Lunedi, 16 Luglio 2018

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ECOSISTEMA INCENDI: IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE SULLO STATO DI PREVENZIONE AI ROGHI BOSCHIVI


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Ecosistema Incendi: il Dossier di Legambiente sullo Stato di Prevenzione ai Roghi Boschivi | Legambiente | Protezione Civile |

Uno dei problemi più gravi che caratterizza il territorio italiano, ma anche tutta l'area mediterranea, durante il periodo estivo, è sicuramente quello degli incendi. Nel 2009, in Italia, si sono verificati ben 5442 incendi che hanno polverizzato 73360 ettari di territorio, di cui poco meno della metà boschi e foreste (31061 ettari). Si tratta di un problema grave che ogni anno distrugge una delle risorse più significative del nostro Paese, il territorio naturale. A fare il punto sulla situazione ci ha pensato Legambiente che ha pubblicato il dossier “Ecosistema Incendi 2010”, collegato alla campagna di monitoraggio e prevenzione “Non scherzate col fuoco” della Protezione Civile. Il primo dato da sottolineare è che nonostante la grave situazione, si sono evidenziati negli ultimi anni importanti segni di miglioramento. Gli incendi boschivi, infatti sono diminuiti del 20% rispetto al 2008, passando da 6479 a 5422, il numero più basso degli ultimi 18 anni. La situazione, tuttavia, rimane da codice rosso mentre si rileva, come il fenomeno si stia trasformando da emergenza nazionale a fenomeno sempre più circoscritto a Mezzogiorno ed Isole. A conferma di ciò basti pensare come nell’ultimo anno in Sardegna sia andata in fumo oltre la metà di tutta la superficie italiana colpita dalle fiamme (37mila ettari di territorio). L'emergenza incendi nel 2009 ha coinvolto il 16% dei comuni contro il 19% del 2008, un risultato che fa ben sperare. Molto positiva la situazione in Umbria dove nell'ultimo anno è diminuita del 70% la percentuale di comuni interessati dagli incendi, bene anche la Basilicata dove si è registrata una diminuzione del 50% e la Puglia (-30%).
Dati molto positivi che testimoniano il buon lavoro svolto nella lotta al fenomeno, ma anche la crescita della sensibilità collettiva al problema della tutela dei boschi. Finiti i dati positivi è il caso di analizzare anche quelli negativi. Legambiente rileva, infatti, come nonostante il numero di incendi sia sensibilmente calato, negli ultimi due anni la superficie totale percorsa dalle fiamme è passata dai 65393 ettari del 2008 agli attuali 73360. L'80% di questa superficie, circa 60mila ettari è andata in fumo in quattro regioni del Sud: Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania.
L'Associazione sottolinea come la stragrande maggioranza degli incendi sia di natura dolosa. Questo significa che i roghi vengono appiccati intenzionalmente da professionisti del fuoco per precisi intenti speculativi, spesso legati alla criminalità organizzata. Per queste ragioni è fondamentale la lotta agli incendi boschivi delle amministrazioni locali che Legambiente, attraverso la propria indagine è andata a valutare. L’indagine ha preso in considerazione tutti i comuni italiani che nel biennio 2008-2009 hanno subito incendi con una superficie percorsa dal fuoco pari o superiore a un ettaro. Delle 2057 amministrazioni a cui è stato inviato un questionario hanno risposto 900 comuni (2 dei quali in modo incompleto), pari al 44% del campione. Ecco i principali risultati. Di queste il 7% risulta applicare pienamente la legge quadro 353/2000 in materia di incedi boschivi. L'86% dei comuni ha istituito il catasto delle aree percorse dal fuoco, anche se solo il 56%, risulta averlo aggiornato nell’ultimo anno. E' proprio questa misura, fa sapere Legambiente, che può rappresentare il punto cruciale nella lotta agli incendi, in quanto protegge le aree percorse dal fuoco da mire criminali, vincolandone la destinazione d'uso per 15 anni. Così chi ha secondi fini vedrà sfumare il proprio intento di poter costruire sull'area incendiata oppure di destinarla a pascolo, o ancora di fare affari con l’indotto del rimboschimento.
Sul piano dell'informazione e della sensibilizzazione al problema, il 37% dei comuni ha realizzato campagne informative sia generiche rivolte all'intera popolazione, che specifiche nelle scuole e per i fruitori di boschi. Il 42% dei comuni, invece, ha attivato azioni di prevenzione come le reti per l'avvistamento, o il il presidio delle aree boschive e svolge una regolare attività di pulizia dei terreni per arginare l'innesco di piccoli focolai.


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Si tratta di attività importanti che scoraggiano i malintenzionati e che possono portare alla segnalazione tempestiva di eventuali incendi, elevando così le possibilità che il rogo non si propaghi. Altrettanto importante è la dotazione, nel 65% delle amministrazioni, di un piano di Emergenza Comunale per gli incendi, che consenta di adottare le procedure operative di emergenza per mettere in sicurezza la popolazione nell’eventualità che un incendio boschivo o rurale minacci gli insediamenti urbani o le infrastrutture presenti nel territorio.
Nel complesso, rileva Legambiente, a dieci anni dall'Emanazione della Legge quadro 353/2000 ben il 70% delle amministrazioni svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incidenti boschivi. Sicuramente un buon risultato che però non cancella quel 30% di comuni che svolgono ancora un lavoro complessivamente negativo, di cui il 6% risulta gravemente inadempiente. Soprattutto considerando che si tratta di amministrazioni che hanno subito negli ultimi due anni incendi di una certa rilevanza.
In conclusione ricordiamo che è aumentato anche il numero di comuni che si sono distinti nella mitigazione del rischio incendi. Si tratta di 20 comuni che ottengono le bandiere “Bosco Sicuro” per la piena applicazione della legge quadro 353/2000. Per tutte le altre informazioni consigliamo di scaricare il rapporto di Legambiente, disponibile a questo indirizzo

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Si ringrazia l'utente Xabier.MXabier.M di flickr per l'immagine


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