Sabato, 18 Agosto 2018

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ABI: FINO AD ORA SOSPESI MUTUI A QUASI 24 MILA FAMIGLIE PER UN VALORE COMPLESSIVO DI 3,2 MILIARDI


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Abi: Fino ad Ora Sospesi Mutui a Quasi 24 Mila Famiglie per un Valore Complessivo di 3,2 Miliardi | Crisi Economica |

Nella giornata di ieri l'Abi ha comunicato i dati aggiornati a giugno della sospensione delle rate dei mutuisospensione
delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà. Come abbiamo avuto modo di segnalare anche in passato, si tratta di una delle misure più efficaci che l'Associazione Bancaria abbia messo in atto per “difendere” le famiglie dagli effetti finanziari della crisi. I mutui rappresentano, infatti, uno degli impegni più pressanti per le famiglie, che negli ultimi 10 anni hanno chiesto al sistema bancario finanziamenti per un valore di 283 miliardi di euro, (dati Abi ad Aprile 2010). Secondo quanto comunicato dall'Abi, a fine giugno, sono stati sospesi mutui a circa 24 mila famiglie (23793), per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro. Ricordiamo che il dato precedente relativo ai mesi di Febbraio e Marzo 2010 recitava mutui sospesi a 10281 famiglie per un controvalore pari a 969 milioni di euromutui
sospesi a 10281 famiglie per un controvalore pari a 969 milioni di
euro. La maggioranza delle operazioni riguarda la sospensione dell'intera rata (nel 90% dei casi), dato in calo rispetto al precedente che riguardava il 93% delle domande. Le cause più frequenti circa la domanda di sospensione, invece , rimangono le medesime, ovvero la cassa integrazione e la mobilità, soprattutto per le richieste di sospensione senza ritardi nei pagamenti, mentre la cessazione del rapporto di lavoro subordinato è stata la causa più frequente addotta per coloro che risultavano già in ritardo con i pagamenti. Ricordiamo, infatti, che la sospensione dei mutui è valida anche per coloro che sono in ritardo con i pagamenti fino a sei mesi consecutivi (180 giorni). Le altre condizioni minime che davano (e danno) diritto alla sospensione per 12 mesi riguardano l'importo del mutuo, che non deve superare i 150mila euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e il reddito imponibile de clienti che non deve superare i 40 mila euro annui.


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Le famiglie che rientrano nelle condizioni e che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi, quali ad esempio perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione, possono presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011. Il Piano, lo ricordiamo, è partito il 1° febbraio.
Si tratta di condizioni minime, abbiamo detto, così come stabilite dall'accordo tra Associazioni dei consumatori e Abi, ma è fatta salva la possibilità degli istituti di credito di migliorare tali condizioni a favore dei clienti. A questo proposito l'Abi fa sapere che 172 banche hanno offerto condizioni migliorative rispetto al “pacchetto base”, ben il 64% del mercato.
Per quanto riguarda l'andamento territoriale delle richieste di sospensione continua a perdurare la prevalenza al nord, con il 58,5% delle domande totali, seguito da Sud ed Isole (22,2%) e dal centro (19,3%).
La sospensione delle rate del mutuo ha permesso ad ogni famiglia di avere a disposizione in media 6800 euro di liquidità in più, per un totale di 115 milioni di euro.

 


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