Sabato, 25 Novembre 2017

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Pneumatici: Prezzi in Aumento per il Contributo Ambientale Allo Smaltimento Dei PFU


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il Decreto ministeriale 82/2011 pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta Ufficiale introduce importanti novità per quanto riguarda il recupero e lo smaltimento degli pneumatici usati. L'Obiettivo del decreto è quello di intercettare il 100% degli pneumatici che arrivano a fine vita, eliminando i flussi illegali e non controllati. Un mercato illegale, quello degli pneumatici usati che controlla ogni anno circa 100 mila tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso), pari ad un quarto degli pneumatici immessi annualmente in commercio, per un giro d'affari delle ecomafiegiro d'affari
delle ecomafie da due miliardi di euro in cinque anni (Dati Legambiente). Molti di questi PFU prendono la via dell'estero, ma sono anche molti quelli che finiscono nelle discariche abusive, basti pensare che dal 2005 ad oggi, sono circa 1.049 le discariche abusive individuate, per una superficie complessiva di oltre 6 milioni di metri quadrati.
Come potrà essere fermato questo business degli pneumatici fuori uso? Col contributo attivo dei produttori e degli importatori di pneumatici. Infatti, il decreto introduce il principio della “producer responsibility” che prevede che ciascuna azienda interessata dalla normativa sia responsabile e gestisca una quota di PFU (di qualsiasi marca) pari al volume di pneumatici nuovi immessi sul mercato nell'anno precedente. I produttori e gli importatori dovranno perciò o direttamente o tramite forme associate o gestori autorizzati, procedere al ritiro dei PFU  presso gommisti, autofficine, sedi di flotte di veicoli su tutto il territorio nazionale e avviarli presso gli impianti di trattamento e valorizzazione. Tutto questo a partire dal 90° giorno dall'entrata in vigore del regolamento, per cui circa verso ottobre 2011. Per i produttori ed importatori che non raggiungono le quantità di PFU richieste è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria pari al contributo percepito per i quantitativi di pneumatici non gestiti, maggiorata del 50%.
Il decreto prevede un regime transitorio in cui le quantità di PFU recuperate potranno essere inferiori a quelle immesse sul mercato, vale a dire il 25% del venduto al 31 dicembre 2011 e l'80% al 31 dicembre 2012, però entro il 31 dicembre 2013 dovrà essere raggiunto l'obiettivo del 100%.


COSA CAMBIA PER I CONSUMATORI
Il decreto prevede l'introduzione di un contributo ambientale sul prezzo degli pneumatici nuovi che andrà a coprire i costi sostenuti dalle aziende produttrici per il ritiro e la gestione di PFU e che ricadrà sui consumatori. Per cui saranno i consumatori a sostenere i costi di questa maggiore tutela ambientale.


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Il concetto riprende le orme di quanto già fatto per i RAEE, visto che gli elettrodomestici nuovi contengono nel prezzo il contributo per lo smaltimento. A quanto ammonterà il contributo che dovranno pagare i contribuenti?
Attualmente non si conoscono ancora le tariffe, tuttavia il decreto prevede che produttori e gli importatori degli pneumatici comunichino all’autorità competente, entro il 30 settembre di ciascun anno, le stime degli oneri relativi alle componenti di costo necessari per la gestione di PFU. L'autorità competente, entro il 30 novembre del medesimo anno, dovrà individuare l’ammontare del contributo ambientale, che sarà differenziato per le diverse tipologie degli pneumatici (da quelli dei ciclomotori, a quelli di autobus e macchine agricole).
In ogni caso i contribuenti troveranno il costo del contributo ambientale indicato in modo chiaro e distinto sulla fattura o sullo scontrino di acquisto.

 

gommadiretto.it

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