Sabato, 24 Febbraio 2018

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LEGAMBIENTE: PETIZIONE PER METTERE AL BANDO DEFINITIVAMENTE I SACCHETTI DI PLASTICA


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A pochi mesi dallo stop al divieto di commercializzazione di sacchetti di plastica non biodegradabili, Legambiente lancia una petizione affinché il governo italiano non ne proroghi la messa al bando. Lo stop alla commercializzazione dei sacchi non non rispondenti ai criteri fissati dalla norma tecnica comunitaria EN 13432, doveva già scattare lo scorso 1° gennaio 2010, ma è stato rimandato al 31 dicembre, con gravi danni all'ambiente soprattutto in Italia.
Questa proroga ha sottolineato, il Presidente di Legambiente, Vittorio Dezza, ha già rallentato i “progressi della differenziata dei rifiuti organici per la quale la biodegradabilità dei sacchetti è indispensabile”. Raccolta differenziata che in Italia, secondo i dati Istat è pari al 30,4% di quella totalepari
al 30,4% di quella totale.
In più il nostro Paese risulta, con un consumo procapite di 300 sacchetti di plastica all'anno, la maglia nera d'Europa per quanto riguarda la lotta contro le borse della spesa riutilizzabili (e riciclabili). Nel mondo si stima una commercializzazione annua di 1000 miliardi di sacchetti di plastica non biodegradabili, 100 miliardi in Europa di cui ben il 20% (20 miliardi) In Italia. Anche se una piccola parte di questi sacchetti viene dispersa nell'ambiente, tanto basta per provocare la morte di milioni di animali, quali ad esempio pesci, balene, delfini e tartarughe. L'Unep stima in un milione il numero di uccelli marini uccisi. Legambiente ricorda che, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, i sacchetti di plastica, se dispersi, possono restare nell'ambiente da un minimo di 15 anni ad un massimo di 1000. In più essendo aerodinamici possono essere trasportati dal vento anche a grandi distanze ed essere dispersi in fiumi, laghi e mari. Anche il settore della pesca e quello dell'agricoltura subiscono gravi danni dalla dispersione di questi sacchetti nell'ambiente. Si stima che il costo per rimuovere a mano i rifiuti dalle reti da pesca e dai terreni agricoli sia superiore a quello dell’uscita di produzione dei sacchetti. Senza dimenticare i danni al paesaggio e quindi al settore turistico, che in molte zone del Paese rappresenta la principale attività economica.
Oltre a questo genere di problemi, esistono anche delle difficoltà di ordine economico, al riciclo di questi sacchetti di plastica. Il costo di queste  buste, infatti, è molto contenuto, mentre risulta piuttosto costoso riciclarle. Dalle stime dei costi di recupero e riciclo americani emerge che riciclare una tonnellata di sacchetti di plastica costa circa 4mila dollari, mente una tonnellata di sacchetti da materia prima vergine costa 32 dollari. Dal confronto dei costi emerge subito che riciclare questo tipo di bene risulta antieconomico ed è questa la motivazione per cui sul totale dei sacchetti di plastica consumati solamente l'1% viene riciclato.
Senza dimenticare poi il problema della tossicità di questi sacchetti, dovuta al fatto che nei processi di stampa vengono spesso utilizzati coloranti cancerogeni e metalli, che finiscono poi rilasciati nell'ambiente per poi riconcentrarsi negli organi interni delle specie, esseri umani compresi.



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ECONOMICITÀ: SACCHETTI DI PLASTICA VS SPORTE RIUTILIZZABILI
Legambiente sottolinea come i sacchetti di plastica usa e getta siano, dal punto di vista costi/benefici perdenti sotto tutti i punti di vista. Infatti, consumano petrolio ed inquinano, hanno un'utilità di pochi minuti ma creano degrado e sporcizia per anni, hanno bassi costi di produzione ma altissimi costi di raccolta, smaltimento e recupero. Fatti due conti, non risultano molto economici nemmeno dal punto di vista del bilancio familiare. Le sporte biodegradabili, infatti, si ripagano con 10-20 utilizzi, essendo offerte a seconda del tipo a prezzi che vanno dai 50 centesimi ad un euro.
In più sostituendo i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano usa ogni anno con 10 sporte riutilizzabili si risparmierebbero più di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2.


LA PETIZIONE
Per sensibilizzare sul tema e per responsabilizzare anche il Ministero dell'Ambiente, oltre che i consumatori, Legambiente ha lanciato la petizione “Mettici la firma!”.
La petizione non ha il solo scopo di raccogliere le firme da inviare al Ministro Prestigiacomo, ma vuole impegnare i firmatari in prima persona a fare a meno dei sacchetti di plastica. Al momento della stesura dell'articolo hanno aderito alla petizione 2314 utenti, grazie ai quali saranno risparmiati all'ambiente 18512 Kg di CO2
E' possibile firmare la petizione a questo indirizzoquesto
indirizzo, mentre sul sito Puliamoilmondo.itPuliamoilmondo.it sono disponibili ulteriori informazioni sull'iniziativa, compreso il dossier completodossier
completo sulla lotta contro i sacchetti di plastica non biodegradabile. Si tratta di un documento molto interessante che consigliamo a tutti di leggere.

 

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