Mercoledi, 17 Ottobre 2018

Eventi ed Iniziative

Terremoti: Prevederli e Studiarli Col GPS

terremoti, GPS, NasaNegli ultimi anni la Terra ha tremato più volte in diversi angoli del pianeta dimostrando la forza devastante della natura. Dal terremoto del L’Aquila a quello del Giappone, da quello del Cile a quello di Haiti etc.
L’impotenza dell’uomo di fronte a queste calamità naturali spinge spesso a domandarsi se è possibile prevedere un terremoto (una polemica sull’argomento era sorta anche tre anni fa dopo il terremoto in Abruzzo) o quantomeno limitarne i danni intervenendo in modo specifico al primo segnale.
Nei giorni scorsi la NASA ha annunciato la sperimentazione di un innovativo sistema GPS potenzialmente in grado di individuare con precisione la posizione di eventi sismici verificatisi negli Stati Uniti occidentali.
L’utilizzo del sistema satellitare GPS nell’analisi dei rischi permette di ridurre notevolmente i tempi necessari per l’individuazione del terremoto e di fornire stime più accurate.  

Add a comment

Il Ruolo Dei Boschi Italiani Nel Contenimento Del Carbonio

boschi, carbonio, emissioniNegli ultimi 20 anni nonostante un consumo di suolo aggressivo e il fenomeno degli incendi boschivi, il patrimonio forestale italiano è aumentato di circa 1,7 milioni di ettari, raggiungendo oltre 10,4 milioni di ettari di superficie, con 12 miliardi di alberi che ricoprono un terzo del territorio nazionale. Un patrimonio forestale importante che contribuisce anche al contenimento del Carbonio, per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. I dati, presentati dal Corpo Forestale dello Stato sottolineano come il suolo forestale italiano abbia un ruolo fondamentale nello stoccaggio di carbonio organico, in maniera superiore a quello della parte epigea del bosco (fusti, foglie etc). Nello specifico la quantità di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nel suolo delle foreste è pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 4 miliardi di tonnellate di CO2.

Add a comment

Energia, Meno Cara Del 30% con le Cooperative Elettriche

fotovoltaico, cooperative, bolletta elettricaL’Italia ‘vanta’ bollette tra le più care d’Europa. In questa prospettiva, anche una piccola possibilità di risparmio è oro, figuriamoci quando c’è la possibilità di risparmiare fino al 30%. Non è una cifra parata a casaccio, ma la concreta opportunità che offrono le cooperative elettriche. Probabilmente sono in pochi a conoscerle, nonostante abbiano alle spalle una lunga storia. Le cooperative elettriche sono associazioni di cittadini che si ‘autoproducono e autopagano’ l’energia elettrica. Sono una realtà, come già detto, di antica origine e ben radicata nel territorio. Sono diffuse lungo tutto l’arco alpino, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Sono in tutto 73, gestiscono 80mila utenze e danno ‘luce’ a 330mila persone.
I dati sono stati diffusi nel corso di un convegno tenutosi a Roma nei giorni scorsi, “La cooperazione elettrica dell’arco alpino”, organizzato da Federconsumo-Confcooperative e da Federutility.

Add a comment

La Gestione Dei Rifiuti Urbani Nell'UE: il 38% Finisce in Discarica

rifiuti urbani, discarica, Unione EuropeaNell'Unione Europea a 27 finisce in discarica ancora il 38% dei rifiuti urbani. A sostenerlo è l'Eurostat, secondo cui nel 2010 sono stati prodotti in media 502 kg di rifiuti urbani, mentre 486 kg sono strati trattati secondo diverse modalità: il 38% è, appunto, finito in discarica, il 22% è stato incenerito, il 25% riciclato (un punto in più rispetto allo scorso anno) e il 15% compostato. La quantità di rifiuti urbani prodotti variano notevolmente nei vari Paesi Membri: si va dai 706 kg di rifiuti urbani pro capite prodotti a Cipro ai 304 kg della Lettonia. Valori superiori alla media UE per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani pro capite si sono registrati in Lussemburgo (678 kg), Danimarca (673 kg), Irlanda (636 kg), Paesi Bassi (595 kg), Germania (593 kg), Malta e Austria (591 kg), Spagna (535 kg), Francia (532 kg), Italia (531 kg) , Regno Unito (521 kg) e Portogallo (514 kg).  

Add a comment

L’Italia Punta Sulla Fusione a Freddo per Produrre Energia

fusione nucleare, Fast, Enea, La fusione nucleare a freddo è sempre stato il sogno degli scienziati di tutto il mondo. Per ora si può produrre energia solo con la fissione, ossia con il processo caratterizzato dalla scissione forzata degli atomi. Per intenderci, è il fenomeno sul quale sono basate le centrali nucleari, quello che produce tante scorie e radiazioni. La fusione nucleare, invece, avviene quando gli atomi, anziché spezzarsi, si uniscono tra di loro. E’ un traguardo importantissimo perché non produrrebbe scorie e, soprattutto, perché creerebbe tanta, tanta energia. La fusione nucleare, infatti, è un fenomeno che accade tutti i giorni, praticamente sotto gli occhi di tutti: è il principio di funzionamento delle stelle, e quindi anche del nostro sole.
Il problema più grosso è che ancora l’umanità non possiede la tecnologia adatta a controllare e gestire il processo di fusione nucleare. Ma forse ci sta arrivando, o quantomeno è sulla strada giusta.

Add a comment
  • Ecocar

  • Consigli e Guide

  • Ultime Solare

  • Eolico

  • Biomasse

Edilizia

edilizia

Famiglia

famiglia

Lavoro

Lavoro

Incentivi

incentivi

Consumatori

consumatori
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed