Giovedi, 15 Novembre 2018

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IL RILANCIO INDUSTRIALE DEL MEZZOGIORNO PASSA ANCHE PER TURISMO, INFRASTRUTTURE E GREEN ECONOMY


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Il Rilancio Industriale del Mezzogiorno Passa Anche per Turismo, Infrastrutture e Green Economy | Crisi | Energie Rinnovabili |

Dopo aver visto quale è lo stato del Mezzogiorno dal punto di vista economico sia per quanto riguarda i settori industrialisettori
industriali che lo stato delle famigliestato
delle famiglie, vogliamo oggi analizzare quali soluzioni lo Svimez ipotizza per rilanciare il Sud. La situazione già di per sé difficile, è stata aggravata dalla crisi economica, per cui gli interventi che segnaleremo andrebbero predisposti e messi in atto nel più breve tempo possibile.



POLITICHE INDUSTRIALI E Di COESIONE.
Lo Svimez rileva come nel Sud vi sia stato un progressivo ridimensionamento della politica industriale, soprattutto a livello di incentivazione regionale, che ne ha storicamente costituito l'ossatura portante. La soluzione al problema non può che passare per il ripristino di un consistente apporto differenziale di politica industriale regionale, coniugato un un adeguato accesso del Sud agli interventi di politica industriale nazionale. Tra gli obiettivi guida di questo modello strategico proposti dallo Svimez, segnaliamo:

  • la riqualificazione produttiva ottenibile attraverso il sostegno alla ricerca e alla innovazione tecnologica
  • l'innalzamento delle dimensioni medie delle imprese attraverso una rete di imprese
  • Una maggiore apertura del sistema verso l'estero
  • la promozione e l’arricchimento di “filiere produttive”
  • il rilancio delle politiche di attrazione”.

A nosro giudizio però sarà molto difficile vedere nel breve periodo un rilancio delle politiche di incentivazione regionale, visto le difficoltà economiche generali e i tagli alle regione approvati nella manovra economicamanovra
economica.
Per quanto riguarda il peggior andamento del Mezzogiorno, lo Svimez rileva come carenze di fondo siano state la dispersione delle risorse aggiuntive da finalizzare all'accelerazione dello sviluppo sul territorio, unito ad una molteplicità di interventi rispondenti molto spesso a domande localistiche. A tal proposito l’impostazione del nuovo “Quadro Strategico Nazionale” 2007 -2013" pare essersi mosso in sostanziale continuità con il precedente periodo di programmazione (2000-2006). Il rischio secondo l'associazione è quello di non vedere seri cambiamenti anche nel prossimo futuro.
Lo Svimez propone anche l'istituzione di una “Conferenza delle Regioni meridionali”, che possa decidere in sede congiunta con la Presidenza del Consiglio, quali grandi progetti strategici prioritari sviluppare. Questa nuova struttura andrebbe affiancata da un organismo tecnico, indipendente, che si occupi della progettazione e sia di supporto all’attuazione dei grandi interventi prioritari per il Mezzogiorno definiti dalla Conferenza e dal Governo. Un'idea sicuramente importante che però sembra a noi andare nella direzione opposta a quella del Federalismo, cavallo di battaglia del governo e al programma di riduzione degli enti.

 


TURISMO ED INFRASTRUTTURE
Il Mezzogiorno secondo un Svimez ha grandi potenzialità (ulteriori) sul fronte turismo soprattutto vista la ritrovata centralità globale del Mediterraneo, ponte e cerniera tra i paesi del Far East in espansione e le economie occidentali. Il mezzogiorno ha perciò l'opportunità di sviluppare una nuova integrazione economica e politica, fatta di percorsi di rafforzamento delle filiere produttive, condivisione di politiche comuni nel campo della ricerca, della formazione, del marketing di prodotto. Per far ciò, però, è necessaria una rinnovata azione politica in questa direzione che veda l'Italia non più figlia debole dello scenario internazionale, ma paese di Frontiera che guidi come avanguardia il Mezzogiorno verso la crescita.
A tal proposito si rende necessario un grande progetto sulle infrastrutture dei trasporti che permetta al Sud di assumere un ruolo di perno negli scambi commerciali tra Europa e Mediterraneo. L'ipotesi del rilancio del Sud come frontiera rende urgente la realizzazione di grandi infrastrutture strategiche. Secondo lo Svimez una prima selezione di opere prioritarie per il completamento del sistema dei trasporti nel mezzogiorno dovrebbe comportare un costo di circa 46 miliardi, con una copertura attuale di poco più di 11 miliardi e un fabbisogno finanziario da reperire di quasi 35 miliardi.


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Si tratta di importi rilevanti, soprattutto in questo periodo di congiuntura economica che però, potrebbero essere coperti in parte anche da privati.


GREEN ECONOMY ED ENERGIE RINNOVABILI
In chiusura segnaliamo le riflessioni dello Svimez su questo tema a noi particolarmente caro. Secondo l'associazione il settore delle energie rinnovabili e del recupero edilizio possono offrire importanti opportunità di crescita per il Mezzogiorno, oltre che contribuire alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico del Sud. In primo luogo il settore potrebbe assorbire tanti giovani laureati che non riescono ad essere inseriti nel contesto produttivo, secondariamente potrebbe essere un'ottima soluzione per incrementare la competitività del mezzogiorno. Senza dimenticare che il Sud Italia risulta naturalmente predisposto verso alcune fonti rinnovabili, come quelle che sfruttano l'energia solare o l'eolico (anche offshore).In questo senso andrebbero promossi maggiormente i rapporti di collaborazione tra imprese e centri di ricerca pubblici e privati, cercando di puntare sui settori che permettano, a fronte di investimenti iniziali accessibili, ricadute positive su altri ambiti produttivi. Il Rilancio Industriale del Mezzogiorno Passa Anche per Turismo, Infrastrutture e Green Economy | Crisi | Energie Rinnovabili | Per quanto riguarda il recupero edilizio va sottolineato come nel Sud permangano grossi problemi relativi all'abusivismo edilizio, con gravi danni al patrimonio paesaggistico e potenziali rischi per la popolazione. Per maggiori approfondimenti sul tema segnaliamo la guida “Mare NostrumMare
Nostrum” di Legambiente che affronta il tema dei nemici dei mari italiani (tra cui l'abusivismo) e il rapporto “Un'Altra Casa?Un'Altra
Casa?” sempre di Legambiente sullo stato di cementificazione del territorio italiano.

   


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Si ringrazia l'utente HydruntumHydruntum di flickr per l'immagine

 


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