Martedi, 14 Agosto 2018

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RAPPORTO MARE NOSTRUM DI LEGAMBIENTE: TANTI E AGGUERRITI I NEMICI DEI MARI ITALIANI


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Rapporto Mare Nostrum di Legambiente: Tanti e Agguerriti i Nemici dei Mari Italiani | Inquinamento | Abusivismo | Petrolio |

La partenza della Goletta Verde di Legambiente, di cui abbiamo riferito ieriabbiamo riferito ieri , è stata l'occasione per presentare l'edizione 2010 della celebre rapporto annuale “Mare Nostrum” sullo stato dei Mari italiani. Il dossier tratta in modo molto preciso ed elaborato i problemi che affliggono i mari italiani. L'apertura è dedicata ai 10 nemici del mare italiano, ovvero le trivellazioni off shore di petrolio, il ritorno al nucleare, gli scarichi civili non depurati, la pesca illegale e le spadare, il traffico delle petroliere, le navi dei veleni, l'inquinamento industriale, il cemento legale ed illegale, il carbone nelle centrali termoelettriche e l'erosione costiera. Ognuno di questi nemici viene presentato sinteticamente e poi analizzato in dettaglio in paragrafi specifici. Di seguito indicheremo una sintesi degli argomenti principali


L'ESTRAZIONE DI PETROLIO
Grande spazio è dato al problema delle trivellazioni off shore di petrolio, il cui monitoraggio, regione per regione rappresenta una delle prerogative del tour 2010 della Goletta Verde. Legambiente è preoccupata dall'aumentare delle istanze e dei permessi di ricerca di greggio nel mare e sul territorio italiano. Nel 2009 sono state estratte in Italia circa 4,5 milioni di tonnellate di greggio (di cui 525.905 tonnellate dal mare) pari al 6% dei consumi nazionali di greggio, tuttavia, secondo le stime del Ministero dello Sviluppo Economico sarebbero recuperabili ancora 129 milioni di tonnellate. Secondo Legambiente lo sforzo per cercare ed estrarre queste quantità di greggio non avrebbe vantaggi,  visto che nella migliore delle ipotesi, riusciremmo a coprire i consumi per soli 20 mesi in più (ai consumi attuali), mettendo però a rischio la tutela dei nostri mari e del territorio. Il rapporto si sofferma sui possibili futuri siti di estrazione in mare (secondo i permessi rilasciati) e analizza l'andamento delle estrazioni di petrolio secondo i dati forniti dall'unione Petrolifera. Da questi si evince che la quota dei prodotti petroliferi è scesa negli ultimi 10 anni dal 53% al 41% dei consumi di energia primaria mentre rimane forte nel settore dei trasporti (autotrazione). A tal proposito segnaliamol 'l'ndagine Nomisma Energia sui prodotti petroliferi relizzata per l'Unione Petroliferasui prodotti petroliferi relizzata per l'Unione Petrolifera.
Nonostante ciò, la ricerca degli idrocarburi è destinata ad aumentare nei prossimi anni in Italia, soprattutto in mare, invertendo quello che è il trend attuale. Dal 2008 ad oggi sono state presentate 65 istanze per permessi di ricerca a terra e in mare per un’area di oltre 30mila km quadrati (23mila kmq in mare e 7 a terra).


I CRIMINI VERSO IL MARE
I numeri rilevati nel 2009 nel dossier raccontano di un aumento dell'abusivismo edilizio pari al 7,6% e dell’inquinamento derivante da scarichi fognari illegali, cattiva depurazione e inquinamento da idrocarburi, aumentati di quasi il 45%.
Aumentano anche i sequestri che dai 4049 del 2008 arrivano a 5920 con una crescita del 46,2%. Dall'altra parte si assiste ad una diminuzione consistente delle infrazioni accertate fra la costa e il mare, pari al 40%, dalle 14544 del 2008 alle 8937 infrazioni dello scorso anno. Questo è dovuto alla drastica diminuzione dei reati accertati , sia per merito del lavoro di prevenzione che a causa del calo del 14,3% degli accertamenti effettuati dalle Capitanerie di Porto a cui sono state ridotte le risorse economiche per le attività investigative. La situazione rimane grave nelle regione a tradizionale presenza mafiosa che rimangono in testa nella classifica dell’illegalità con il 59% dei reati accertato in questi territori, in crescita rispetto al 55,5% del 2008 (Campania 1.514 infrazioni, Puglia 1.338 infrazioni, Sicilia 1.267 e Calabria con 1.160 infrazioni).


