Domenica, 15 Settembre 2019

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ABI: IL SISTEMA BANCARIO E LE FAMIGLIE ITALIANE SONO FORTI DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO


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I settori bancari con una maggiore redditività dall'attività di intermediazione creditizia e quelli più concentrati hanno meno probabilità di sperimentare crisi finanziarie. E' quanto emerge dall’edizione speciale di “Temi di Economia e Finanza” che ha individuato le variabili che hanno influenzato i settori bancari durante la crisi. Dallo studio, che ha analizzato i settori bancari sviluppati tra il 1998 ed il 2008, è emerso che le banche che rimangono più collegate all'economia del territorio, supportando famiglie ed imprese, invece che dirottarsi sul trading, hanno una tenuta finanziaria maggiore. Un sistema di vigilanza articolato è un altro fattore che permette una tenuta maggiore del sistema bancario. Senza dimenticare l'importanza delle iniziative mirate a ridurre la cartolarizzazione di prestiti di bassa qualità e quelle che incentivano una migliore comunicazione riguardo alla rischiosità effettiva dell’attività bancaria. Da questo punto di vista, va dato atto alle banche italiane di aver retto l'urto della crisi, meglio di altre, sebbene qualche appunto sull'efficacia dei sistemi di vigilanza potrebbe essere di certo mosso.
Nei giorni scorsi l'Abi ha presentato anche una fotografia della situazione finanziaria delle famiglie italiane, sottolineando che nonostante la crisi, i nuclei familiari italiani confermano una positiva capacità di tenuta sul fronte finanziario. Il “Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane”, realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, passa in rassegna diversi indicatori quali: quelli di indebitamento, di vulnerabilità, di patologia finanziaria e di domanda e offerta di credito.
Secondo i dati presentati dall'Associazione delle Banche Italiane, i finanziamenti per la casa continuano a crescere, favoriti da una certa stabilità dei prezzi e dal basso livello dei tassi di interesse. Un assunto, in netto contrasto con quanto pubblicato dall'Ance secondo cui le banche ostacolano la ripresa del mercato immobiliareAnce
secondo cui le banche ostacolano la ripresa del mercato immobiliare, mantenendo i tassi di interesse più alti della media europea. L'Abi, d'altro canto sostiene che a giugno 2010 i prestiti per l'acquisto di abitazioni siano cresciuti del 4,7% (+9,5% su base annua), mentre ad ottobre la crescita è stata dell'8,3%. In proposito dobbiamo dire che secondo i dati elaborati dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio, nel terzo trimestre 2010, si è registrata una flessione delle compravendite immobiliari di unità residenziali del 2,4%flessione
delle compravendite immobiliari di unità residenziali del 2,4%, mentre nei due trimestri precedenti il dato era stato positivo e pari rispettivamente al 3,4% e al 2,4%. I dati del secondo trimestre rilevati dall'Istat, invece raccontano di un aumento delle convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari del 2,2%aumento
delle convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari del
2,2%
Tornando al rapporto l'Abi riferisce che nonostante l'aumento dei finanziamenti immobiliari, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche nel confronto internazionale. Il rapporto tra rate medie sui mutui casa e reddito, pur se in crescita si è mantenuto su livelli contenuti. 

 


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A giugno 2010, infatti, il complesso delle rate assorbiva il 5,2% del reddito di tutte le famiglie italiane, in crescita dell'1% rispetto al 2009, ma inferiore di 2 punti percentuali rispetto al 2008. L'incidenza delle sofferenze, si contiene complessivamente all'1,5% del totale erogato. La solidità delle famiglie, rileva, l'Abi è anche dovuta all'attenta politica di erogazione dei mutui da parte dell'industria bancaria. L'incidenza del mutuo rispetto al valore dell'immobileè pari in Italia al 65%, mentre la media dell'area euro è del 79%.
L'indice di accessibilità alla casa, ovvero la possibilità di acquistare casa da parte della famiglia media, dato l'apporto del credito bancario, dei livelli di reddito e dell'andamento del mercato immobiliare, risulta, secondo l'Abi, in progressivo miglioramento da due anni. Questa situazione, favorita anche dai bassi tassi di interesse, dimostra (o dimostrerebbe) una maggiore possibilità di acquistare una casa grazie all’accensione di un mutuo. A giugno la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa, nel caso di mutuo a tasso fisso, è risultata pari al 24,5% del proprio reddito disponibile.
In chiusura ricordiamo che disaggregando i dati delle famiglie, l'indice di accessibilità risulta molto più basso e negativo per le famiglie giovani e senza una casa di proprietà.

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risulta molto più basso e negativo per le famiglie giovani e senza
una casa di proprietà.
 

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