Martedi, 16 Luglio 2019

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RELAZIONE ANNUALE ANIA: I PROBLEMI STRUTTURALI DEL SETTORE RC AUTO E LE POSSIBILI SOLUZIONI


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Relazione Annuale Ania: i Problemi Strutturali del Settore RC Auto e le Possibili Soluzioni | Consumatori | Tariffe | Frodi |

Un mese fa la relazione annuale dell'Isvap
relazione annuale dell'Isvap (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private) poneva l'accento sul settore Rc Auto, definito come il “tallone d'Achille” del sistema assicurativo. Nello specifico la relazione Isvap rilevava che l'andamento dei prezzi delle assicurazioni dei mezzi di trasporto negli ultimi sette anni (2002-2007) mostrasse un incremento cumulato per l'Italia pari al 17,9%, contro il 7,1 % della media europea. Oggi vogliamo tornare sull'argomento, complice l'assemblea nazionale dell'Aniaassemblea
nazionale dell'Ania, in cui il presidente Cerchiai non ha mancato di analizzare anche il settore Rc auto.
Nella relazione annuale Cerchiai ha spiegato che, l'indennizzo diretto, la tabellizzazione normativa delle invalidità fino al 9%, gli investimenti in sicurezza stradale hanno facilitato il contenimento dei costi e permesso negli ultimi cinque anni (2005-2209) una riduzione dell'11% del prezzo medio pagato dai consumatori. Affermazioni che non hanno tardato a scatenare i commenti e le reazioni dei consumatori. Il presidente dell'Ania ha proseguito sostenendo che in mancanza degli interventi correttivi necessari al sistema, che da tempo le assicurazioni chiedono, il ciclo di riduzione di costi e prezzi era destinato ad interrompersi, e così è stato. Ricordiamo a tal proposito che già a febbraio, Cerchiai, in audizione alla Commissione Finanze alla Camera aveva preannunciato rincari delle tariffe tra il 5% e 8%in
audizione alla Commissione Finanze alla Camera aveva preannunciato
rincari delle tariffe tra il 5% e 8% (con punte anche del 15%). E che questi rincari delle tariffe Rc Auto avevano convinto l'antitrust ad avviare un'indagine conoscitiva su questa anomaliaantitrust
ad avviare un'indagine conoscitiva su questa anomalia. Se i prezzi medi fossero diminuiti, così come sostenuto dall'Ania, l'Antitrust avrebbe trovato, presumibilmente altro da fare.



PROBLEMI STRUTTURALI
L'Ania rivela come nel 2009, a parità di veicoli assicurati, la raccolta dei premi sia diminuita del 3,6%. Contestualmente il costo dei sinistri è aumentato del 3%, con la conseguenza che su 100 euro di premi incassati, le imprese ne hanno spesi 108 (a febbraio in commissione Finanze Cerchiai disse 105). In ogni caso questo esborso superiore alle entrate è la causa naturale dell'aumento dei prezzi, sui cui ha inciso anche l'innalzamento dei massimali minimi di legge previsti dalla normativa europea.
Cerchiai ha dato la disponibilità dell'Associazione che preside ad ogni tavolo di confronto con i soggetti in causa (associazioni dei consumatori comprese) e ha effettuato un'analisi dei problemi confrontando la situazione italiana con quella francese. I costi dell'assicurazione in Francia sono più bassi dei nostri, seppure i due Paesi siano confrontabili dal punto di vista del numero di veicoli circolanti, dell'impianto normativo, del sistema giuridico e dello sviluppo economico.
In Italia si assicurano 43,5 milioni di veicoli e vengono risarciti 3,7 milioni di sinistri, per un valore complessivo di 15 miliardi di euro. In Francia i veicoli assicurati sono 39,4 milioni, mentre i sinistri risarciti sono 1,7 milioni, per un valore complessivo di 6,5 miliardi. Secondo i dati proposti dall'Ania, le differenze nei prezzi medi dell'assicurazione sono contenute in questi numeri, in Italia il numero dei sinistri e l’ammontare complessivo dei risarcimenti, sono, infatti, più del doppio di quanto registrato in Francia. A fronte di questi numeri in Italia si registra anche un numero di feriti 5 volte superiore a quello della Francia, 1000000 da noi con il 20% dei sinistri denunciati, contro meno di 200000 in Francia con solo il 10% dei sinistri denunciati

