Martedi, 21 Novembre 2017

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FERMA LA ROTTAMAZIONE DEI CICLOMOTORI EURO 0


Vespa, ciclomotore euro zero
Demolizione
Bicicletta nel Traffico
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L'incentivazione alla rottamazione dei ciclomotori "Euro Zero", lanciata a giugno da Ministero per l'Ambiente  e  Ancma, non sta dando i frutti sperati, infatti, dei 15 milioni di euro di fondi stanziati solo 700 mila sono stati impegnati. Ora resta da capire se è l'idea di fondo ad essere sbagliata, oppure le modalità di attuazione a non aver convinto troppo. L'idea di fondo non può che essere valida, sia per ragioni ambientali, ovviamente, che economiche, mentre non si può certo dire lo stesso per ciò che riguarda le modalità e i termini economici e temporali dell'incentivazione. Ma prima di riflettere sul perché questa campagna non ha portato i frutti sperati, vediamo come funziona questo incentivo. La rottamazione dei veicoli riguarda i ciclomotori "euro 0" o in ogni caso costruiti prima del 2001,  le proposte dei mezzi incentivati, invece, spaziano dalle biciclette, alle bici con pedalata assistita, ai ciclomotori euro 2, (due tempi e quattro tempi) e ai motocicli e quadricicli a trazione elettrica.

 

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L'incentivazione riguarda tutto il territorio nazionale, con la preferenza per i comuni ad alto tasso di inquinamento, ai quali è assegnato circa l'ottanta per cento dei fondi disponibili. Le spese di demolizione, fissate in 30 € a ciclomotore, sono, invece, equamente divise tra Ministero per l'Ambiente  e concessionari ,  grazie ad un accordo tra lo stesso Ministero e i demolitori della rete AdaAda.  La trafila burocratica per ottenere l'incentivo è un po' macchinosa e richiede che l'interessato presenti la domanda al rivenditore, con allegata la fotocopia della tassa di circolazione dell'anno in corso o del precedente, una copia del certificato di idoneità tecnica del veicolo da rottamare e una fotocopia del documento di identità. Condizione ulteriore è che il richiedente  risieda nel comune in cui vuole procedere all'acquisto del veicolo,  questo, per adeguare il meccanismo di acquisto alla decisione (peraltro giusta) di distribuire i fondi in ragione del tasso di inquinamento dei comuni. Dare una ragione univoca all'esito negativo di questa campagna di rottamazione non è semplice, tuttavia si possono individuare alcuni aspetti possono aver influito negativamente. In primo luogo l'entità dell'incentivazione unitaria non è molto calibrata al mercato e alle esigenze dei consumatori, soprattutto nei passaggi verso un ciclomotore.Il limite fisso di 150 o 300 euro (vedi approfondimento) è infatti una quota spesso offerta a priori dai venditori di ciclomotori, senza bisogno di passare per pratiche burocratiche (venditori e richiedenti) e rimborsi spesso molto lontani nel tempo (venditori). In più la condizione di acquisto localizzato nel comune di residenza, limita molto la possibilità di ricercare offerte di acquisto anche nelle zone limitrofe, vanificando ulteriormente la bontà della somma unitaria stanziata. Secondariamente il "timing" di inizio della campagna (11 giugno) non mi pare molto adeguato,  a mio parere, infatti, proporre gli incentivi con adeguato supporto informativo (stampa, tv) in un periodo meno favorevole dal punto di vista climatico (es fine inverno-inizio primavera) avrebbe incentivato maggiormente i cittadini a sostituire i vecchi ciclomotori.  Per ciò che riguarda invece il fulcro della campagna, sempre in riferimento alle ragioni ambientali del provvedimento, forse sarebbe stato più proficuo inglobare nella campagna di rottamazione  anche i motocicli due tempi, favorendo magari il passaggio oltre che a bici e scooter, anche a motociclette 4 tempi. Sono convinto, infatti, che l'apertura del provvedimento anche a queste categorie, con incentivi adeguati, avrebbe amplificato il tasso di rottamazione dei motoveicoli euro zero. In più per i romantici dei due tempi, gli amanti dello spirito sportivo che questo motore infonde, poteva essere predisposto anche un incentivo alla radiazione del mezzo, proibendone così la circolazione in strada, ma permettendone l'utilizzo in pista.  Mi si potrebbe obiettare che le idee che propongono il  passaggio da un veicolo a motore, seppur più inquinante, ad un altro veicolo sempre a motore (non elettrico) , non sposti di molto l'ago del problema inquinamento/mobilità . Non posso che essere d'accordo, tuttavia il passaggio ad una bicicletta per ragioni di mobilità non può essere sollecitato da un provvedimento singolo, quando l'urbanizzazione delle città italiane rende impraticabile un utilizzo sicuro di un mezzo del genere, ma deve venire da un progetto organico di riqualificazione del territorio.

APPROFONDIMENTO
Incentivi ottenibili a fronte della rottamazione di un ciclomotore, secondo il provvedimento in vigore del ministero per l'ambiente

  • 30% del listino fino ad un massimo di 250 euro, per l'acquisto di una bicicletta il
  • 30% del listino fino ad un massimo di 1.000, per un motociclo o quadriciclo a trazione elettrica
  • 30% del listino fino ad un massimo di 700 euro, per un ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita
  • 15% del listino fino ad un massimo di 300 euro. per un ciclomotore EURO 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo (2,3 lt per 100 km.) il;
  • 8% del listino fino ad un massimo di 150 euro, per un ciclomotore EURO 2 a 2 tempi

[Fonte: Ilsole24ore.comIlsole24ore.com] 


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