Lunedi, 16 Luglio 2018

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ABI: ANALISI SULLE DIFFICOLTÀ DELLE FAMIGLIE ITALIANE, QUELLE GIOVANI FATICANO AD ACCEDERE ALLA CASA


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ABI: Analisi sulle Difficoltà delle Famiglie Italiane, quelle Giovani Faticano ad Accedere alla Casa | Reddito Disponibile | Mutui |

In un nostro recente articolorecente
articolo avevamo analizzato come la propensione al risparmio degli italiani e la casa di proprietà, di fatto, permettessero alle famiglie italiane di reagire meglio di fronte alle crisi economiche. Oggi riprenderemo alcuni dei temi trattati prendendo spunto da ciò che è emerso nel primo Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”) realizzato dall'Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro. Si tratta di un nuovo strumento di monitoraggio (a cadenza trimestrale) dei rischi connessi alle conseguenze della crisi. Nella relazione vengono analizzate quattro tipologie di indicatori al fine di segnalare al meglio lo stato finanziario delle famiglie italiane: indicatori di indebitamento, vulnerabilità, patologia finanziaria, domanda e offerta di credito. Tra gli indicatori di vulnerabilità viene preso in considerazione l'indice di abitabilità (housing affordability index), un indicatore, finora non molto diffuso nel mercato italiano, che ha lo scopo di esprimere in maniera molto semplice in che misura il bene casa sia effettivamente accessibile. L'assunto di base è che l’acquisto di una casa sia sostenibile quando la rata del mutuo, necessario per finanziarne l’acquisto, non superi il 30% del reddito disponibile della famiglia.
Questo importante indicatore segnala che mediamente le famiglie italiane sono in grado di acquistare una casa ai prezzi di mercato. Nello specifico nel 2009 il 58% delle famiglie italiane, ovvero circa 15 milioni di nuclei, disponeva di un reddito sufficiente per sostenere i costi di un mutuo. Tuttavia disaggregando i dati si scopre che questo indice di accessibilità risulta molto più basso e negativo a partire dal 2006 per le famiglie giovani e senza una casa di proprietà. La situazione risulta più negativa nelle grandi città dove il vantaggio del maggior reddito disponibile viene contrastato dal maggior costo della vita e dal maggior valore delle quotazioni immobiliari.
Nelle fasi più recenti, si rileva però un miglioramento della situazione sia per ciò che riguarda il dato nazionale che quello relativo alle grandi macroaree geografiche anche per le famiglie giovani, a causa dell' abbasamento dei livelli dei tassi di interesse.
Nella categoria degli indicatori di indebitamento si rileva che nell'ultimo trimestre 2009 l'incidenza complessiva del debito finanziario delle famiglie rispetto al loro reddito disponibile, è stata pari al 45% nella media italiana, contro il 41% di un anno prima e il 32% del 2004. Le famiglie del centro Italia sono quelle con il maggior grado di indebitamento (47%) , seguite da quelle del Mezzogiorno (455) e da quelle del Nord (44%). La relazione sottolinea che nell'ultimo trimestre 2009 i mutui per l'acquisto di abitazioni sono cresciuti dell’8,2% rispetto al 2008, per un ammontare di circa 247 miliardi di euro.
Capitolo credito al consumo. Sempre nell'ultimo periodo del 2009 il credito al consumo ha avuto un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi, soprattutto nel Nord Italia, dove la crescita su base annua è stata dell' 8,2%, contro il 6,6% del Centro e il 5.2% del Mezzogiorno.
Complessivamente dal report emerge un buon livello di solidità delle famiglie italiane durante una fase del ciclo estremamente difficile, tuttavia è necessaria prudenza soprattutto perchè gli effetti della crisi tendono a mostrarsi con ritardo su alcuni mercati (del lavoro, delle sofferenze bancarie, ecc). Va fatta attenzione dunque a elementi poco rassicuranti come il tendenziale peggioramento del tasso di accessibilità alle abitazione per quanto riguarda le giovani famiglie e al deterioramento della qualità del credito, soprattutto al centro-nord, dovuto essenzialmente all'assunzione di maggiori rischi da parte delle famiglie di questa area del paese.

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COSA FARE DI FRONTE ALLE VULNERABILITÀ
Secondo il report le sole politiche di credito non possono fornire una risposta globale, ma servono soluzioni più specifiche. Il tema del reddito disponibile (in particolare da lavoro dipendente) è importante e richiede risposte che dovrebbero puntare però ad un recupero delle capacità competitive del sistema Paese e non certo a meri incrementi salariali. Il semplice aumento del salario, infatti, se non accompagnato da aumenti di produttività porterebbe ad un miglioramento effimero della situazione, con probabili perdite nel lungo periodo anziché guadagni in termini reali.
Politiche mirate dovrebbero comprendere interventi volti a sostenere ulteriormente soprattutto le famiglie giovani e senza casa di proprietà, cioè la tipologia di famiglia che risulta più penalizzata. Dall'altra parte si rendono necessari politiche di investimenti nell'edilizia agevolata e misure che possano facilitare l’accesso al credito mediante la costituzione di fondi di garanzia. Per approfondimenti Il report è disponibile sul sito dell'Associazione bancaria ItalianaAssociazione
bancaria
Italiana.

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RISORSE:

Per approfondire alcuni dei dati trattati nell'articolo consigliamo: l'analisi delle disponibilità bancarie dei cittadini italianianalisi
delle
disponibilità bancarie dei cittadini italiani (quanto hanno in banca insomma) e l'ultima analisi dell'ISTAT sui redditi, il potere d'acquisto e gli investimenti delle famiglie italiane.sui
redditi,
il potere d'acquisto e gli investimenti delle famiglie
italiane. Interessante può essere anche vedere come questi dati si mostrano agli occhi del fisco, ovvero quanto poi effettivamente dichiarano i cittadini italiani in sede di pagamento delle impostedichiarano i cittadini italiani in sede di pagamento delle imposte

 

 


RISORSE SULLA CASA:

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CREDIT
Si ringrazia l'utente TheTruthAbout...TheTruthAbout... di flickr per l'immagine


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