Lunedi, 16 Luglio 2018

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CALCOLO INFLAZIONE: AUMENTANO I SEGMENTI DI CONSUMO, LE PROVINCE ESAMINATE E SI MODIFICA IL PANIERE


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Da gennaio 2011 è cambiato il modo in cui gli indici dei prezzi al consumo vengono calcolati. Lo riferisce l'istat, che spiega come da quest'anno sia stato introdotto un più articolato schema di classificazione della spesa, che va a recepire la proposta di revisione della classificazione COICOP definita a livello europeo. Vediamo alcune delle principali modifiche.
Aumentano i segmenti di consumo dell'indice dei prezzi al consumo, che passano da 204 voci di prodotto a 319 e i comuni capoluogo di provincia che concorrono all'indagine (da 83 a 85). Tra questi ultimi rientra l'Aquila dopo due anni di interruzione a causa degli effetti del terremoto e Salerno, fa la sua comparsa invece Messina, mentre scompare Pesaro. La copertura della popolazione provinciale è pari all'86,7%. A livello regionale, in 10 regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Campania e Basilicata) la partecipazione dei comuni capoluogo di provincia è totale, mentre resta incompleta nelle altre, in particolare in Puglia (40,6%), Sardegna (53,7%) e Marche (65,2%). A livello di ripartizioni geografiche la copertura è totale nel Nord-Est, pari al 93,6% nel Nord- Ovest, all’83,2% nel Centro, al 77,0% nel Sud e al 74,4% nelle regioni insulari.
Nei comuni capoluogo considerati sono circa 42mila i punti vendita nei quali vengono rilevati i prezzi e 8400 le abitazioni oggetto di rilevazione dei canoni di affitto.
Da Gennaio 2010, nella struttura di ponderazione dell’indice NIC aumenta il peso relativo delle divisioni Trasporti, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione e Bevande alcoliche e tabacchi. Dall'altra parte cala il peso in termini assoluti della divisione a Mobili, articoli e servizi per la casa (-0,6 punti percentuali) e di quella relativa ad Abbigliamento e Calzature (-0,15 punti percentuali).
Considerando la struttura di ponderazione per tipologia di consumo, nel 2011 i pesi relativi ai beni scendono dal 56,9% al 56,3% mentre quelli relativi ai servizi passano dal 43,1% al 43,7% .
Cambia anche il paniere, che tra i 1377 prodotti che lo compongono, aggregati in 591 posizioni (contro le 521 del 2010), comprende ora anche Tablet PC, Ingresso ai parchi nazionali, ai giardini zoologici e botanici, Servizi di trasporto extraurbano multimodale integrato, Fast food etnico e Salmone affumicato. Scompare, invece dall'elenco delle posizioni il Noleggio DVD.
Queste variazioni riflettono i cambiamenti dei consumi delle famiglie in relazione sia all’evoluzione dei comportamenti (è il caso ad esempio dell’introduzione del Fast food etnico) sia alle dinamiche dell’offerta, (è il caso ad esempio dell’ingresso del Tablet PC e dell’eliminazione del Noleggio DVD). Le nuove modifiche al paniere permettono, secondo l'Istat, una maggiore capacità di analisi delle dinamiche inflazionistiche in relazione a mutamenti del comportamento dei consumatori.



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I COMMENTI DEI CONSUMATORI
Ai presidenti di Federconsumatori e Adusbef (Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti) il nuovo paniere Istat fa sorgere molte perplessità. Le due associazioni si dichiarano perplesse sull'inserimento di prodotti come il Kebab e criticano l'introduzione nel paniere oggetti tecnologici molto costosi. Quest'ultimi infatti sono soggetti a riduzioni di prezzo (dovute ad obsolescenza tecnologica) che influenzeranno al ribasso il taso di inflazione. Secondo le associazioni tali prodotti dovrebbero rientrare nel paniere una volta superata una soglia minima di diffusione di almeno il 20% per non falsare il calcolo relativo all’inflazione.
Il Codacons, invece, punta il dito contro i pesi utilizzati dall'Istat nel paniere. Per l'associazione, infatti, l'Istat non ha tenuto conto dell'evoluzione che la crisi ha avuto nell'anno appena trascorso e che soprattutto ci si deve attendere nel 2011, La conseguenze è per l'associazione un calcolo sbagliato dell'inflazione per tutto il 2011.
Il Codacons fa riferimento soprattutto alla riduzione dei pesi dell'RC auto (dall'1,3085% all'1,2991%) e delle banche (Altri Servizi Finanziari, dallo 0,8595% allo 0,7351%). Sbagliato è per l'associazione anche il calo del peso dei prodotti alimentari, sceso dal 16,5324% al 16,2227%, perchè la diminuzione dello scorso anno è imputabile solo alla crisi e non ad una calo costante dei consumi.

[Via: IstatIstat ]

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