Martedi, 20 Novembre 2018

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DIGITALE TERRESTRE, GLI INCENTIVI STATALI E LA RISPOSTA DEI CONSUMATORI


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Negli ultimi tempi si sente molto parlare di digitale terreste. Pubblicità, telegiornali, spettacoli di piazza e campagne varie, infatti, ci stanno bombardando di informazioni sulla rivoluzione digitale e sul prossimo passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale. Lo switch off definitivo avverrà nel 2012, tuttavia da tempo è previsto un calendario ufficiale con tappe di avvicinamento a questa data. Questo passaggio graduale, denominato switch over, è stato previsto per agevolare i consumatori e rendere meno traumatico questo passaggio. Ma siamo sicuri che quanto messo a punto dalle istituzioni sia sufficiente per far si che questa “rivoluzione” sia compresa fino in fondo dai consumatori? A quanto pare, no. A Roma e nel Lazio, da martedì 16 giugno, Rai due e Rete quattro sono passate al digitale, tuttavia secondo l'associazione CODICI, “as 1 utente su 3 mancano le nozioni base necessarie, affinché il passaggio dall'analogico al digitale possa avvenire senza grandi difficoltà rilevando, inoltre, che buona parte delle telefonate proviene da over 65". Anche in Sardegna, dove le trasmissioni digitali hanno preso il via nell'ottobre 2008, non tutto è filato liscio come ha fatto notare in un comunicato Altroconsumo.

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I problemi principali, segnalati dalle associazioni dei consumatori, per questo passaggio al digitale, vertono su due tematiche fondamentali, quella informativa e quella economica. Le associazioni denunciano carenza di informazioni sia per ciò che riguarda la possibilità di incentivi statali (vedi box in basso) sia per ciò che riguarda, le diverse tipologie di decoder (non tutti idonei a visualizzare i contenuti premium) e i costi necessari al passaggio, senza dimenticare le modalità di utilizzo dei decoder (per nulla scontate, soprattutto per i più anziani). Informazioni scarse e spesso fuorvianti, come segnalato dal Codacons all'Antitrust (che ha aperto un'indagine) circa una pubblicità che poteva (o avrebbe potuto) dare  l'impressione che il passaggio al digitale sarebbe stato gratuito per i cittadini. Capitolo costi del passaggio. Qui le associazioni sono piuttosto unanime nel dichiarare che i costi di questo passaggio, che non consiste in una libera scelta dei cittadini, andrebbero tutti a carico dello stato, quantomeno per ciò che riguarda un decoder a famiglia. Già perché, come segnalato sempre da Codacons, le famiglie dovranno adeguare molto probabilmente più di un apparecchio per abitazione, con ulteriore aggravio di costi. In più, secondo alcune associazioni dei consumatori, ai costi di acquisto del decoder, andranno aggiunti i costi di uscita di un tecnico antennista, al fine di regolare adeguatamente il segnale di ricezione digitale dei canali. Insomma di fronte a questa nuova rivoluzione digitale, tanti sono dubbi ancora senza un risposta chiara. Per questo motivo, ho deciso di segnalare qualche piccola risorsa messa a disposizione dalle associazioni dei consumatori, come:

 

CONTRIBUTO STATALE PER L'ACQUISTO DEL DECODER

Hanno diritto al contributo statale di 50 euro tutti i cittadini dei comuni coinvolti nel passaggio alle trasmissioni digitali con le seguenti caratteristiche:

  • Età pari o superiore a 65 anni (da compiersi nel 2009)

  • In regola con il pagamento del canone tv

  • che abbiano dichiarato nel 2008 (redditi 2007) un reddito pari o inferiore a € 10.000

Il contributo di 50 euro è valido, in riduzione del prezzo complessivo al netto di ogni eventuale sconto commerciale, per l'acquisto di un un apparato idoneo a consentire la ricezione di segnali televisivi in tecnica digitale . Questo contributo non potrà essere corrisposto più una volta per ogni abbonato. Per ulteriori informazioni sulla documentazione da presentare per avere diritto allo sconto fate riferimento al sito istituzionale decoder.comunicazioni.it



CREDIT
Si ringrazia l'utente =PASqua=- di flickr per l'immagine


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