Martedi, 21 Novembre 2017

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ITALIANI E DONAZIONI: ANCHE IL SETTORE NO PROFIT RISENTE DELLA CRISI ECONOMICA


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Secondo una ricerca della società IPR marketing per Il Sole 24 Ore, effettuata su un campione di 1000 intervistati, anche la beneficenza starebbe notevolmente risentendo della crisi. Sulla base di quanto rilevato, infatti, la percentuale di cittadini italiani che ha effettuato delle donazioni nel corso delle ultime festività natalizie è scesa dal 49% al 38%.
Il calo più netto nel settore no profit riguarda la fascia di età compresa tra i 35 ed i 54 anni (appena il 35% delle donazioni proviene dai cittadini appartenenti a questa categoria). Dal punto di vista geografico, invece, il calo più evidente si è registrato nelle zone centro-meridionali, da cui è provenuto appena il 34% del totale delle donazioni effettuate.
A diminuire sono anche gli importi delle donazioni stesse: la categoria di donazioni al di sotto dei 20 euro, infatti, è cresciuta dal 38% al 46%, mentre è notevolmente diminuita quella compresa tra i 21 ed i 50 euro: dal 28% al 16%. Importanti cali anche per quanto riguarda le donazioni più generose, ovvero quelle tra i 100 ed i 200 euro: dal 16% al 7%.
La spiegazione più ovvia di questa diminuzione delle beneficenze è la minore disponibilità economica delle famiglie, così come confermato dagli stessi intervistati. Il 59% ha, infatti, dichiarato di aver diminuito le donazioni proprio per via di una peggiore condizione finanziaria.
Vero è che anche lo scorso anno, quando le quote di donazioni furono più cospicue, le famiglie italiane si trovavano già nel pieno della crisi, tuttavia si viveva un periodo di grande sensibilità per quanto riguarda la beneficenza dal momento che si era da poco verificata la calamità del terribile terremoto in Abruzzo.

 


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Quanto ai diversi settori del no profit, si conferma al primo posto la ricerca scientifica, che pure ha registrato un calo dal 49% al 37% delle donazioni totali, analoga situazione per cause umanitarie ed aiuti a paesi poveri, con un calo dal 41% al 32%. Registrano una crescita, invece, le adozioni a distanza, i sostegni all’infanzia ed i fondi alle Onlus sanitarie ed assistenziali, salite al 27%.
Quanto alle modalità di pagamento crescono i versamenti in contanti, mentre è netto il calo che riguarda i versamenti postali (-20%), per via dello per il mailing degli enti.
Calano tra i cittadini, infine, gli stimoli legati ai vantaggi fiscali: nel 2009 si dichiarava incoraggiato dalla deducibilità il 20% degli intervistati, nell’ultima rilevazione invece appena il 7% del campione.

   


 

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