Martedi, 21 Maggio 2019

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GIOCO D'AZZARDO: 54 MILIARDI DI EURO GIOCATI OGNI ANNO DAGLI ITALIANI,GRAVI RISCHI PER I PIÙ GIOVANI


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La passione degli italiani per il gioco d'azzardo sta assumendo sempre di più i contorni di  una vera e propria piaga sociale, con circa 29,2 milioni di persone che giocano per un fatturato annuo di 54,3 miliardi di euro (per il solo gioco legalizzato). La crisi economica ha poi aumentato il numero di coloro che giocano e anche quello delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse, cresciute del 13,6% nei primi otto mesi del 2010. A riferirlo è l'Associazione Contribuenti.itContribuenti.it che con lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del gioco d’azzardo. Secondo i dati diffusi, sono 7,1 milioni gli italiani che giocano con frequenza settimanale, con ogni giocatore che sottrae 1890 euro all'anno all'economia reale, per lasciarli sul tavolo da gioco. Purtroppo aumenta anche il numero di minorenni coinvolti nel gioco d'azzardo. Secondo uno studio condotto dall'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa (Ifc-Cnr) e riportato dal Codacons, infatti dal, dal 2008 al 2009, la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi è aumentata dal 40% al 47%. L'aumento maggiore è fra le ragazze, passate dal 29 al 36%, mentre i maschi passano invece dal 53 %al 57%. Tra questi studenti, nonostante i divieti imposti dalla legge, sono circa 550 mila i minorenni, corrispondenti al 43% dei minori scolarizzati. Tra i giochi maggiormente praticati dagli studenti troviamo: Gratta e vinci e lotterie istantanee (al 34%, in crescita dal 28% del 2008), scommesse sportive (17%), lotto e superenalotto (cresciuti dal 9 al 14%).
Secondo il South Oaks Gambling Screen Revised for Adolescents (Sogs-Ra), tra i ragazzi che hanno giocato denaro nell'ultimo anno, quelli che presentano un profilo di rischio assente sono il 67%, in calo del 3%, mentre aumentano quelli con un rischio basso (dal 19,6 al 22%), invariati invece quelli con rischio patologico (11%).
Contribuenti.it ritiene curioso il fatto che nel nostro Paese il consumo e l'abuso di alcol e droghe vengano visti come un problema sociale per la collettività e per la salute del singolo, mentre la dipendenza da gioco, sebbene a livello psichiatrico sia catalogata come una patologia, non venga riconosciuta dallo Stato. Probabilmente la motivazione va ricercata nel fatto che il gioco legalizzato porta enormi guadagni anche nelle casse dello Stato, soprattutto nei tempi di crisi, quando gli italiani sperano maggiormente di risolvere i propri problemi ricorrendo alla dea bendata. Secondo Contribuenti.it gli italiani sperano proprio in una scala reale o in una sestina vincente “per ottenere ciò che non gli è permesso nella vita reale”. Opinione, quest'ultima condivisa anche dal Codacons. Si tratta dunque, continua l'associazione dei contribuenti italiani, di una vera e propria tassazione legalizzata (la “tassazione degli imbecilli”), ovvero di un metodo per depauperare inconsapevolmente i contribuenti italiani, anche utilizzando lotterie “benefiche”.


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Per questi motivi Contribuenti.it chiede misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato, come la diminuzione l'offerta di lotterie, il divieto al gioco d'azzardo online e l'aumento della tassazione delle vincite per renderle meno appetibili.
Il presidente dell'associazione, Vittorio Carlomagno, ha sottolineato che “lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica e non quello di indurli a giocare al poker”. Per il rilancio dell'economia, accompagnando il Paese fuori dalla crisi, i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione, infatti, in canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino la prima fonte di entrate nelle casse statali.


LA BATTAGLIA ESTIVA DEL CODACONS
In chiusura segnaliamo che il CodaconsCodacons ha condotto una lunga campagna estiva, contro le modalità di presentazione del superenalotto da parte degli organi di informazione, che secondo l'associazione “illudevano” i consumatori, evitando di raccontare le scarse possibilità statistiche di vincere. Per questo motivo l'associazione ha denunciato all'Autorità delle Telecomunicazioni il comportamento delle redazioni giornalistiche di Rai, Mediaset e La7. La campagna del Codacons ha portato poi ad un incontro con i monopoli di Stato e Sisal sul tema proprio del Superenalotto e delle dipendenze da gioco.
L'incontro ha dato il via ad un tavolo di confronto per imporre ai gestori una maggiore e più corretta informazione su:

  • il numero delle probabilità di vincita per ciascun gioco

  • sui rischi connessi agli eccessi in tutti i giochi, anche quelli legali, esistenti sul mercato.

A queste proposte ha fatto seguito l'invito del Codacons e dei Monopoli di Stato affinchè i gestori evitino forme di pubblicità dei giochi che esaltano soltanto l'entità della vincita e i super jackpot, così come le pubblicità - di giochi a maggiore incidenza di ludopatia come il poker online o le slot machines.

   


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Si ringrazia l'utente Kevin LabiancoKevin
Labianco di flickr per l'immagine



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