Lunedi, 16 Luglio 2018

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DONNE DEL PUBBLICO IMPIEGO: DAL 2012 IN PENSIONE A 65 ANNI


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Donne del Pubblico Impiego: dal 2012 in Pensione a 65 anni | Unione europea | Manovra Economica | Scuola |

L’età pensionabile per quanto riguarda i lavoratori nel pubblico impiego sarà ora equiparata tra uomini e donne; lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri, che ha innalzato il tetto d’età pensionabile per le donne a 65 anni, proprio come per i lavoratori di sesso maschile.
Il provvedimento è stato preso dal governo in virtù di una richiesta proveniente dall'Unione Europea ed entrerà in vigore a partire dal 2012; con ogni probabilità questa nuova normativa sarà inserita nel piano di risanamento dei conti pubblici. Il posticipo dell’età pensionabile femminile dai 61 ai 65 anni tratterrà al lavoro dal 2012 al 2017 ben 32.300 lavoratrici, delle quali un’ampia percentuale, ovvero 18.000 donne, hanno il loro impiego nella scuola. Tra l’anno 2012, per il quale è previsto l’avvio della nuova normativa, ed il 2019, si prevedono risparmi per le casse statali di ben 1,45 miliardi; non a caso questa proroga è considerata uno dei punti di maggiore importanza per il risanamento delle casse statali. Nel dettaglio questa misura, permetterà risparmi totali per 2 miliardi di euro, ma la cifra va depurata dei maggiori costi che il mantenimento al lavoro delle lavoratrici comporterà per le casse pubbliche. Vanno considerati infatti costi come il maggior importo degli stipendi rispetto agli assegni pensionistici, la maggior rivalutazione del tfr e i mancati risparmi del turn over nel pubblico impiego. Per quanto riguarda il 2011 potranno andare in pensione le donne con 61 anni, che però dovranno fare i conti con quanto previsto dalla recente manovra economica in fatto di slittamente delle finestre d'uscitamanovra
economica in fatto di slittamente delle finestre d'uscita.
Il vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Giuliano Cazzola ha spiegato che: “ la scelta meno drastica è quella di uno scalone il 1° gennaio 2012 da 61 a 65 anni. In questo modo le donne che maturano nel corso del 2011 i requisiti previsti (61 anni di età e 20 anni di servizio) potranno, se lo riterranno, andare in quiescenza. Se invece si prevedessero due scaglioni di due anni ciascuno (63 anni il 1° gennaio 2011 e 65 anni il 1° gennaio 2012) nessuna lavoratrice potrebbe uscire dal tunnel fino a conclusione del periodo”.


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La proroga del limite di età, è bene sottolinearlo, riguarda esclusivamente le lavoratrici impiegate nel settore pubblico, non sono previsti aumenti del limite d’età per tutte le donne che lavorano nel settore privato, proprio come ha assicurato il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
Il Ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, inoltre, ha dichiarato che i risparmi di cui lo Stato potrà godere grazie all’adesione a questa normativa imposta dall’Unione Europea saranno reinvestiti in politiche a favore delle donne e del nucleo familiare.
Il portavoce della vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding ha espresso parere positivo circa la normativa appena attuata in Italia, sottolineando come sia importante per due aspetti: per l’adeguamento, appunto, alle norme sulla pensione stabilite dall’Unione Europea ed anche per il risanamento dei conti economici dello Stato Italiano, che, al momento, non sono in una situazione florida.

 

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Si ringrazia l'utente dok1dok1 di flickr per l'immagine


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