Martedi, 22 Gennaio 2019

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ENERGIA 2020: CONSUMI SOSTENIBILI AL PRIMO POSTO NEL PIANO ENERGETICO EUROPEO DEL PROSSIMO DECENNIO


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Nei giorni scorsi l'UE ha presentato una nuova strategia per garantire all'Europa rifornimenti di energia sostenibili e alimentare la crescita economica del prossimo decennio. Energia 2020 è il nome di questo nuovo piano che ha tra i propri obiettivi quello di ridurre i consumi, accrescere la competitività dei mercati, garantire un rifornimento sicuro, conseguire gli obiettivi in materia di cambiamenti climatici e coordinare le trattative con i fornitori.
Cinque punti essenziali in un momento cruciale dal punto di vista economico, visto che la ripresa porterà con sé anche un aumento della domanda di energia soprattutto da parte delle imprese. Occorreranno perciò interventi mirati sia per sostenere la crescita economica che per fare in modo che i prezzi per i consumatori rimangano competitivi e non subiscano troppe oscillazioni speculative (soprattutto per quanto riguarda Gas e petrolio).
La Sfida Energetica, ha sottolineato il commissario per l'Energia, Günther Oettinger, è una delle prove più importanti che l'Europa deve sostenere. Gli obiettivi di sostenibilità e sicurezza necessiteranno di tempo per essere realizzati, ha proseguito Oettinger, ma è adesso il tempo di prendere decisioni ambiziose. La Commissione intende proporre nei prossimi 18 mesi nuovi atti legislativi e altre misure per raggiungere i seguenti cinque punti del piano Energia 2020.


RIDUZIONE CONSUMI
La Commissione Europea si propone di promuovere un uso più efficiente dell'energia nei due settori con le maggiori potenzialità di risparmio, ovvero edilizia e trasporti. Per quanto riguarda l'edilizia l'Europa sostiene che sia i proprietari che gli inquilini dovrebbero poter beneficiare di incentivi per lavori di isolamento e altri interventi per risparmiare energia. Un tema molto caro anche all'Italia visto le recenti discussioni sulla proroga degli incentivi del 55% per gli interventi di riqualificazione energeticaproroga
degli incentivi del 55% per gli interventi di riqualificazione
energetica.
In secondo luogo le amministrazioni nazionali e locali dovrebbero tener conto dell'efficienza energetica in relazioni ai prodotti e ai servizi. La Commissione è convinta dell'importanza di migliorare l'etichettatura energetica dei prodotti al fine di spingere l'industria a sviluppare prodotti più efficienti. Ed è proprio in questa direzione che si muove la proposta della Commissione Europea di istituire le etichette energetiche anche per gli apparecchi televisiviproposta
della Commissione Europea di istituire le etichette energetiche anche
per gli apparecchi televisivi.
Per quanto riguarda i trasporti la sfida del prossimo decennio riguarda sicuramente l'auto elettrica. In questo campo l'Europa si sta muovendo attraverso la pianificazione di standard comunipianificazione
di standard comuni attorno a cui sviluppare le auto elettriche. Entro il 2012 dovrebbero essere definiti quelli per la sicurezza dei veicoli- Un campo dove però l'Europa si trova in ritardo rispetto Usa, Giappone e Cina.'Europa
si trova in ritardo rispetto Usa, Giappone e Cina.



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REALIZZARE UN MERCATO UNICO ENTRO IL 2015
Obiettivo della Commissione è la rimozione degli ostacoli all'apertura dei mercati nazionali dell'Energia. Sono necessari investimenti per circa mille miliardi di euro per completare una moderna rete elettrica che colleghi tutti i Paesi e permetta di smistare la corrente dove è necessaria. La Commissione è convinta del fatto che i progetti e i finanziamenti per modernizzare ed estendere la rete vadano approvati con procedura accelerata. Dall'altra parte andrebbero meglio collegati alla rete gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili, tramite l'utilizzo di smart grid. A tal proposito ricordiamo che Greenpeace ha teorizzato un sistema simile in grado di consentire alle fonti rinnovabili di arrivare a coprire il 90% del fabbisogno energetico europeofonti
rinnovabili di arrivare a coprire il 90% del fabbisogno energetico
europeo. Il costo di questo progetto sarebbe di 209 miliardi di euro, ovvero circa 5,2 miliardi all’anno fino al 2050


NEGOZIARE INSIEME
La Commissione conviene sul fatto che l'aumento delle importazioni e il calo della produzione interna espongano l'Europa ad una maggiore concorrenza esterna per le forniture di petrolio, gas e carbone. Le perturbazioni che coinvolgono spesso l'Europa Orientale dimostrano l'importanza di un'azione coordinata. Per questa ragione l'UE dovrebbe trattare collettivamente con i fornitori, aumentando in questo modo il proprio potere negoziale. Un obiettivo questo molto complicato da raggiungere, visto il diverso potere contrattuale dei singoli stati membri e i vantaggi competitivi acquisiti nel tempo che verrebbero a perdersi. D'altro canto una soluzione di questo tipo avvantaggerebbe tutto il sistema, soprattutto per quanto riguarda i consumatori finali.


INNOVARE
La Commissione Europea deve porsi l'obiettivo di lanciare progetti per promuovere l'efficienza energetica nei centri urbani e tecnologie più avanzate di stoccaggio dell'energia. Tra gli obiettivi che si pone l'Europa vi è anche quello di innovare sul fronte dei biocarburanti, sebbene, come abbiamo visto, questa scelta venga molto criticata da Greenpeace. Secondo l'associazione ambientalista, infatti la politica UE sui biocarburanti aumenterà le emissioni e metterà in pericolo l'ambientepolitica
UE sui biocarburanti aumenterà le emissioni e metterà in pericolo
l'ambiente e le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo


INFORMARE I CONSUMATORI
Da ultimo obiettivo della Commissione è quello di rendere più chiara l'informativa per i consumatori che devono essere in grado di leggere le fatture, confrontare i prezzi ed eventualmente scegliere un fornitore più economico

   


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CREDIT
Si ringrazia l'utente Lawrence Berkeley National LaboratoryLawrence
Berkeley National Laboratory di flickr per l'immagine



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