Mercoledi, 19 Settembre 2018

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GLI ITALIANI E LA CRISI: CROLLA LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E RESTANO ALTI I TIMORI PER IL LAVORO


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Abbiamo visto ieri la fotografia dell'Istat relativa ai principali aggregati economici delle regionifotografia
dell'Istat relativa ai principali aggregati economici delle regioni, nel 2009, oggi cercheremo di capire che opinione hanno gli italiani sia rispetto della crisi, sia in relazione alla futura ripresa economica. Per rispondere a queste domande faremo affidamento al quarto rapporto su “Gli Italiani e la crisi” promosso da Confesercenti – Ispo. L'indagine rileva una preoccupazione ancora forte di fronte alla situazione economica e occupazionale, oltre ad una sostanziale sfiducia degli italiani nella componente politica, globalmente intesa e nelle istituzioni. Sia governo che opposizione, infatti, vedono scendere l'apprezzamento degli italiani, con solo il 23% che apprezza l'operato dell'esecutivo (in calo di 8 punti rispetto allo scorso anno) e l'11% degli intervistati che condivide l'operato dell'opposizione. Basso anche il consenso verso le forze sindacali che rimangono stabili con il 15% del consenso, come lo scorso anno, ma in discesa di 9 punti percentuali rispetto a febbraio 2010.
Non va meglio alle Associazioni delle Piccole e Medie imprese, che raccolgono un consenso del 20%, in discesa del 9% e le Banche che perdono cinque punti percentuali rispetto a febbraio, raggiungendo il 9%.
Il quadro che emerge è dunque di profonda sfiducia con la maggior parte degli italiani che non credono in una forte ripresa, previsione comunque confermata anche dalle stime dell'Ocseconfermata
anche dalle stime dell'Ocse per il nostro Paese.
Per Confesercenti le ricette per rilanciare lo sviluppo sono cinque: taglio coraggioso delle spese, meno pressione fiscale, investire in infrastrutture, autonomia energetica, lotta alla criminalità. L'associazione suggerisce che vengano bloccati gli aumenti delle addizionali del prossimo anno, di modo da evitare una nuova gelati per l'economia e per i consumi. Sarebbe necessario, invece, tagliare gli sprechi e le spesi inutili, mettendo in programma una riduzione del peso delle imposte nei confronti di imprese, dipendenti e pensionati.
Secondo il rapporto gli italiani ritengono che il periodo peggiore delle crisi sia coinciso con la primavera del 2010. Rimane tuttavia altissimo il numero di italiani molto o abbastanza preoccupati per la situazione economia italiana, pari al 93% del campione. A livello territoriale risultano maggiormente preoccupati i cittadini del Centro e del Sud, con percentuali del 94% e del 95%, mentre risultano in leggero calo le percentuali al nord ovest (dal 92% al 91%) e al nord est (dal 94% al 90%).
A livello prospettico le speranze degli italiani si concentrano sul 2011, con il 56% del campione che ipotizza una situazione economica positiva. La percentuale dei pessimisti si assesta al 42%, di cui il 20% ipotizza un futuro più nero che grigio. A livello territoriale solo il Nord Ovest è scettico sulla ripresa nel 2011, con un calo del 4% (dal 44% al 40%) delle attese positive, cresce invece la percentuale del Nord Est di 10 punti (dal 37% al 47%) e quella di Centro e Sud (in entrambe le aree +7%).
Attese positive anche sul fronte del lavoro, con la perdita del lavoro attestata (nelle attese) al 16%, in diminuzione di 2 punti percentuali rispetto a maggio di quest'anno, così come le prospettive sulla cassa integrazione che “indietreggia” di tre punti percentuali dal 14% all’11%.


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In ogni caso una famiglia su cinque rimane direttamente coinvolta dalla crisi anche se in termini percentuali si passa dal 23% di maggio al 21% di settembre. Ricordiamo che comunque secondo le previsioni della Cgil, i livelli di occupazione pre crisi verranno recuperati non prima del 2017livelli
di occupazione pre crisi verranno recuperati non prima del 2017.
In ogni caso il lavoro risulta tra le prime preoccupazioni degli italiani, con il 61% che dichiara di essere molto o abbastanza preoccupato e il 31% (in crescita di tre punti percentuali) che sostiene di essere molto allarmato. Tra i più preoccupati Confesercenti segnala imprenditori, dirigenti e liberi professionisti ma anche lavoratori dipendenti dalla basse qualifiche. Tuttavia quelli che rischiano di più risultano essere diplomati e laureati, così come tutta la categoria dei giovani under 34. A livello geografico il livello di preoccupazione rilevata sale al nord est di ben 11 punti da maggio (21%) a settembre 2010 (32%), mentre al Sud, nello stesso periodo, sale solamente di un punto (dal 36 al 37%).
In chiusura il rapporto riferisce delle preoccupazioni per la situazione familiare, che attualmente è pari al 73%, in crescita rispetto ai dati di ottobre 2009 (71%) e maggio 2010 (72%). Il futuro oltre il 2010 pare però essere roseo con il 67% del campione che si aspetta una situazione positiva per i bilanci familiari ed in particolare chi spera in un netto miglioramento tocca il 30%.
Il quarto rapporto su “Gli Italiani e la crisi” promosso da Confesercenti – Ispo è disponibile per il download al seguente seguente
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Si ringrazia l'utente Scott McLeodScott
McLeod di flickr per l'immagine 


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