Sabato, 18 Agosto 2018

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BANKITALIA: LE BANCHE APPLICANO TASSI DI INTERESSI MAGGIORATI AGLI IMPRENDITORI IMMIGRATI


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Nelle scorse settimane abbiamo visto come, secondo la camera di Commercio di Milano , senza l'imprenditoria straniera nell'ultimo decennio ci sarebbe il 62% di imprese in menosenza
l'imprenditoria straniera nell'ultimo decennio ci sarebbe il 62% di
imprese in meno. Ma oltre alle difficoltà tipiche del fare impresa in Italia, gli stranieri hanno dovuto superare ostacoli superiori anche per quanto riguarda l'accesso al credito. Infatti, secondo una recente indagine della Banca d'Italia, condotta da Giorgio Albareto e Paolo Emilio Mistrulli, gli imprenditori immigrati pagano in media tassi di interesse più elevati di circa 70 punti base rispetto a quelli richiesti agli italiani. La scoperta, che di per sé ha dell'incredibile, emerge dal confronto dei prestiti (superiori a 75mila euro) erogati alle piccole imprese nel periodo 2004-2008. Ma non è l'unico aspetto a destare sorprese, visto che, a quanto pare, non tutti gli immigrati sono uguali davanti alle banche. Agli imprenditori dell'est Europa, infatti, sono stati chiesti interessi maggiorati dell'1,3%, mentre per quelli latino-americani lo spread era maggiorato solo dello 0,20% in più. E ancora quelli proveniente dall'Asia hanno subito una maggiorazione del tasso dello 0,4%, mentre quelli proveniente dall'Africa dello 0,85%. Ma nemmeno tutti gli extracomunitari sono uguali, visto che nessuna differenza è stata applicata ai prestiti richiesti dagli imprenditori del Nord America o dell'Oceania.
Ma non è solo il Paese d'origine a fare la differenza, visto che anche per gli immigrati di seconda generazione o per quelli nati all'estero, ma di origine italiana, l'interesse richiesto era maggiorato dello 0,20% in più. In più sul “pedigree” dell'imprenditore straniero intervengono anche fattori sociali quali la dimensione e le credenziali della comunità etnica locale a cui chi richiede il prestito appartiene. Maggiore è la reputazione e il peso della comunità, infatti, e minore è il differenziale richiesto (che comunque rimane).
Rispetto al periodo di riferimento dell'indagine, la situazione è migliorata, avendo le banche adattato le proprie offerte di finanziamento alle esigenze della clientela straniera. Tuttavia rileva Bankitalia, il differenziale non è stato eliminato ma si è semplicemente ridotto a circa 30 punti base.



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ALTRI ELEMENTI DELL'INDAGINE
Secondo quanto riporta Bankitalia la maggior parte delle imprese condotte da immigrati si concentrano nel settore delle costruzioni e nelle imprese artigiane. In più risulta elevato il tasso di imprenditoria femminile visto che le imprese costituite da donne sono il 26% del campione preso in considerazione dalla Banca d'Italia, contro il 19% delle italiane. A livello territoriale le imprese costituite da immigrati si concentrano soprattutto al Nord (oltre il 65%); contro il 24% del Centro e solo l'11% del Mezzogiorno.
Nonostante le difficoltà di accesso al credito, le imprese condotte da immigrati sono cresciute in maniera decisamente rapida nel periodo considerato, passando dalle 100 mila del 2004 alle 250 mila di fine 2009 (+150%).
Un dato doppiamente rilevante se si considera che a maggior parte degli imprenditori stranieri è piuttosto giovane (uno su due ha meno di 40 anni, contro il 30% degli italiani).

 

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