Venerdi, 28 Luglio 2017

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ALCOL: IL CONSUMO A RISCHIO RIGUARDA 8 MILIONI DI ITALIANI, PERICOLO BRIDGE DRINKING PER I GIOVANI


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Nei giorni scorsi abbiamo visto come secondo il rapporto “Global status report on alcohol and health 2011” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno, il consumo eccessivo di alcol porti alla morte, tra cui 320mila sono giovani under 30ogni
anno, il consumo eccessivo di alcol porti alla  morte, tra cui
320mila sono  giovani under 30. Oggi torniamo sull'argomento per presentare i risultati della settima “Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcolRelazione
al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol”, inviata dal Ministero della Salute ai presidenti di Camera e Senato.
Secondo il rapporto il consumo di alcol considerato a rischio riguarda il 15,8% della popolazione al di sopra degli 11 anni,  per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone. Tra questi in particolare circa 475 mila sono minori (il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze al di sotto dei 16 anni) mentre sfiorano i tre milioni gli anziani (il 44,7% dei maschi e l’ 11,3% delle femmine di oltre 65 anni), per i quali il consumo a rischio coincide prevalentemente con il consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante  i pasti.
In generale si evidenzia un progressivo allontanamento del nostro Paese da quello che è il tradizionale modello di consumo mediterraneo. In particolare è in aumento la quota di coloro che consumano bevande alcoliche fuori dai pasti (soprattutto tra le donne) e il fenomeno del bridge drinking, ovvero del consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo. Questo fenomeno nel 2009 ha riguardato il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne e risulta piuttosto diffuso soprattutto nei giovani maschi di età compresa tra i 18-24 anni (21,6,1%) e tra gli adulti (sempre di sesso maschile) di 25-44 anni (17,4%). Il binge drinking però non è sconosciuto nemmeno alle donne, infatti, si riscontra nel 7,9% delle donne fra i 18 e i 24 anni, mentre appare più diffuso fra le giovanissime di 11-15 anni rispetto ai coetanei maschi.
La tipologia di consumo più a rischio tra i giovani riguarda l'assunzione di alcol fuori dai pasti, che ha coinvolto nel 2009 più di un terzo dei maschi (34,4%) e più di un quinto delle femmine (22,8%) di età  compresa fra gli  11 e i  25 anni. Poco dopo la maggior età la quota di assunzione di alcol dei giovani raggiunge la media della popolazione e la percezione della disponibilità di bevande alcoliche è tra i giovani italiani fra le più alte in Europa.


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Sul fronte delle patologie la relazione evidenzia che il 45,4% delle diagnosi ospedaliere di quelle totalmente alcolcorrelate riguarda persone di oltre 55 anni, ma risulta in aumento anche nella fascia di età inferiore (36- 55 anni).
La percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica si presenta in crescita da qualche anno in rapporto alle altre diagnosi di ricovero alcolcorrelato, passando dal 26,30% del 2000 al  35% del 2008 sul totale di tali diagnosi.
Risulta, inoltre, in continuo aumento il numero di alcoldipendenti in trattamento nei servizi pubblici, che nel 2008 ha raggiunto le 66.548 unità. Di questi poco più di uno su dieci (il 10,2%) risulta essere un giovane under 30.
Per quanto riguarda gli incidenti alla guida, il rapporto riporta che il 2,12% di tutte le cause di incidente stradale rilevate nel 2008, (5.920 casi), riguarda l’ebbrezza da alcol. Ricordiamo che però, se restringiamo il campo alla pirateria stradale, allora alcol (e droga) arrivano a pesare per quasi il 50% sul totale degli eventi.arrivano
a pesare per quasi il 50% sul totale degli eventi.
Tra i dati positivi il rapporto segnala la diminuzione dei consumi fuori pasto tra i maschi di 14-17 anni, la diminuzione degli atteggiamenti di tolleranza nei confronti dell’ubriachezza tra da i giovani studenti di 15-19 anni e il calo della quota di giovani studenti che si ubriacano. In più rimane minore la diffusione tra i nostri giovani, rispetto ai coetanei europei, di consumi a rischio quali i consumi frequenti, il binge drinking e le ubriacature

 

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