unione Europea, in cui vige una certa unità dal punto di vista dei diritti del consumatore.

Come ben sappiamo, internet è il “non luogo” per eccellenza, dunque stabilire a quale nazione si deve fare riferimento, e di conseguenza quali diritti possono essere fatti valere, non è affatto semplice. La disciplina relativa al diritto del consumatore che acquista da siti web esteri è infatti molto delicata.


UN’IMPORTANTE DIFFERENZA: L’ACQUISTO TRA IMPRESE E TRA CONSUMATORE A IMPRESA
Nell’analizzare questa tematica piuttosto complessa c’è anzitutto da distinguere due differenti casistiche di acquisto online da siti web stranieri:

  • acquisto tra imprese
  • acquisto tra consumatore privato ad impresa

Nel primo caso, dunque nei rapporti commerciali tra imprese a mezzo web, di norma le controversie insorte vengono risolte dall’arbitrato piuttosto che dal foro, dal momento che l’arbitrato consente di risolvere le cause in maniera molto più rapida. Si farà riferimento in questo caso al diritto privato internazionale, anche se spesso le parti in causa che scelgono prima del contratto a quale legge fare riferimento.
Negli acquisti online da siti esteri da parte dei consumatori, invece, le normativa di riferimento sono la disciplina europea del commercio elettronico, il Regolamento CE 44/2001 e dalla Convenzione di Roma 19 giugno 1980.
Ciò è valido, per tutti gli utenti appartenenti alla Comunità Europea, mentre i cittadini extracomunitari dovranno fare ricorso alle leggi del diritto internazionale privato



IL CONSUMATORE PUO’ APPELLARSI ALLO STATO ITALIANO PER UNA CONTROVERSIA CONTRO UN SITO DI E-COMMERCE ESTERO ALLA COMUNITA’ EUROPEA?
Il cittadino italiano che pone in essere un acquisto sul web con un sito esterno alla Comunità Europea (esempio che acquista dagli Stati Uniti), può rivolgersi, sia allo Stato Italiano nel caso in cui intendesse avviare una causa, sia allo Stato in cui risiede l'impresa da cui ha effettuato l'acquisto (Regolamento CE 44/2001 ).
È bene sapere che qualora la controparte del consumatore, non possieda alcuna sede o succursale presso uno Stato membro, risulta effettivamente esterna al diritto Europeo, in caso contrario potrà essere considerato come appartenente ad una società Comunitaria.
Il consumatore, essendo la parte debole del contratto, potrà scegliere tra i vari fori concorrenti, quello che risulta essere più vantaggioso, anche corrispondente con il proprio domicilio. Questo anche se il contratto di compravendita prevede unilateralmente altri fori, perchè il Regolamento CE 44/2001 prevede che le clausole che determinano un foro svantaggioso sono da considerarsi nulle perchè ritenute vessatorie


 


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GLI OBBLIGHI PER LA SOCIETA’ CHE PROPONE L’ACQUISTO
E’ ovviamente molto utile ricordare che la società che propone l’acquisto online deve necessariamente rispettare una serie di obblighi pre-negoziali, in assenza dei quali il contratto può definirsi viziato da patologia.
L’art. 12 D.Lgs. n. 70/2003 evidenzia infatti che tutte le informazioni per il consumatore devono essere fornite “in modo chiaro, comprensibile, inequivocabile”, ovviamente prima che l’acquisto si concluda. La società deve dunque necessariamente fornire al potenziale cliente tutti i seguenti dettagli:

  • La descrizione delle varie fasi tecniche attraverso cui sarà effettuato l’acquisto.

  • Il modo con cui sarà archiviato il contratto e come si potrà procedere per riesaminarlo.
  • I mezzi tecnici attraverso cui modificare i dati inseriti prima di inviare l’ordine online.
  • I codici di condotta a cui aderisce il prestatore del servizio e le modalità per accedervi in maniera telematica.
  • Le lingue disponibili per chiudere il contratto .
  • L’indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.

Sarà fondamentale, dunque, prestare massima attenzione a questi aspetti prima di concludere un acquisto online, ed eventualmente anche ad acquisto concluso, nel caso in cui si volessero intraprendere delle azioni legali.

 

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CREDIT
Si ringrazia l'utente alles-schlumpfalles-schlumpf di flickr per l'immagine


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