IL CEMENTO
L'abusivismo continua a rappresentare un grave problema per il nostra Paese,secondo il rapporto di Legambiente la Sicilia è la regione con più illegalità con 749 infrazioni, seguita dalla Campania con 702, dalla Calabria con 561 e dalla Sardegna con 499 infrazioni. In grande crescita rispetto al 2008, anche i sequestri che raggiungono quota 2.074 contro i 1569 del 2008 (+32,2%) e le persone denunciate che passano da 4697 a 5416 (+15,3%). A questo proposito Legambiente rileva come da un lato tutte queste opere sorgano nell'illegalità senza che nessuno, all'apparenza,  si accorga di nulla, mentre dall'altra, a scempio compiuto, si faccia fatica a demolirle, tentando di fare pressioni parlamentari affinché vengano sanate, attraverso condoni edilizi. Nel rapporto sono presenti anche le foto e le descrizioni dei cinque ecomostri “top” che Legambiente chiede di abbattere.
Segue un lungo viaggio nell'abusivismo rilevato nella varie regioni,un giro d'Italia dell'orrore e dello scempio, con tanto di foto e descrizioni delle opere costruite illegalmente. Per dare un'idea della gravità delle cose pensate solo che in Campania nelgi ultimi 10 anni sono state costruite 60mila case abusive. Incredibile la Palafitta di Falerna in provincia di Cosenza (Calabria) , letteralmente costruita sulla spiaggia, quasi sul mare che da 37 anni aspetta una parola definitiva circa l'abbattimento. La potete vedere nella foto dell'articolo.


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MARI INQUINATI
Secondo i dati della Goletta Verde del 2009, l'81% dei campioni analizzati risulta gravemente inquinato, soprattutto sulle foci dei fiumi. Questi rappresentano la maggiore fonte di inquinamento dei nostri mari, principalmente a causa dei Comuni che scaricano i propri reflui nei corsi d'acqua senza effettuare depurazioni adeguate. Secondo Legambiente quasi 18milioni di italiani (17.783.075 per la precisione) riversano i propri scarichi fognari non depurati nei fiumi, nei laghi e nel mare. Dato che ha portato l’avvio, nel giugno 2009, di una procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti del nostro Paese, per violazione della direttiva 1991/271/CE recante le norme relative il trattamento dei reflui urbani. Cinque le regioni sotto accusa:Sicilia, Calabria, Campania, Liguria e Puglia.
Continuano a crescere nel 2009 le infrazioni accertate in materia di scarichi e depurazioni inadeguate, che raggiungono la quota di 2.621, il 45% in più rispetto al 2008. Comi in altri casi il Sud, purtroppo copre il podio delle infrazioni con Puglia, Campania e Calabria nelle prime tre posizioni seguita dalla Liguria


PESCA ILLEGALE
La pesca utilizzando le reti illegali, soprattutto le spadare rappresenta ancora un fenomeno diffuso nei nostri mari, rileva Legambiente. La vergogna per questa tipologia di pesca che produce la morte ogni anno di 300 mila esemplari di specie protette è in realtà duplice. L'Unione Europea ha infatti dichiarato illegali queste reti non selettive dal 2002 provvedendo anche ad indennizzare con dei fondi i pescatori che avrebbero potuto subire dei danni dall'abbandono di queste reti. I pescatori italiani, tuttavia secondo quanto pubblicato anche dal sito fishsubsidy.orgfishsubsidy.org promosso dalla fondazione Pew Environment , hanno prima usufruito dei fondi per poi "dimenticarsi" di abbandonare le reti proibite che continuano ad essere utilizzate. Ciò ha portato l'ennesima condanna del nostro Paese da parte della Corte di giustizia europea, a cui non è piaciuto il gioco delle tre carte italiano. In questo settore si rivela forte la presenza della criminalità organizzata, poco spaventata dai mezzi delle capitanerie di Porto, le cui risorse continuano a decrescere


In Chiusura ricordiamo che nei giorni scorsi è stato presentato dal Ministero della Salute il rapporto 2010 sullo stato di balneabilità dei mari italianirapporto
2010 sullo stato di balneabilità dei mari italiani . Quest'anno il rapporto è stato accompagnato dal lancio di un nuovo portale da parte del Ministero, il Portale Acque che dovrebbe servire, tra le altre cose, ai cittadini per poter trovare in tempo reale notizie sullo stato di balneazione delle località italiane. Legambiente nel rapporto Mare Nostrum ha criticato il portale dichiarandolo come non idoneo a fornire informazioni chiare ed immediatamente accessibili ai cittadini che vi accedono

[Via: Mare Nostrum 2010Mare Nostrum 2010 ]

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