 


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LE PROPOSTE DELL'ANIA ALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
La prima proposta che ci sentiamo di condividere in toto con l'Ania riguarda la necessità di diminuire il numero degli incidenti e la loro gravità. Si tratta di un dovere sociale che anche noi, nel nostro piccolo sosteniamo, segnalando le varie iniziative a tutela e salvaguardia della sicurezza stradale. Una di queste iniziative di cui abbiamo recentemente parlato, riguarda la campagna “pensa a guidare” promossa, proprio dalla Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale contro la distrazione alla guidaFondazione
Ania
per la Sicurezza Stradale contro la distrazione alla guida.
Una seconda proposta, condivisibile, riguarda l'adozione dei criteri di accertamento dell’invalidità in uso in Europa e, in particolare, in Francia. Tale mossa potrebbe portare ad riduzione dei costi e dei prezzi della RC Auto stimabile nel 10%. L'Ania chiede anche che venga finalmente definita la tabella prevista dal Codice delle assicurazioni per la valutazione economica anche delle lesioni gravi, la cui normativa non ha avuto ancora esecuzione. Attualmente vengono utilizzate le tabelle predisposte dai tribunali che hanno comportato un aumento del costo dei risarcimenti, pari al 15%, con una ripercussione sui prezzi delle assicurazioni del 5%.
Una terza proposta che da qualche anno sta diventando un tormentone dell'Ania è l'istituzione di un'agenzia pubblica per il contrasto delle frodi assicurative. Una soluzione da più parti condivise, anche dalle associazioni dei consumatori, che secondo attendibili stime potrebbe portare ad un abbattimento del tariffario anche del 10%.
Sul tema della liquidazione dei danni, sollecitato anche nella relazione dell'Isvap, l'Ania sostiene la necessità che venga rivisto il sistema. In alcuni territori infatti, assicurazione RC Auto fa rima con spesso criminalità, non permettendo ai liquidatori lo svolgimento corretto dei propri compiti. Così come, allo stesso modo, l'obbligo di formulare un'offerta reale nel termine di 30 giorni non può essere considerato insindacabile, soprattutto considerato il fatto che alcune situazioni richiedono un doveroso approfondimento.
Si capisce anche in questi casi l'utilità dell'istituzione di un'Agenzia antifrode seria, con poteri di investigazione e di coordinamento delle indagini con le forze dell'ordine. L'Ania ha già in mente il primo obiettivo dell'Agenzia, combattere l’elusione dell’obbligo ad assicurarsi che costituisce la prima e non trascurabile forma di raggiro a carico della collettività.
Dopo questa serie di proposta condivisibili l'Ania ha ribadito quella che a noi pare come un'idea da respingere categoricamente al mittente. Cerchiai, infatti, ha ribadito le critiche alle liberalizzazioni Bersani, uno dei rari tentativi di introdurre norme a favore dei consumatori, già espresse in passato. Nello specifico l'Ania non reputa come valide le norme che regolano il bonus malus, in caso di responsabilità al 50% (non scatta il malus per nessuno dei soggetti coinvolti) e contro l'attribuzione della classe di merito su base familiare. Secondo l'associazione questa norme previste dalla legge n. 40/2007 ha premiato chi non lo meritava e ha determinato un aumento del fabbisogno tariffario, per la collettività degli assicurati, del 3% ogni anno.

 

 


 

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CREDIT
Si ringrazia l'utente foreversoulsforeversouls di flickr per l'immagine


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