Giovedi, 23 Novembre 2017

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CALA DEL 2,7% IL REDDITO DISPONIBILE DELLE FAMIGLIE, SI TRATTA DELLA PRIMA VOLTA DAL 1995


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Il tasso di crescita del reddito disponibile delle famiglie è passato da un incremento del 3,5% del 2006 ad una flessione del 2,7% del 2009. Lo rileva l'Istat che ha diffuso una serie di aggregati che concorrono a formare il reddito disponibile delle Famiglie, relativi al periodo 2006-2009.
Va detto che non accadeva dal 1995 di rilevare un dato negativo nei tassi di crescita e che questo è imputabile per la maggior parte alle pessime performance registrate al Nord. La diminuzione maggiore del tasso di crescita si è registrata, infatti, al Nord- Ovest (-4,1%) e al Nord-Est (-3,4%), mentre è stata più contenuta al Centro (-1,8%) e nel Mezzogiorno (-1,2%). Tali diminuzioni sono dovute soprattutto alla riduzione evidente dei redditi da capitale (soprattutto al Nord), ma anche al rallentamento dei redditi da lavoro dipendente. Le pessime performance registrate al Nord-Ovest nel 2009, sono poi, essenzialmente imputabili alle pesanti riduzioni del reddito registrate in Lombardia e Piemonte, che da sole coprono il 90% del reddito dell'area.
In generale, nonostante questa contrazione nei tassi di crescita, oltre la metà del reddito disponibile delle famiglie risulta, nel periodo considerato, concentrato al Nord (53%), segue il Mezzogiorno (26%) e il Centro (21%).
Va detto, però, che le famiglie residenti nel Mezzogiorno sembrano aver subito in misura minore l'impatto della crisi, soprattutto in Calabria e Sicilia, le uniche regioni in cui il reddito disponibile ha mostrato tassi di crescita lievemente positivi. Tale risultato, secondo l'Istat, è riconducibile alla minor propensione delle famiglie meridionali agli investimenti rischiosi, che ha permesso, in tempo di crisi, una tenuta degli interessi netti ricevuti (ad esempio dai libretti postali). In più il minor accesso al credito bancario ha permesso di contenere l'impatto negativo dovuto dall'aumento degli spread sugli interessi passivi. Insomma le peculiarità del rapporto tra famiglie del Mezzogiorno e gestione del risparmio, che spesso sono state addotte come dei limiti alla crescita dell'area, si sono invece rilevate come i punti di forza della tenuta del reddito disponibile durante la crisi.



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REDDITO DISPONIBILE PER ABITANTE
Il calo registrato nel 2009 nei tassi di crescita del reddito disponibile delle famiglie del Nord Ovest, ha fatto si che quest'area non risulti più in testa alle classifiche per il maggior reddito disponibile per abitante. Il primato è passato, infatti, al Nord-Est, dove Bolzano ha guadagnato la testa della graduatoria, scavalcando l’Emilia Romagna. Nel Mezzogiorno il reddito disponibile per abitante è diminuito meno che nelle altre aree, avvicinandosi quindi alla media nazionale, sebbene il divario sia ancora elevato. In valore assoluto le regioni settentrionali presentano un livello medio di reddito per abitante, compreso tra i 21,5 e i 18,3 mila euro, contro un range tra i 12,4 e i 13,2 mila euro del Mezzogiorno. A riprova del fatto che la distribuzione del reddito in Italia sia poco equa, ricordiamo che sempre secondo un rapporto Istat, la metà delle famiglie del Trentino ha a disposizione circa 11 mila euro annui in più della metà delle famiglie della Siciliala
metà delle famiglie del Trentino ha a disposizione circa 11 mila
euro annui in più della metà delle famiglie della Sicilia.

[Via: IstatIstat ]

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