Lunedi, 22 Gennaio 2018

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AL VIA LA CESSIONE DI TRE GASDOTTI DA PARTE DI ENI, MAGGIORE CONCORRENZA NEL MERCATO DEL GAS


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Buone notizie in arrivo per i consumatori italiani dall'Europa , dove la Commissione Europea ha aperto l'accesso ai mercati del gas, rendendo giuridicamente vincolanti gli impegni proposti da Eni per concludere il procedimento antitrust. Ci eravamo già occupati della posizione dominante di Eni, che detiene il 92% della capacità infrastrutturale per le importazioni in Italia e che si attesta sul 65% delle emissioni del mercato del Gas, quando abbiamo presentato la relazione annuale dell'autorità per l'Energia e il Gasla
relazione annuale dell'autorità per l'Energia e il Gas. Allora il presidente Alessandro Ortis sollecitò la necessità del passaggio del controllo di Snam da Eni a Cassa Depositi e Prestiti, come prima soluzione per elevare la scarsa concorrenza nel mercato del gas italiano.
Gli impegni sottoscritti con l'Europa, prevedono che Eni ceda le partecipazioni nelle imprese che detengono e provvedono al funzionamento e alla gestione della capacità di trasporto dei gasdotti transnazionali che trasportano gas in Italia: ovvero dei gasdotti TAG, TENP e Transitgas. Questo garantirà che le richieste presentate da terzi per accedere ai gasdotti vengano trattate da un organismo indipendente rispetto all'operatore dominante (ENI appunto).
A tal proposito il Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per la concorrenza, Joaquin Almunia, ha sottolineato che l'accesso alle infrastrutture risulta fondamentale per l'integrazione dei mercati del gas, la concorrenza sui prezzi e la sicurezza globale dell'approvvigionamento nell'Unione europea. Gli impegni assunti da Eni, permetteranno inoltre, ha continuato Almunia, che l'accumulo e il degrado della capacità nei gasdotti per il trasporto verso il nostro Paese non si verifichino più e che prevalgano adeguati incentivi agli investimenti.
La Commissione Europea già nel marzo dello scorso anno (2009) aveva notificato ad Eni una comunicazione formale degli addebiti, sostenendo che il colosso italiano stesse abusando della propria posizione dominante sui mercati del trasporto gas in tre modi principali:

  • rifiutando di concedere ai concorrenti l'accesso alla capacità disponibile sulla rete

  • concedendo l'accesso in modo poco fruibile
  • limitando strategicamente gli investimenti nel sistema internazionale di gasdotti di Eni

Tutto questo nonostante la domanda di accesso sia di breve che di lungo termine ai gasdotti fosse elevata. Questa situazione aveva come conseguenza primaria un accumulo ed un degrado delle capacità, oltre ad un sottoinvestimento strategico. Tale condizione, secondo la Commissione Europea avrebbe potuto incentivare Eni ad operare una strategia di preclusione dei concorrenti, per proteggere i propri margini sui mercati di fornitura del gas a valle. Col risultato di una minor concorrenza sui mercati ed effetti dannosi per i consumatori italiani sul fronte dei prezzi finali.


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Gli impegni assunti da Eni, invece dovrebbero intervenire sulla concorrenza, aumentando le possibilità per le altre imprese di trasportare gas verso l'Italia e di competere sul mercato italiano con maggiori vantaggi per i consumatori. La cessione delle quote di Eni, nei gasdotti internazionali avverrà sotto l'approvazione di un mandatario e gli acquirenti dovranno essere approvati dalla commissione. Ciò permetterà di mettere fine al conflitto di interesse derivante dall'integrazione verticale di Eni sia nel trasporto che nella fornitura di gas.
Nello specifico Tag, in base all'accordo dovrebbe passare da Eni ad un'impresa controllata dallo Stato italiano, con tutta probabilità la Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Se la cessione non dovesse perfezionarsi entro i termini previsti dalla commissione, la Partecipazione di Eni in TAG verrà ceduta dal mandatario ad un acquirente idoneo, pubblico o privato, approvato dalla Commissione.
In chiusura ricordiamo che questa manovra della Commissione Europea nei confronti di Eni è avvenuta in base all'articolo 9 del regolamento 1/2003, ovvero della normativa Antitrust dell'Unione Europea. Tale normativa prevede che la Commissione Europea possa agire, nel caso rilevi delle violazioni alle norme che regolano la concorrenza, per rendere giuridicamente vincolanti gli impegni che le imprese propongono. Qualora l'impresa non rispettasse gli impegni giuridicamente vincolanti, la Commissione potrebbe comminare ammende fino al 10% del fatturato totale annuo.

 

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